Quando si analizza una stagione conclusa nelle zone basse della classifica, spesso si tende a concentrarsi sui risultati ottenuti contro le grandi del campionato. Tuttavia, nella corsa alla salvezza esiste una categoria di partite che pesa molto più delle altre: gli scontri diretti.
Sono le gare che valgono doppio, quelle che permettono non solo di conquistare punti preziosi ma anche di impedirne la raccolta alle concorrenti. Ed è proprio osservando questo aspetto che emerge uno dei principali limiti della Cremonese nel campionato di Serie A 2025-2026.
Analizzando il rendimento dei grigiorossi contro le altre squadre coinvolte nella lotta per evitare la retrocessione, emerge infatti un quadro che aiuta a comprendere molte delle difficoltà vissute durante l'intera stagione.
I numeri contro le rivali per la permanenza raccontano una stagione complicata
Le squadre che hanno occupato le ultime nove posizioni della graduatoria finale sono state Torino, Parma, Cagliari, Fiorentina, Genoa, Lecce, Cremonese, Verona e Pisa. Un gruppo di formazioni che, per lunghi tratti dell'anno, si sono contese la permanenza nella massima serie.
Contro queste avversarie la Cremonese ha disputato complessivamente 16 partite. Il bilancio finale evidenzia soltanto quattro vittorie, accompagnate da sei pareggi e sei sconfitte.
Tradotto in termini di classifica, il bottino è stato di appena 18 punti su 48 disponibili.
Un rendimento insufficiente per una squadra che aveva bisogno di costruire gran parte della propria salvezza proprio attraverso questo tipo di incontri. La difficoltà nel trasformare gli scontri diretti in occasioni di rilancio ha finito per condizionare in maniera significativa il percorso dei grigiorossi.
Non si tratta esclusivamente di una questione numerica. Questi risultati raccontano anche l'incapacità di trovare continuità nei momenti più importanti del campionato, quando le sfide contro concorrenti dirette avrebbero potuto cambiare l'inerzia della stagione.
Pochi successi e troppi punti persi nelle partite che valevano doppio
Le sole quattro vittorie ottenute negli scontri diretti rappresentano probabilmente il dato più significativo dell'intera analisi. Per una squadra impegnata nella corsa salvezza, riuscire a prevalere con maggiore frequenza contro avversari dello stesso livello è spesso la chiave per costruire una classifica più tranquilla.
La Cremonese, invece, ha raccolto troppo poco proprio negli appuntamenti che avrebbero dovuto garantire un vantaggio competitivo.
Anche i sei pareggi testimoniano una squadra spesso incapace di compiere il passo decisivo. Se da un lato hanno evitato sconfitte pesanti, dall'altro non hanno consentito di accumulare quei punti necessari per creare un margine di sicurezza sulle rivali.
Le sei sconfitte, infine, hanno ulteriormente aggravato la situazione, permettendo alle concorrenti di guadagnare terreno in una fase della stagione in cui ogni punto conquistato o perso assume un peso specifico enorme.
Guardando l'intero campionato, emerge quindi una considerazione chiara: la Cremonese non ha pagato soltanto il divario tecnico con le squadre più forti della Serie A, ma soprattutto la difficoltà nel farsi valere contro le avversarie impegnate nella stessa battaglia.
È una lezione che il club dovrà necessariamente tenere presente in vista del futuro. Perché nelle stagioni in cui l'obiettivo principale è la permanenza nella categoria, gli scontri diretti rappresentano spesso il confine sottile tra una salvezza conquistata e una stagione vissuta costantemente con l'acqua alla gola.
E i numeri della Cremonese dimostrano che proprio lì, nelle partite che contavano di più, sono stati lasciati per strada troppi punti.
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