La battuta d’arresto contro l’Inter di Cristian Chivu, attuale capolista di Serie A, rientrava ampiamente nelle previsioni. Non è certo contro squadre di questo calibro che la Cremonese dovrà costruire la propria salvezza: il vero campionato dei grigiorossi passa da altri scontri, più alla portata, dove conquistare i punti necessari per centrare l’obiettivo.
Detto questo, il modo in cui è maturata la sconfitta racconta una storia diversa rispetto ad altri stop recenti. La Cremonese ha perso, ma lo ha fatto con dignità, uscendo dal campo a testa alta. Nulla a che vedere con il pesante ko dell’andata a San Siro o con la prestazione opaca vista qualche settimana fa sul campo della Juventus. Questa volta l’atteggiamento è stato diverso, più coraggioso e più vicino a quello richiesto per restare in categoria.
L’Inter ha dimostrato tutta la sua maturità da grande squadra, capitalizzando al massimo le poche opportunità costruite. Il vantaggio è arrivato sugli sviluppi di un calcio d’angolo, mentre il raddoppio è nato da una conclusione dalla distanza, la cui traiettoria ha sorpreso Emil Audero. Da lì in avanti, soprattutto nella ripresa, i nerazzurri hanno gestito il ritmo senza correre particolari rischi, amministrando il doppio vantaggio con freddezza.
La Cremonese, però, non è rimasta a guardare. Le occasioni per riaprire la gara non sono mancate, ma è proprio qui che si è vista la differenza tra una squadra in lotta per la salvezza e una candidata al titolo. Nel primo tempo, due ripartenze potenzialmente pericolose di Jamie Vardy non sono state sfruttate a dovere, così come la conclusione a lato di Federico Ceccherini. Nella ripresa, il palo colpito da Zerbin ha rappresentato l’episodio più emblematico di una serata in cui alla Cremo è mancata solo la precisione negli ultimi metri.
Il risultato finale premia giustamente l’Inter, più cinica e lucida nei momenti chiave. Tuttavia, rispetto alla sconfitta contro il Sassuolo, la squadra di Davide Nicola ha mostrato segnali evidenti di crescita. Intensità, organizzazione e spirito di sacrificio sono stati all’altezza del contesto, elementi fondamentali in vista delle prossime gare.
La strada verso la salvezza resta lunga e tortuosa, ma prestazioni come questa indicano che la Cremonese è sulla via giusta. Ora servirà trasformare questi segnali positivi in punti, perché è lì che si deciderà il destino dei grigiorossi.
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