Più che un cambio di rotta, quello della Cremonese con Marco Giampaolo è stato un ribaltone quasi immediato. Il nuovo corso tecnico, presentato a inizio estate come l’avvio di un progetto basato su idee chiare, giovani da valorizzare e piena sintonia con il direttore sportivo Christian Botturi, è durato appena una cinquantina di giorni.

Il comunicato dell’esonero è arrivato poche ore dopo due eventi che rendono la decisione ancora più sorprendente: la chiusura del calciomercato e il successo per 2-0 sul campo del Parma in Coppa Italia.

Una vittoria che non è bastata a salvare Giampaolo, già condannato dal pessimo avvio in Serie B con due sconfitte, zero punti e zero gol segnati.

Il tema, però, va oltre i risultati.

La domanda inevitabile è un’altra: come può un progetto tecnico naufragare così velocemente dopo essere stato costruito e raccontato con convinzione soltanto poche settimane prima?

Dalle idee sui giovani a una rosa tra le più esperte della Serie B

Al momento della scelta di Giampaolo, la Cremonese aveva sottolineato la capacità dell’allenatore di lavorare con i giovani e di accompagnarli nel percorso di crescita.

L’idea sembrava chiara: ripartire dopo una retrocessione pesante creando una squadra più fresca, modellabile e orientata alla valorizzazione.

Poi il mercato ha raccontato qualcosa di diverso.

Al termine della sessione estiva, la rosa grigiorossa presenta un’età media di circa 27 anni, che la colloca tra le più esperte del campionato. Non esattamente l’identikit iniziale di una squadra costruita attorno a giovani da sviluppare.

Anche alcune operazioni in uscita sembrano confermare questa inversione di tendenza. La cessione di Francesco Folino, per esempio, può essere letta come uno dei simboli di una strategia che nel corso dell’estate ha cambiato progressivamente direzione.

Non significa che puntare sull’esperienza sia necessariamente un errore.

Il problema è la coerenza.

Se si sceglie un allenatore anche per la sua capacità di lavorare con i giovani e poche settimane dopo si costruisce una rosa molto più esperta rispetto alle premesse, qualcosa evidentemente si è modificato nel rapporto tra idea iniziale e realtà.

Giampaolo esonerato dopo quattro partite: la Cremonese ora deve spiegare il nuovo progetto

Il dato più clamoroso resta la durata dell’esperienza.

Giampaolo ha avuto a disposizione il ritiro, settimane di lavoro, due gare di Serie B e due partite di Coppa Italia. Poi tutto è finito.

La sconfitta per 3-0 contro il Modena ha probabilmente rappresentato il punto di non ritorno, ma il successo di Parma aveva comunque mostrato una squadra capace di reagire.

La società ha invece scelto di intervenire immediatamente.

E adesso il nome di Fabio Pecchia torna fortemente in primo piano, con l’ipotesi di un ritorno che avrebbe un significato evidente: affidarsi a un tecnico che conosce già l’ambiente e che ha già portato la Cremonese in Serie A.

Una scelta comprensibile sul piano dei risultati attesi.

Ma anche un ulteriore cambio rispetto alla strada tracciata appena due mesi fa.

È questo il vero punto della vicenda.

Non tanto se Giampaolo meritasse o meno altro tempo, ma quanto fosse realmente solido il progetto costruito attorno a lui.

Quando un allenatore viene scelto per iniziare un percorso e viene esonerato dopo appena quattro gare ufficiali, la responsabilità non può ricadere soltanto sulla panchina.

La Cremonese ha deciso di cambiare immediatamente per non compromettere la corsa alla promozione.

Ora, però, dovrà dimostrare che il nuovo ribaltone non rappresenti soltanto una reazione emotiva, ma l’inizio di un progetto finalmente coerente.

Perché 50 giorni sono pochissimi per giudicare un allenatore, ma possono essere sufficienti per capire se una strategia societaria era davvero chiara fin dall’inizio.

Sezione: Editoriale / Data: Mer 02 settembre 2026 alle 10:30
Autore: Redazione TuttoCremonese
vedi letture