Se Morten Thorsby rappresenta la mezzala di equilibrio e struttura, l’altra faccia del nuovo centrocampo passa da Youssef Maleh. Il centrocampista classe ’98 ha lasciato il segno già alla prima uscita di peso, offrendo una prestazione di spessore totale contro l’Inter: 95 minuti di intensità, qualità e continuità, contro quella che è probabilmente la squadra più forte del campionato.

Una prova che pesa più di tante parole

Non era una partita semplice per mettersi in mostra, eppure Maleh ha saputo reggere il confronto con avversari di altissimo livello. La sua presenza in mezzo al campo si è avvertita chiaramente: pressione costante, capacità di coprire grandi porzioni di campo e lucidità nelle scelte, anche nei momenti di maggiore sofferenza.

Contro l’Inter non ha solo corso: ha dato ordine, ha accompagnato l’azione quando possibile e ha contribuito a mantenere compatto il baricentro della squadra. Una prestazione che certifica la sua utilità immediata.

Il pupillo di Nicola

Non è un caso se Davide Nicola ha puntato con decisione su di lui. Maleh è un profilo che il tecnico conosce bene e che interpreta alla perfezione la sua idea di mezzala: dinamica, intensa, ma anche disciplinata tatticamente. Sa quando alzare i giri del motore e quando invece abbassare il ritmo per dare respiro alla squadra.

Questa affidabilità lo rende una pedina spendibile anche in gare di alto livello, dove non basta la qualità tecnica ma serve soprattutto personalità.

Concorrenza aperta con Vandeputte

La gestione delle mezzali passa inevitabilmente anche dal confronto con Jari Vandeputte. I due si contenderanno il posto, ma con caratteristiche diverse: più lineare e verticale Maleh, più creativo e rifinitore Vandeputte. Una concorrenza sana che offre a Nicola soluzioni differenti a seconda del tipo di partita e dell’avversario.

In gare di battaglia e ritmo alto, Maleh garantisce sostanza e continuità; quando serve più fantasia negli ultimi trenta metri, Vandeputte può diventare un’arma decisiva.

Un centrocampo che prende forma

Con Maleh e Thorsby, il centrocampo della Cremonese guadagna completezza e profondità. Due mezzali diverse, ma complementari, capaci di adattarsi a più contesti tattici e di sostenere sia la fase difensiva sia quella offensiva.

Maleh ha già dimostrato di poter stare dentro le partite che contano. Ora l’obiettivo è dare continuità a quanto visto: se lo farà, il suo apporto rischia di diventare centrale negli equilibri della squadra.

Sezione: News / Data: Gio 05 febbraio 2026 alle 16:00
Autore: Redazione TuttoCremonese
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