La brutta prestazione contro il Modena ha riportato l’attenzione anche sulla fase difensiva della Cremonese. Più che i singoli errori, a preoccupare è stata la fragilità complessiva mostrata dalla squadra quando gli avversari hanno aumentato il ritmo.

La retroguardia grigiorossa è apparsa spesso rigida, costretta a correre verso la propria porta e poco efficace nel gestire lanci, cambi di gioco e accelerazioni. Il Modena ha capito rapidamente dove poter colpire e ha continuato a cercare quelle situazioni, mettendo in evidenza una Cremonese troppo vulnerabile quando la partita diventava dinamica.

Il problema, però, non riguarda esclusivamente i difensori. La mancanza di filtro a centrocampo e un pressing poco coordinato hanno spesso lasciato la linea arretrata esposta a situazioni difficili da controllare.

Troppo spazio alle spalle: il Modena ha attaccato con facilità

La Cremonese ha sofferto soprattutto quando il Modena è riuscito a superare la prima pressione.

Una volta saltato il centrocampo, gli emiliani hanno trovato ampi spazi per attaccare la profondità. La linea difensiva ha faticato ad accorciare in avanti e, allo stesso tempo, non sempre è riuscita a leggere con anticipo i movimenti degli attaccanti.

Questo ha creato una situazione particolarmente complicata: difensori costretti a scegliere se salire rischiando il pallone alle spalle oppure arretrare concedendo metri agli avversari.

I cambi di gioco hanno rappresentato un’altra arma importante del Modena. Spostando rapidamente il pallone da una fascia all’altra, gli ospiti hanno spesso costretto la Cremonese a scivolamenti troppo lenti, trovando spazio per avanzare e costruire situazioni pericolose.

Quando una difesa viene continuamente attaccata in corsa, anche giocatori esperti finiscono per perdere sicurezza.

Non basta l’esperienza: servono distanze migliori e maggiore reattività

La Cremonese dispone di difensori abituati a categorie importanti, ma l’esperienza da sola non può compensare problemi collettivi evidenti.

Giampaolo deve lavorare soprattutto sulle distanze tra i reparti. Se il centrocampo resta troppo lontano dalla difesa, ogni palla persa può trasformarsi in una transizione pericolosa. Allo stesso modo, se gli esterni non accompagnano correttamente la fase di non possesso, la linea arretrata viene costretta ad allargarsi eccessivamente.

Serve anche maggiore aggressività nelle letture.

La squadra deve capire prima quando accorciare, quando abbassarsi e quando accompagnare il movimento dell’avversario. Contro il Modena queste decisioni sono arrivate spesso con un tempo di ritardo.

Il risultato è stato quello di una retroguardia apparentemente lenta anche quando il vero problema nasceva diversi metri più avanti.

La Cremonese deve ritrovare compattezza prima ancora che cambiare uomini. Il Modena ha mostrato quanto possa diventare vulnerabile una difesa lasciata senza protezione e costretta continuamente a rincorrere. Se Giampaolo vuole costruire una squadra competitiva, la solidità dovrà tornare rapidamente al centro del progetto.

Sezione: News / Data: Sab 29 agosto 2026 alle 19:00
Autore: Redazione TuttoCremonese
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