Tre sconfitte nelle ultime quattro partite e 418 minuti senza trovare la via del gol, recuperi inclusi. Numeri che non possono essere ignorati e che suonano come un campanello d’allarme per la US Cremonese. Non è il momento del panico, ma neppure quello dell’attesa passiva: qualcosa va corretto, e in fretta.

La squadra grigiorossa ha costruito fin qui un percorso solido, spesso oltre le aspettative, ma il calcio è spietato. Bastano poche settimane storte per trasformare una classifica rassicurante in una zona pericolosa, dove ogni punto pesa come piombo.

Un digiuno che preoccupa più dei risultati

Il dato più allarmante non è soltanto la sequenza negativa, ma l’incapacità di segnare. Oltre sei ore di gioco senza gol raccontano di una Cremonese che fatica a creare occasioni pulite, a cambiare ritmo, a sorprendere gli avversari.

Il problema non sembra solo fisico o mentale: è strutturale. La manovra appare prevedibile, gli attaccanti spesso isolati, e le partite scorrono senza quell’episodio capace di ribaltare l’inerzia.

Lavoro quotidiano o mercato: servono correttivi

Che la soluzione passi dal campo di allenamento o dal mercato di gennaio, poco importa. Quello che conta è intervenire. Piccoli aggiustamenti tattici, nuove soluzioni offensive o un rinforzo mirato possono fare la differenza prima che il piano inizi a inclinarsi troppo.

La Serie A insegna che nessun margine è definitivo: chi rallenta rischia di essere risucchiato rapidamente nelle zone che scottano. La Cremonese lo sa bene e non può permettersi di disperdere quanto di buono costruito finora.

Classifica ancora amica, ma non per sempre

È vero: la graduatoria, al momento, non è drammatica. Ma è altrettanto vero che le inseguitrici si muovono, rosicchiano punti e accorciano le distanze. La linea tra serenità e affanno è sottile, soprattutto quando manca il gol.

Per questo serve una risposta immediata, già dalle prossime uscite. Non tanto per i numeri, quanto per l’autostima di un gruppo che ha dimostrato di poter competere.

Il 2026 come occasione di rinascita

Senza disfattismo e senza processi sommari, il nuovo anno può e deve rappresentare un punto di svolta. Il sogno salvezza è ancora pienamente alla portata, ma va alimentato con coraggio, idee e convinzione.

In fondo, i propositi di inizio anno fanno parte del nostro DNA: migliorarsi, correggere gli errori, costruire un futuro migliore del presente. Anche nel calcio funziona così. Perché, alla fine, sono proprio i sogni — e la volontà di inseguirli — a far andare avanti tutto il resto.

Sezione: Editoriale / Data: Mar 06 gennaio 2026 alle 18:00
Autore: Redazione TuttoCremonese
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