Osservando con attenzione il mercato in entrata della Cremonese, emerge un filo conduttore piuttosto evidente: l’aumento della stazza fisica non è stato casuale, ma una scelta precisa. Una risposta strutturata a problemi emersi sul campo, soprattutto contro avversari di alto livello, dove la squadra ha spesso sofferto nei duelli e sulle palle inattive.

La dirigenza grigiorossa ha deciso di intervenire andando a colmare un vuoto ben identificato, puntando su profili capaci di spostare equilibri in termini di centimetri, forza e presenza aerea.

Djuric, il riferimento che mancava davanti

Il simbolo di questa strategia è Milan Djuric, primo rinforzo del reparto offensivo. Con i suoi quasi due metri d’altezza, l’attaccante porta caratteristiche che fino a quel momento erano semplicemente assenti: gioco spalle alla porta, capacità di far salire la squadra e pericolosità costante sui palloni alti.

I primi segnali si sono visti già nel finale della gara contro l’Inter, quando la Cremonese ha iniziato a sfruttare maggiormente traversoni e seconde palle, cambiando volto alla propria fase offensiva.

Prima un attacco troppo leggero

Prima dell’arrivo di Djuric, il reparto avanzato era composto da profili con caratteristiche diverse. I più alti erano Federico Bonazzoli e Frank Mbongu Moumbagna, entrambi attorno ai 185 centimetri, ma non vere prime punte strutturate. Antonio Sanabria supera di poco il metro e ottanta, mentre Jamie Vardy resta sotto quella soglia.

Un mix di mobilità e tecnica, ma con poca capacità di incidere fisicamente contro difese robuste.

Centrocampo più muscolare: Thorsby come riferimento

Anche in mezzo al campo la Cremonese ha corretto la rotta. L’arrivo di Youssef Maleh (177 cm) ha aggiunto dinamismo, ma è soprattutto Morten Thorsby a incarnare il nuovo corso.

Con il suo metro e novanta, Thorsby è un centrocampista che fa del gioco aereo un marchio di fabbrica. I numeri parlano chiaro: dal 2014, anno del suo trasferimento dalla Norvegia all’Olanda, ha realizzato 29 gol, ma solo 11 di piede. Tutti gli altri sono arrivati di testa, a conferma di una capacità di inserimento e di impatto fisico fuori dal comune.

Difesa rinforzata, ma non completata

La stessa logica è stata applicata al reparto arretrato, dove l’innesto di Sebastiano Luperto (191 cm) ha aumentato il peso specifico della linea difensiva, soprattutto nelle situazioni di palla inattiva.

La sensazione, però, è che il lavoro potesse essere ancora più profondo: Luperto rappresenta un passo nella giusta direzione, ma non necessariamente l’ultimo tassello di una trasformazione che potrebbe richiedere ulteriori interventi.

Una Cremonese che cambia pelle

Il messaggio che arriva dal mercato è chiaro: la Cremonese vuole diventare più difficile da affrontare, più solida nei duelli e più incisiva sulle palle ferme. Una scelta che guarda tanto alla fase difensiva quanto a quella offensiva, e che sembra pensata per ridurre quel gap emerso soprattutto contro le big.

Se questa nuova identità basata su fisicità e centimetri porterà risultati concreti lo dirà il campo. Ma una cosa è certa: stavolta, l’altezza non è un dettaglio.

Sezione: News / Data: Mer 04 febbraio 2026 alle 11:00
Autore: Redazione TuttoCremonese
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