La sconfitta contro il Modena ha lasciato alla Cremonese qualcosa di più pesante dei semplici punti persi. Ha lasciato soprattutto una domanda: che tipo di squadra vuole essere davvero quella di Marco Giampaolo?

Dopo le prime uscite stagionali, il problema più evidente non sembra riguardare soltanto condizione atletica o singoli interpreti. La Cremonese appare ancora priva di una fisionomia precisa, con difficoltà nel collegare i reparti e nel trasformare le idee provate durante la preparazione in un calcio efficace.

Contro il Modena si è vista una formazione incapace di imporre il proprio ritmo e, allo stesso tempo, poco preparata ad adattarsi a quello degli avversari. Una sorta di terra di mezzo tattica che ha finito per esaltare i gialloblù.

Troppa distanza tra i reparti: la squadra non riesce ancora a riconoscersi

Una squadra con un’identità chiara riesce a mantenere alcuni principi anche nelle giornate negative. La Cremonese, invece, contro il Modena ha progressivamente perso riferimenti e certezze.

La difesa ha sofferto quando gli avversari hanno aumentato velocità e profondità, il centrocampo non è riuscito né a proteggere la retroguardia né a costruire con continuità, mentre l’attacco è rimasto troppo spesso scollegato.

Il risultato è stato un undici lungo, prevedibile e facile da aggredire.

Anche il possesso palla, uno degli aspetti sui quali Giampaolo tradizionalmente costruisce le proprie squadre, ha prodotto poco. Muovere il pallone senza creare linee di passaggio verticali o superiorità tra le linee rischia di trasformarsi in una gestione sterile.

Alla Cremonese è mancata soprattutto la capacità di capire quando rallentare e quando accelerare. Il Modena, al contrario, ha saputo interpretare molto meglio questi momenti, alzando intensità e pressione ogni volta che i grigiorossi provavano a costruire.

Giampaolo ha bisogno di risposte immediate per dare credibilità al progetto

I dubbi sul progetto non significano che il percorso sia già compromesso. La stagione è appena iniziata e sarebbe prematuro mettere in discussione tutto ciò che è stato costruito durante l’estate.

Ma proprio perché siamo all’inizio, serve una reazione rapida.

Giampaolo deve riuscire a trasferire alla squadra concetti più immediati e riconoscibili. La Cremonese ha bisogno di sapere come uscire dalla pressione, come accompagnare l’azione offensiva e soprattutto come reagire quando una partita prende una direzione diversa rispetto al piano iniziale.

Il tecnico dovrà anche valutare se alcuni equilibri vadano modificati. Il 4-2-3-1 può restare una base valida, ma modulo e numeri contano relativamente se mancano aggressività, movimenti coordinati e distanze corrette.

Il tema diventa quindi soprattutto collettivo.

La Cremonese dispone di giocatori con esperienza e qualità sufficienti per competere ad alto livello in Serie B. Per trasformare il potenziale in risultati, però, serve una squadra che sappia riconoscersi anche nelle difficoltà.

Il Modena ha acceso il primo vero campanello d’allarme della stagione. Ora tocca a Giampaolo dare un’identità alla Cremonese prima che le incertezze iniziali si trasformino in un problema strutturale.

Sezione: Editoriale / Data: Sab 29 agosto 2026 alle 10:30
Autore: Redazione TuttoCremonese
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