Quando Jamie Vardy è arrivato alla Cremonese, non sembrava affatto un giocatore sul viale del tramonto. Pur a 39 anni, l’ex simbolo del Leicester City si è presentato con lo spirito di chi ha ancora qualcosa da dimostrare: entusiasmo contagioso, fame agonistica e una leadership naturale che raramente si compra sul mercato.

Due qualità preziosissime per una squadra impegnata in una corsa salvezza complessa, dove spesso la testa pesa quanto le gambe.

Un impatto che andava oltre i numeri

Nei primi mesi in grigiorosso, l’apporto di Vardy non si è misurato solo in gol o assist. La sua presenza ha dato credibilità al progetto, ha alzato il livello di attenzione degli avversari e ha trasmesso sicurezza a un gruppo chiamato a confrontarsi ogni settimana con squadre di livello superiore.

Movimenti intelligenti, pressing costante e capacità di leggere i momenti della partita hanno rappresentato un valore aggiunto, soprattutto nei match più tesi.

Un calo che pesa sull’attacco

Nell’ultimo periodo, però, qualcosa è cambiato. L’incisività offensiva di Vardy è diminuita e la Cremonese ne ha risentito in modo evidente. Meno strappi in profondità, meno palloni trasformati in occasioni pulite, meno presenza decisiva negli ultimi metri: segnali fisiologici per un attaccante che ha costruito la propria carriera su intensità e velocità.

Questo rallentamento si riflette direttamente sulle difficoltà della squadra nel concretizzare le opportunità create, trasformando buone prestazioni in punti mancati.

Il tempo come avversario invisibile

Non è una questione di impegno o motivazioni, che restano intatte. È il tempo, l’unico avversario che neppure i campioni possono battere. A 39 anni, sostenere ritmi elevati con continuità diventa sempre più complicato, soprattutto in un campionato fisico e tatticamente esigente come la Serie A.

Per questo motivo, la gestione di Vardy diventa un tema centrale: centellinarne l’utilizzo, scegliere i momenti giusti e affiancargli profili complementari può fare la differenza nel finale di stagione.

Esperienza ancora decisiva, se dosata

Nonostante il calo recente, sarebbe un errore considerare Vardy un problema. Al contrario, la sua esperienza resta una risorsa fondamentale, soprattutto nelle partite sporche, tese, dove serve lucidità nei momenti chiave. Anche senza segnare, la sua sola presenza continua a condizionare le scelte difensive avversarie.

La Cremonese deve ora trovare il modo migliore per estrarre valore da ciò che Vardy può ancora dare, senza chiedergli ciò che il fisico non consente più con continuità.

Un finale da interpretare con intelligenza

La corsa salvezza si deciderà sui dettagli. E tra questi, il modo in cui verrà gestito un leader come Jamie Vardy potrebbe rivelarsi decisivo. Non più trascinatore continuo, forse, ma ancora uomo da fiammata improvvisa.

Perché anche quando il motore non gira più come una volta, i grandi campioni sanno ancora scegliere il momento giusto per colpire.

Sezione: News / Data: Mer 04 febbraio 2026 alle 13:00
Autore: Redazione TuttoCremonese
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