Siamo già a giugno. Le altre squadre di Serie B stanno già definendo i propri organigrammi, annunciando allenatori, presentando direttori sportivi, programmando ritiri. E la Cremonese? Silenzio. Il solito, assordante silenzio a cui il Centro Arvedi ci ha ormai abituati da tempo.

È passata più di una settimana dalla sconfitta contro il Como, quella che ha certificato la retrocessione in cadetteria. Sette giorni abbondanti in cui l'unico segnale di vita è arrivato dai pur graditi rinnovi di Bianchetti e Collocolo. Per il resto, niente. Nessuna conferenza stampa, nessun comunicato, nessuna parola ufficiale sul futuro tecnico e dirigenziale del club.

Eppure di cose da dire ce ne sarebbero parecchie. La posizione di Simone Giacchetta è quanto mai incerta: il direttore sportivo paga una stagione costruita su misura per Davide Nicola, con scelte di mercato che si sono rivelate sbagliate e che hanno contribuito al disastro. Al termine della partita contro il Como è stato anche fischiato da una parte della tifoseria, un segnale inequivocabile ed ulteriore di un amore mai sbocciato. Nonostante abbia ancora un anno di contratto, la separazione sembra ormai probabile, eppure nessuno a Cremona ha ancora il coraggio di dirlo apertamente.

Sul suo possibile successore si rincorrono i soliti nomi da corridoio. Guido Angelozzi è quello più accreditato, un dirigente con un curriculum di tutto rispetto costruito tra le altre a Frosinone e Cagliari, ma al momento si tratta soltanto di voci, di un nome che circola senza che nulla si concretizzi. E la Cremonese aspetta, come sempre, senza dare accelerate, senza prendere iniziative.

La stessa vaghezza avvolge la questione allenatore. Marco Giampaolo è arrivato a marzo in una situazione compromessa e non ha potuto fare miracoli, ma difficilmente sarà lui a guidare la risalita. Nelle ultime ore è spuntato il nome di Antonio Calabro, tecnico di esperienza in cadetteria, ma si tratta ancora di un sondaggio, di un'esplorazione, nulla di concreto. Nulla di ufficiale. Come sempre. 

Teniamo presente che al momento a libro paga c'è ancora Nicola con il suo staff, quindi un ulteriore allenatore sarebbe un peso non indifferente e per questo rimangono ancor di più dubbi che andrebbero quantoprima dissipati.

E qui sta il problema più grande, quello che i tifosi grigiorossi conoscono fin troppo bene. Non è la prima volta che la Cremonese si ritrova a dover ripartire dopo una retrocessione o una stagione deludent, e non è la prima volta che lo fa in ritardo, senza una visione chiara, affidandosi alle circostanze invece di anticiparle.

La storia recente del club dovrebbe aver insegnato qualcosa: le stagioni costruite male in estate, con organigrammi tecnici definiti all'ultimo momento e rose assemblate in fretta, si pagano invariabilmente sul campo. È accaduto in passato, è accaduto di nuovo quest'anno. Eppure sembra che la lezione non sia ancora stata assimilata, che il modus operandi rimanga lo stesso, stagione dopo stagione.

Il punto è questo: mentre le nostre future avversarie di Serie B sistemano le proprie panchine con annunci a tamburo battente, la Cremonese galleggia in un limbo fatto di voci, indiscrezioni e comunicati stampa che non arrivano mai. Giugno è un mese decisivo per chi vuole costruire qualcosa di serio, e ogni settimana persa è una settimana regalata alla concorrenza.

La Serie B è un campionato durissimo, lo sanno bene coloro che l'hanno già vissuto con la maglia grigiorossa. Arrivarci impreparati, senza una guida tecnica definita e senza una direzione sportiva autorevole, significherebbe commettere esattamente gli stessi errori che ci hanno portato fin qui. E sarebbe imperdonabile.

I tifosi aspettano risposte. Le meritano, dopo una stagione così dolorosa. E invece si ritrovano, ancora una volta, ad ascoltare quel silenzio familiare a cui ormai sono purtroppo abituati.

Un silenzio che non è mai stato sinonimo di riflessione profonda, ma troppo spesso di gestione approssimativa del tempo che passa. Un silenzio che, se dovesse durare ancora, diventerebbe esso stesso il primo errore della nuova stagione.

Cremo se ci sei, batti un colpo, o anche due.

Sezione: Editoriale / Data: Gio 04 giugno 2026 alle 10:15
Autore: Davide Furini
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