Quattro partite ufficiali hanno mostrato due versioni completamente opposte della Cremonese. In Coppa Italia i grigiorossi hanno eliminato Sampdoria e Parma, segnando quattro gol senza subirne. In Serie B, invece, hanno perso contro Empoli e Modena, incassando quattro reti senza riuscire a trovarne neppure una.

Non si tratta soltanto di una curiosità statistica. Il rendimento nelle due competizioni ha evidenziato differenze profonde sotto il profilo dell’intensità, della personalità e dell’efficacia offensiva. Il compito di Fabio Pecchia sarà quello di comprendere perché la squadra riesca a esprimersi con maggiore libertà in Coppa e perda sicurezza quando scende in campo per il campionato.

In Coppa coraggio, equilibrio e giovani senza paura

La prima Cremonese stagionale aveva offerto segnali incoraggianti contro la Sampdoria. Schierata con il 3-5-2, la squadra era riuscita a mantenere equilibrio, limitare le iniziative blucerchiate e sfruttare le proprie opportunità.

David Stuckler aveva sbloccato la partita al 23’, mentre Tommaso Berti aveva completato il 2-0 nel recupero. Due reti segnate da giovani sui quali la società ha deciso di investire e che, in una gara a eliminazione diretta, hanno giocato senza timore. 

La stessa personalità è riemersa al Tardini. Contro il Parma, Giampaolo aveva dato spazio a diversi calciatori meno utilizzati, ricevendo una risposta importante. Lottici Tessadri aveva trovato il vantaggio al 5’, sfruttando immediatamente l’occasione concessa. Prima dell’intervallo Licina aveva segnato il raddoppio, coronando una prestazione di grande qualità.

La Cremonese aveva difeso con ordine e attaccato con maggiore verticalità rispetto alle partite di campionato. Il possesso non era stato utilizzato per rallentare il ritmo, ma per cercare velocemente gli spazi lasciati dagli avversari.

In entrambe le gare di Coppa la squadra è riuscita a passare in vantaggio. Questo dettaglio ha avuto un peso considerevole: giocare con il risultato favorevole ha permesso ai grigiorossi di amministrare i momenti della partita, senza essere costretti ad attaccare una difesa chiusa.

È emersa anche una maggiore leggerezza mentale. Stuckler, Berti, Lottici Tessadri e Licina hanno mostrato il desiderio di sfruttare l’occasione, correndo e assumendosi responsabilità. La concorrenza interna ha prodotto energia e intensità, due elementi mancati nelle prime giornate di Serie B.

La Coppa ha quindi dimostrato che la rosa possiede alternative interessanti. Non tutti i giovani sono pronti per sostenere immediatamente il peso di una stagione da protagonisti, ma il loro entusiasmo può diventare una risorsa essenziale per Pecchia.

In Serie B possesso sterile, fragilità e paura di sbagliare

Il campionato ha raccontato una storia differente. A Empoli la Cremonese ha gestito il pallone per lunghi tratti, senza riuscire a trasformare il controllo territoriale in occasioni limpide. La manovra è apparsa lenta e prevedibile, mentre l’Empoli ha colpito con Shpendi e ha difeso il vantaggio.

Il problema non è stato soltanto il risultato. I grigiorossi hanno faticato a trovare linee di passaggio tra centrocampo e attacco, permettendo agli avversari di proteggere la propria area senza particolari difficoltà. 

La sconfitta contro il Modena ha reso il quadro ancora più preoccupante. Allo Zini la Cremonese è stata superata sul piano del ritmo e dell’aggressività. Olzer ha realizzato una doppietta nel primo tempo, mentre Caso ha firmato il definitivo 3-0 nella ripresa.

Ogni perdita del pallone ha esposto la squadra alle ripartenze avversarie. Le distanze tra i reparti si sono allungate, i centrocampisti non sono riusciti a proteggere adeguatamente la difesa e gli attaccanti hanno ricevuto pochi palloni realmente utilizzabili.

Anche l’aspetto psicologico può aver inciso. In campionato la Cremonese viene considerata una delle candidate alla promozione e affronta avversarie preparate a concederle il possesso, aspettando il momento giusto per ripartire. L’obbligo di vincere sembra aver prodotto tensione, rallentando le decisioni e riducendo il coraggio nelle giocate individuali.

In Coppa, invece, la pressione era differente. Contro il Parma, squadra di Serie A, i grigiorossi potevano giocare con maggiore libertà, lasciando agli avversari il peso del pronostico. In campionato dovranno abituarsi alla situazione opposta: saranno spesso chiamati a costruire contro formazioni compatte e aggressive.

Pecchia dovrà unire le qualità delle due versioni. Dalla squadra di Coppa dovrà prendere il coraggio dei giovani, la verticalità e la capacità di concretizzare. Da quella vista a tratti in campionato potrà conservare la volontà di controllare il pallone, rendendo però il possesso più rapido ed efficace.

Servirà anche una maggiore produzione collettiva in zona gol. La Cremonese non può dipendere esclusivamente da Bonazzoli o da un unico centravanti. Gli inserimenti di Berti e Collocolo, il talento di Licina e Vandeputte e la profondità garantita da Stuckler dovranno aumentare il numero degli uomini presenti in area.

Il paradosso tra Coppa Italia e Serie B non dimostra che la squadra sia priva di qualità. Al contrario, conferma che il potenziale esiste, ma non è ancora stato trasformato in continuità. Pecchia dovrà liberare la Cremonese dalla paura di sbagliare e restituirle un’identità valida in ogni competizione.

La formazione capace di vincere al Tardini non può essere considerata un episodio isolato. Deve diventare il punto di partenza per costruire una Cremonese più intensa, verticale e determinata. Soltanto allora le due squadre viste in questo avvio potranno finalmente diventare una sola.

Sezione: News / Data: Gio 03 settembre 2026 alle 18:00
Autore: Redazione TuttoCremonese
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