L’episodio del petardo esploso nei pressi di Audero durante Cremonese-Inter ha inevitabilmente acceso il dibattito, soprattutto tra tifosi e addetti ai lavori. Un fatto grave, che rientra a pieno titolo nella categoria degli incidenti da ordine pubblico, ma che non ha portato alla sconfitta a tavolino per l’Inter. Una decisione che può sembrare sorprendente a un primo sguardo, ma che trova una spiegazione precisa nel regolamento.

Il primo elemento determinante è stato l’esito immediato dell’accaduto. Audero, pur scosso dall’esplosione, ha potuto proseguire regolarmente la partita. Questo aspetto ha inciso in maniera decisiva sulla valutazione complessiva dell’episodio. Se il portiere nerazzurro non fosse stato in grado di continuare la gara, il quadro disciplinare sarebbe potuto cambiare radicalmente, aprendo la strada a conseguenze ben più pesanti.

Nel calcio italiano, infatti, la sconfitta a tavolino non scatta in automatico in presenza di un lancio di oggetti o petardi. Serve che l’episodio comprometta in modo irreversibile il regolare svolgimento della partita. In questo caso, la gara è stata solo momentaneamente interrotta e poi ripresa senza ulteriori incidenti.

A chiarire ulteriormente il punto è stato Luca Marelli, intervenuto su DAZN. L’ex arbitro ha spiegato che l’unica condizione che avrebbe potuto portare a un esito di questo tipo sarebbe stata la sospensione definitiva dell’incontro da parte del direttore di gara. In altre parole, affinché si arrivasse alla sconfitta a tavolino, l’arbitro avrebbe dovuto ritenere impossibile proseguire il match, magari a seguito del lancio di ulteriori petardi o di una situazione fuori controllo sugli spalti.

Non essendosi verificato nulla di tutto questo, il quadro regolamentare è rimasto circoscritto alle sanzioni di carattere disciplinare e organizzativo, senza intaccare il risultato del campo. La responsabilità resta grave e verrà valutata dagli organi competenti, ma non tale da alterare l’esito sportivo dell’incontro.

Cremonese-Inter lascia dunque strascichi soprattutto sul piano della sicurezza e del comportamento dei tifosi, più che su quello strettamente calcistico. Un episodio che riaccende l’attenzione sul tema della prevenzione negli stadi, ma che, regolamento alla mano, non poteva tradursi automaticamente in una sconfitta a tavolino per l’Inter.

Sezione: Primo Piano / Data: Lun 02 febbraio 2026 alle 09:00
Autore: Redazione TuttoCremonese
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