Fabio Gerli e Simone Pontisso erano stati definiti da Marco Giampaolo i “due professori” del centrocampo della Cremonese. Una coppia costruita per gestire il pallone, comandare il ritmo e dare ordine alla manovra grigiorossa. Contro il Modena, però, la lezione è arrivata dalla squadra avversaria.

La formazione emiliana ha giocato con maggiore velocità, ha vinto quasi tutti i duelli e ha attraversato troppo facilmente la zona centrale del campo. Gerli e Pontisso hanno faticato sia nel contenere le accelerazioni avversarie sia nel far progredire una manovra lenta e prevedibile.

Il problema non è una presunta incompatibilità tecnica tra i due. Le loro qualità possono essere complementari, ma il 4-2-3-1 della Cremonese ha bisogno anche di corsa, aggressività e capacità di coprire grandi porzioni di campo. Caratteristiche che, nella serata dello Zini, sono mancate all’intera squadra.

Qualità con il pallone, sofferenza quando aumenta il ritmo

Gerli è il regista chiamato a ricevere davanti alla difesa, offrire una soluzione ai centrali e indirizzare la costruzione. Pontisso dovrebbe invece accompagnare maggiormente l’azione, inserirsi e sostenere il pressing in posizione più avanzata.

Lo stesso Pontisso, prima della partita con il Modena, aveva spiegato questa divisione dei compiti: Gerli più vicino alla difesa nella gestione del possesso, lui maggiormente libero di proporsi. Il centrocampista aveva definito le rispettive caratteristiche differenti ma complementari. Le sue dichiarazioni confermavano la volontà di costruire una coppia basata soprattutto sulla qualità.

La teoria, tuttavia, non ha retto alla velocità del Modena. Quando Pontisso provava ad avanzare, Gerli rimaneva spesso solo a proteggere una difesa schierata molto alta. Quando entrambi restavano bassi, aumentava invece la distanza dai trequartisti e da De Luca, rendendo difficili le combinazioni negli ultimi metri.

Gli emiliani hanno approfittato di questa situazione recuperando il pallone e verticalizzando immediatamente. Non è casuale che entrambi i centrocampisti siano stati ammoniti nella prima mezz’ora: Pontisso al 18’ e Gerli al 30’. Due interventi commessi nel tentativo di fermare avversari lanciati in velocità, sintomo di una squadra arrivata in ritardo sulle seconde palle.

L’azione del primo gol ha mostrato perfettamente la fragilità della Cremonese. Dopo una conclusione di Luperto, il Modena ha ribaltato rapidamente il fronte e Brugman ha trovato Olzer alle spalle della linea difensiva. Il centrocampo grigiorosso non è riuscito a rallentare la transizione, lasciando ai difensori il compito di fronteggiare l’attacco in campo aperto. 

Giampaolo ha parlato di una differenza evidente di “motore”, sottolineando come la Cremonese abbia perso i duelli e concesso troppe accelerazioni. L’allenatore ha riconosciuto una superiorità avversaria tecnica, fisica e tattica. Parole che coinvolgono tutta la squadra, ma che inevitabilmente riportano l’attenzione sulla zona nevralgica del campo.

Serve un corridore: le possibili mosse di Giampaolo

Gerli e Pontisso non devono essere considerati il problema assoluto, ma neppure una coppia intoccabile. La Cremonese necessita di un centrocampista capace di aumentare l’intensità, aggredire l’avversario e coprire gli spazi lasciati dai giocatori offensivi.

Una prima soluzione potrebbe essere l’inserimento di Berti. Il giovane centrocampista possiede maggiore dinamismo e può muoversi tra le linee senza limitarsi alla costruzione bassa. Lottici Tessadri rappresenta un’altra alternativa: schierato accanto a Gerli contro l’Empoli, ha cercato più volte l’inserimento e la conclusione, pur senza trovare la porta. Nel debutto del Castellani è stato uno dei pochi centrocampisti ad accompagnare con continuità l’azione.

Anche il recupero di Collocolo potrebbe offrire una soluzione importante. La sua energia, la capacità di inserirsi e il lavoro senza pallone consentirebbero alla Cremonese di avere un uomo maggiormente portato alla corsa. Il suo ritorno, però, dovrà essere gestito dopo il problema all’adduttore che lo ha costretto ad abbandonare la partita di Empoli e a saltare quella con il Modena.

Giampaolo potrebbe inoltre valutare il passaggio a un centrocampo composto da tre giocatori. Gerli rimarrebbe davanti alla difesa, mentre Pontisso e un elemento più dinamico potrebbero occupare le posizioni di mezzala. Questo sistema garantirebbe maggiore protezione nelle transizioni e avvicinerebbe almeno un centrocampista alla trequarti.

Il tecnico non è però obbligato ad abbandonare il 4-2-3-1. Può renderlo più equilibrato chiedendo agli esterni offensivi di rientrare rapidamente, abbassando leggermente la linea difensiva e alternando le avanzate dei terzini. Se entrambi i laterali salgono contemporaneamente e i trequartisti non partecipano al recupero, qualsiasi coppia di mediani rischia di essere travolta.

Anche il mercato potrebbe offrire una risposta. Dopo l’arrivo di Licina, la priorità non dovrebbe essere soltanto aggiungere qualità offensiva, ma trovare un centrocampista con caratteristiche fisiche differenti: rapido nelle coperture, aggressivo sulle seconde palle e affidabile nei duelli. Non un altro regista, ma un giocatore capace di proteggere i registi già presenti.

Gerli e Pontisso possono ancora diventare una coppia importante per la Cremonese, soprattutto nelle partite nelle quali i grigiorossi avranno il controllo del possesso. Contro squadre intense e verticali, però, la loro qualità dovrà essere accompagnata da maggiore corsa.

I “due professori” non sono improvvisamente diventati giocatori inadeguati. Semplicemente, una squadra non può vivere soltanto di tecnica e geometrie. Per tornare competitiva, la Cremonese dovrà aggiungere al proprio centrocampo ciò che contro il Modena è mancato più di tutto: ritmo, aggressività e capacità di reagire immediatamente alla perdita del pallone.

Sezione: News / Data: Lun 31 agosto 2026 alle 16:30
Autore: Redazione TuttoCremonese
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