Il nome di Fabio Pecchia riporta inevitabilmente la memoria della Cremonese alla primavera del 2022. Quattro anni fa il tecnico guidò i grigiorossi al secondo posto in Serie B e alla promozione diretta, riportando il club in Serie A dopo 26 anni. Oggi è nuovamente il principale candidato per raccogliere l’eredità di Marco Giampaolo, esonerato dopo appena due giornate di campionato. 

Il richiamo al passato è fortissimo, ma pensare che basti rimettere Pecchia sulla panchina dello Zini per replicare automaticamente quella stagione sarebbe un errore.

La Cremonese del 2026 è profondamente diversa da quella che conquistò la Serie A. Sono cambiati i giocatori, il contesto, le aspettative e soprattutto il momento nel quale l’allenatore sarebbe chiamato a intervenire.

Quattro anni fa Pecchia aveva costruito un percorso nel tempo. Adesso dovrebbe entrare in corsa dopo un mercato già concluso e con una squadra ferma a zero punti e zero gol dopo le sconfitte con Empoli e Modena.

Nel 2022 Pecchia aveva giovani, intensità e un’identità chiarissima

La Cremonese della promozione era una squadra particolarmente riconoscibile.

Pecchia utilizzava prevalentemente una difesa a quattro e un 4-2-3-1, pur modificando il sistema in funzione delle partite. Possesso, pressione aggressiva, sovrapposizioni e capacità di accelerare dopo il recupero erano alcuni dei principi più evidenti del suo calcio. 

Ma il vero punto di forza era rappresentato dalla composizione della rosa.

Quella squadra disponeva di molti giovani di grande talento: Carnesecchi, Okoli, Valeri, Sernicola, Fagioli, Gaetano e Zanimacchia furono alcuni dei protagonisti della cavalcata. La stessa Lega Serie B, celebrando la promozione, sottolineò quanto il progetto fosse fondato sulla valorizzazione di giovani italiani. 

Pecchia riuscì a creare una squadra affamata, atletica e capace di giocare con grande intensità.

La nuova Cremonese presenta invece un’identità differente.

L’organico costruito da Christian Botturi contiene esperienza, struttura e tanti giocatori già abituati alla Serie A o alla parte alta della Serie B. Gerli, Pontisso, Vandeputte, Bonazzoli, De Luca, Djuric e gli altri elementi della rosa rappresentano un patrimonio tecnico importante, ma il nuovo allenatore dovrà capire rapidamente come renderli complementari.

E soprattutto dovrà risolvere il problema offensivo.

Il mercato si è chiuso senza Cristian Shpendi e la Cremonese dovrà quindi trovare internamente la soluzione dopo essere rimasta senza reti nelle prime due giornate.

Gerli, Licina e l’attacco: ecco dove Pecchia potrebbe cambiare subito la Cremo

Se Pecchia dovesse realmente tornare, uno dei primi benefici potrebbe riguardare il centrocampo.

Fabio Gerli possiede qualità particolarmente compatibili con un calcio basato sulla costruzione dal basso e sulla gestione rapida del pallone. Anche Pontisso potrebbe trovare spazio in una mediana orientata al palleggio e all’aggressione immediata dopo la perdita.

Più avanti diventerebbe interessante la posizione di Vandeputte, giocatore che Pecchia conosce già e che potrebbe essere utilizzato tra le linee o partendo dall’esterno.

Poi c’è Adin Licina.

Il classe 2007 ha appena mandato un segnale fortissimo con il gol e il premio di MVP nel 2-0 di Coppa Italia contro il Parma. In un sistema che pretende qualità tecnica e movimenti continui alle spalle del centravanti, il giovane arrivato dalla Juventus potrebbe diventare una delle sorprese del nuovo corso.

La questione più complicata resta però l’attacco.

Pecchia avrebbe a disposizione Bonazzoli, De Luca, Djuric, Nasti e Stückler, ma nessuno può essere semplicemente considerato la versione moderna degli attaccanti della Cremonese 2021/22.

Serviranno gerarchie nuove.

Bonazzoli può offrire tecnica e associazione. Nasti attacca maggiormente gli spazi. De Luca e Djuric garantiscono presenza fisica. Stückler aggiunge profondità e caratteristiche differenti.

Il compito dell’eventuale nuovo allenatore sarà trasformare questa abbondanza in un reparto realmente funzionale.

Ed è proprio qui che si misura la difficoltà della missione.

Pecchia non dovrebbe ricostruire la Cremonese del 2022. Dovrebbe creare una nuova squadra partendo dai principi che avevano reso vincente quella precedente: intensità, coraggio, organizzazione e capacità di adattarsi agli uomini disponibili.

Per il momento il suo ritorno non è ancora ufficiale: le informazioni più recenti continuano a indicarlo come il principale candidato alla successione di Giampaolo. 

Se arriverà, però, il peso delle aspettative sarà immediato.

Nel 2022 Pecchia riportò la Cremonese in Serie A quando non partiva necessariamente da favorita assoluta. Questa volta troverebbe una società che ha già dimostrato di non voler aspettare.

Il passato rappresenta una garanzia di conoscenza e credibilità. Ma per riportare ancora la Cremonese in Serie A, Pecchia dovrà costruire qualcosa di nuovo, non limitarsi a ripetere ciò che funzionò quattro anni fa.

Sezione: News / Data: Mer 02 settembre 2026 alle 19:30
Autore: Redazione TuttoCremonese
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