Ieri, al minuto 99, in area di rigore del Torino, un evidente tocco di mano da parte di Simeone non sanzionato, ha messo in luce l’ennesimo ‘caso’ di una Var che, in Italia, continua a far discutere.

Quando fu introdotta la tecnologia Var, molti erano convinti che finalmente non ci sarebbero più stati dubbi sugli episodi sospetti che spesso hanno condizionato i risultati, alcuni dei quali sono addirittura passati alla storia.

Potenza del progresso: la mente va alle mitiche moviole del cremonese Carlo Sassi. Di tempo ne è passato eppure, malgrado la Var, anche ieri abbiamo assistito a un altro caso che ha condizionato inevitabilmente l’esito del match tra Torino e Cremonese.

Va detto che la Cremonese ieri non ha brillato: ha fatto fatica a imporre il proprio gioco e non è stata la squadra cinica e compatta che ha dominato contro Lecce e Bologna. Senza nulla togliere al Torino, però, nel calcio, come nella vita, “mi devi dare ciò che mi spetta”, e ieri a una Cremonese ‘così così’ è mancato un calcio di rigore che  avrebbe potuto cambiare l’esito della partita.

Ogni domenica  su tutti i campi di Serie A, si osservano valutazioni su singoli episodi fra loro molto simili, ma che non presentano una uniformità di giudizio dei direttori di gara e questo contribuisce a creare ancora più confusione, confermando che la Var non sta funzionando e che la classe arbitrale italiana  mediocre e non in grado di gestire adeguatamente il massimo campionato italiano.

Sarebbe auspicabile che i vertici della lega prendessero una posizione netta in questo senso, ma forse questa “Var all’italiana” fa comodo.

 Dai Cremo 

Sezione: Editoriale / Data: Dom 14 dicembre 2025 alle 11:00
Autore: Federico Bresciani
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