La posizione di Marco Giampaolo è diventata improvvisamente uno dei temi più discussi in casa Cremonese. Le sconfitte contro Empoli e Modena hanno lasciato i grigiorossi senza punti e senza gol dopo due giornate, ma è soprattutto la prestazione offerta nello 0-3 dello Zini ad avere acceso i primi dubbi sul futuro dell’allenatore.

Un esonero immediato rappresenterebbe una scelta estrema. La stagione è appena cominciata, il mercato è ancora in fase di completamento e alcuni giocatori devono raggiungere la migliore condizione. Allo stesso tempo, però, la Cremonese non può ignorare i segnali arrivati dal campo.

La squadra ha effettuato soltanto una conclusione nello specchio in 180 minuti, ha subito quattro reti e contro il Modena è apparsa inferiore sotto ogni aspetto. Non soltanto nel risultato, ma anche nell’intensità, nell’organizzazione e nella capacità di interpretare le situazioni della partita.

Perché le responsabilità del tecnico sono già pesanti

Giampaolo non può essere considerato un allenatore appena arrivato. Ha assunto la guida della Cremonese nel marzo 2026, provando senza successo a evitare la retrocessione dalla Serie A. La società ha poi scelto di confermarlo, affidandogli la preparazione estiva e la costruzione della nuova identità tecnica.

Il tecnico ha quindi avuto il tempo per conoscere buona parte della rosa, indicare le caratteristiche necessarie sul mercato e lavorare sul proprio sistema. Per questo motivo, l’avvio così negativo non può essere spiegato esclusivamente attraverso il normale periodo di adattamento.

La prima scelta da mettere sotto osservazione riguarda la difesa alta. Giampaolo vuole una squadra corta, aggressiva e capace di recuperare il pallone nella metà campo avversaria. Contro il Modena, però, i difensori sono stati ripetutamente costretti a correre all’indietro contro giocatori più rapidi.

Olzer ha segnato la prima rete inserendosi tra Luperto e Bianchetti, mentre il gol di Caso è arrivato al termine di un’altra ripartenza. Il Modena ha individuato immediatamente lo spazio da attaccare e la Cremonese non è riuscita a modificare il proprio atteggiamento.

Anche le scelte offensive hanno prodotto pochi risultati. Bonazzoli è stato utilizzato alle spalle di De Luca, ma il collegamento tra centrocampo e attacco non ha funzionato. Vandeputte e Lickunas hanno inciso poco, mentre Gerli è stato costantemente controllato dagli avversari. Senza alternative nella costruzione, la manovra è diventata lenta e prevedibile.

Giampaolo ha provato a cambiare nella ripresa, inserendo Nasti e modificando la disposizione difensiva. Il risultato, tuttavia, non è cambiato. La cronaca ufficiale di Cremonese-Modena mostra una squadra capace di creare la prima vera occasione soltanto nel finale.

Nel dopogara l’allenatore si è assunto le proprie responsabilità, parlando di una prestazione imbarazzante e chiedendo scusa ai tifosi. Ha riconosciuto la superiorità tecnica, fisica e tattica del Modena, ammettendo di non essersi aspettato una differenza così evidente. Le sue dichiarazioni hanno evitato inutili giustificazioni, ma ora devono essere seguite da correttivi concreti.

Fiducia a tempo: il Padova può segnare il futuro

Al momento non esiste una comunicazione ufficiale della Cremonese che metta in discussione Giampaolo. Le indiscrezioni su possibili alternative devono quindi essere trattate con prudenza. Sono circolati i nomi di Andrea Sottil e Fabio Pecchia, ma non risultano decisioni già prese dalla società.

Il rischio, tuttavia, è evidente. La gara casalinga contro il Padova può trasformarsi nella prima vera verifica per il tecnico. La partita della terza giornata potrebbe assumere un peso determinante nel valutare la compatibilità tra le idee dell’allenatore e le caratteristiche della rosa.

Prima del Padova, la sfida di Coppa Italia contro il Parma offrirà un’occasione per mostrare una reazione. Il risultato avrà un’importanza relativa rispetto al campionato, ma atteggiamento, intensità e organizzazione verranno inevitabilmente osservati.

Giampaolo non deve necessariamente rinnegare la propria identità. Deve però adattarla. Insistere sulla costruzione dal basso e sulla linea difensiva alta senza considerare le caratteristiche dei giocatori rischierebbe di aumentare le difficoltà. Servono maggiore protezione davanti alla difesa, verticalizzazioni più rapide e una distanza ridotta tra trequartisti e centravanti.

L’arrivo di Adin Licina aggiunge una soluzione sulla trequarti, mentre il recupero degli indisponibili potrà allargare le rotazioni. Il tecnico avrà quindi nuovi strumenti, ma non potrà utilizzare il mercato come unica spiegazione del rendimento iniziale.

La società deve evitare due errori opposti. Esonerare Giampaolo dopo appena due giornate significherebbe interrompere un progetto preparato durante tutta l’estate. Concedergli fiducia incondizionata senza pretendere segnali immediati potrebbe invece compromettere una stagione nella quale la Cremonese vuole tornare rapidamente nelle zone alte.

Il tecnico conserva margine per ribaltare la situazione, ma il tempo si è ridotto. Contro Parma e Padova non servirà soltanto un risultato: la Cremonese dovrà mostrare di essere ancora disposta a seguire le idee dell’allenatore e che quelle idee possono funzionare in Serie B. In caso contrario, il dibattito sull’esonero smetterebbe rapidamente di essere una semplice indiscrezione.

Sezione: News / Data: Lun 31 agosto 2026 alle 12:00
Autore: Redazione TuttoCremonese
vedi letture