Ce lo si aspettava forse come una sorta di asso nella manica in grado di dare alla Cremonese messe di reti per evitare di riabbracciare la cadetteria dopo una sola stagione. Jamie Vardy, però, non è stato in grado di assolvere questo compito. Ma va da sè che le colpe non siano addebitabili soltanto a lui. Come va da sè che, alla veneranda età di trentotto anni e pur con l'entusiasmo di un ragazzino nel calcare il rettangolo verde, non gli si potesse chiedere la luna. Nonostante questo, il suo l'ha fatto, risultando con le sue sette reti il miglior marcatore dei grigiorossi dopo Federico Bonazzoli. 

Il rendimento nonostante tutto 

A quasi  quaranta primavere l'entusiasmo puoi ancora averlo e lui l'ha dimostrato. Ciò che però viene a mancare, e non potrebbe essere altrimenti, è una certa resistenza alle avversità che ti si possono presentare sottoforma di infortunio. Vardy ha dovuto disertare il rettangolo verde per giorni numero 48 con la successione che segue: dieci giorni di affaticamento muscolare tra 18 e 25 settembre 2025, nove di contusione muscolare tra 9 e 17 marzo e 29 di infortunio muscolare tra 3 aprile e primo maggio. 

Le partite saltate 

La prima tranche lo ha portato a dover disertare gli appuntamento con Parma e Hellas Verona  ovvero due squadre con cui i grigiorossi avrebbero potuto giocarsi la salvezza, poi appannaggio degli emiliani e sfuggita agli scaligeri. In entrambi i casi le sfide sono terminate a reti bianche. Certo, non vi è controprova per la quale si possa affermare che, se fosse stato in campo, le cose sarebbero potute andare diversamente ma il suo apporto si sarebbe potuto rivelare prezioso. La dea bendata del calcio, però, in quei turni si è dimenticata di lui. E si arriva al periodo tra 9 e 17 marzo, di fronte c'è una Fiorentina affamata di punti per cercare di non retrocedere ingloriosamente prendendo a schiaffi il suo blasone fatto di scudetti e di una Coppa delle Coppe. Allo Zini, per i grigiorossi,  è un'ecatombe, finisce 1-4. Okerekè ci mette la sua tacca, ma ancora una volta si avverte la mancanza forzata del Jamie albionico che, in fatto realizzativo, la sa lunga.  Il terzo periodo con le ganasce, dal 3 aprile al primo maggio, vide Vardy di nuovo ai box. In quattro partite con Bologna, Cagliari, Torino e Napoli segna solo Bonazzoli. 

La regolarità realizzativa

Nelle prestazioni a singhiozzo in cui è stato abile e arruolato, Jamie il talentuoso ha evidenziato una discreta regolarità realizzativa. E' il solo, con Bonazzoli, a essere andato a bersaglio per due volte di fila contro Pisa e Udinese (Bonazzoli vi è invece andato con Lazio e Pisa). E sempre loro due sono i soli ad avere fatto registrare alla Cremonese la doppietta personale. Riguardo all'inglese, fu quella al Dall'Ara con il Bologna che resta forse la sua pagina più luminosa nella sia pur breve apparizione nel calcio tricolore.  Domandarsi come sarebbe andata potendo contare su un Vardy a pieno regime è legittimo ma, a questo punto, nulla più che una concessione all'ozio. Sarebbe sicuramente stato interessante vederlo il prossimo campionato all'opera con i colori grigiorossi ma difficilmente, se non per captatio benevolentiae, sarebbe stato legittimo pensare che uno con i suoi trascorsi e le sue aspettative a dispetto dei trentotto anni avrebbe riavvolto il nastro partendo dalla cadetteria. 

Il suo futuro

Abbandonare la scena? Ma, ha fatto intendere, nemmeno se lo pagassero. Jamie da Leicester non ha infatti perso il gusto delle sfide. Del resto, fu un concetto che mise in chiaro già da quando sbarcò sul pianeta Cremonese: "le sfide mi affascinano".  Ma la  prossima sfida che intenderà combattere e vincere, magari pagando un minor tributo al reparto infortunistica, sarà lontano dal Torrazzo. Comunque sia, Vardy, per quanto ha potuto, ha lasciato il segno.

Sezione: News / Data: Lun 01 giugno 2026 alle 11:54
Autore: Cristiano Comelli
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