C'è un momento, in Cremonese-Torino, che vale un'intera riflessione sul calcio che stiamo guardando. Baschirotto allunga il piede e tocca la palla su corner anticipando il portiere granata, il pallone finisce in rete, l'arbitro Fabbri convalida. Lo Zini esplode. Dura il tempo di un respiro, perché poi arriva il segnale fatidico: revisione al VAR.

Fabbri si avvicina al monitor. Passa un minuto. Passano due. Si studiano le immagini, si cercano le angolazioni, si analizzano i fotogrammi. E alla fine, puntuale come un copione già scritto, arriva la decisione: gol annullato per fallo di Baschirotto su Paleari.

Il punto non è se il contatto ci fosse o meno. Il punto è un altro, ed è molto più scomodo: quando vuoi trovare un pretesto per annullare un gol, il fotogramma giusto lo trovi sempre. Sempre. Basta avere abbastanza tempo, abbastanza angolazioni e soprattutto abbastanza volontà di cercarlo.

In un'azione da corner con dieci giocatori in area, un contatto, reale o millimetrico che sia, c'è quasi matematicamente. La domanda è perché in certi casi si guarda e in altri si lascia correre.

Invece esiste uno strumento che permette di ribaltarla dopo due minuti di navigazione tra i frame, e che troppo spesso finisce per sostituire il giudizio arbitrale con quello di chi, davanti a uno schermo, ha tutto il tempo del mondo per trovare ciò che cerca, anche quando non c'è.

Perchè un fotogramma dice tutto ma può anche non dire niente, è statica contro dinamica, fermo immagine contro movimento. E soprattutto, se servono più di due minuti per trovarlo quel fotogramma, vuol dire che non si ha la certezza assoluta della sua veridicità: in dubio pro reo dicevano i saggi. 

L'arbitro aveva già valutato l'azione dal campo. Aveva visto. Aveva convalidato. Quella decisione in tempo reale, presa da un fischietto esperto a pochi metri dall'azione, vale qualcosa. O almeno dovrebbe.

La Cremonese non è l'unica squadra a subire questo meccanismo, sia chiaro. Ma è una squadra che non ha i margini per assorbirlo. Un gol vale una classifica, in questo momento.

Un gol vale la Serie A.

E vederlo togliere dopo che era stato messo dentro, sulla base di un'interpretazione opinabile di un contatto in mischia, fa male quanto una sconfitta. Forse di più, perché porta con sé la sensazione amara di non aver perso solo contro il Torino.

Sezione: Editoriale / Data: Lun 20 aprile 2026 alle 14:00
Autore: Davide Furini
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