Intervistato da La Gazzetta dello Sport, Emil Audero ha spiegato il motivo per cui è voluto restare in campo dopo il petardo che lo ha colpito nel match con l'Inter: "Innanzitutto l'adrenalina. Ma lo fai anche perché sei in campo, capisci la situazione e non vuoi che finisca in quel modo. Dentro di me non sentivo la volontà di abbandonare. Sospendere la partita per un episodio del genere non mi andava giù. Sapevo di potercela fare. Anche se poi è successo qualcosa. Nel secondo tempo ho avvertito un senso di vuoto. La ferita al ginocchio mi faceva male, ma il problema era dentro di me. Un senso di delusione profonda e poca voglia di giocare. Ero in campo, stavo facendo il mio lavoro che amo da morire. Ma intanto i miei pensieri andavano al luogo dello scoppio. Poco più in la e chissà... la mano, il braccio, o anche peggio. Ho pensato: perché sono in campo? Perché sto giocando? La testa e i pensieri giravano a mille. E' stata una sensazione bruttissima".

Sezione: News / Data: Mar 03 febbraio 2026 alle 11:00
Autore: Redazione TuttoCremonese
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