C'è un momento, in ogni stagione, in cui le classifiche smettono di essere numeri e diventano emozioni. La Cremonese è arrivata a quel momento. Trentuno punti contro trentadue del Lecce, due partite alla fine, un punto che separa la Serie A dalla Serie B. Non è matematica, è vita.

Tre giorni fa la Cremonese ha fatto quello che doveva fare, e lo ha fatto bene. Il 3-0 al Pisa è stato una risposta netta a settimane di angoscia, a una sconfitta rimediata contro la Lazio al novantaduesimo che sembrava il colpo di grazia definitivo. Vardy ha trovato il gol che mancava da gennaio, Bonazzoli ha continuato a essere il giocatore più incisivo del reparto, Okereke ha sigillato il risultato con la qualità di chi sa che anche un minuto in campo può valere una stagione intera.

Per la prima volta in questa stagione tre attaccanti diversi hanno segnato nella stessa partita. Sembra un dettaglio. Non lo è.

La partita di domenica prossima tra Sassuolo e Lecce, in programma alle 20:45, si gioca in contemporanea con Udinese-Cremonese. I salentini sono ancora padroni del loro destino ma giocano sapendo che amministrare potrebbe ora non bastare. Nella storia del calcio, questo tipo di pressione sposta le gambe. Non sempre nel senso giusto, ma le sposta.

Detto ciò, l'ottimismo va dosato con cura. L'Udinese non è il Pisa. Runjaic ha costruito una squadra solida, ordinata, con qualità tecnica in ogni reparto. Zaniolo e Davis in attacco sono un problema reale per qualsiasi difesa. Il Bluenergy Stadium è un campo dove si soffre, e la Cremonese ha dimostrato troppo spesso in stagione di non riuscire a fare punti lontano dallo Zini.

Giampaolo ha ancora tre diffidati da gestire, Luperto, Vardy e Maleh, in una partita in cui ogni scelta tecnica può avere conseguenze che vanno ben oltre i novanta minuti. La Serie A però non si vince aspettando. Si vince andando a prendere quei punti lì, in trasferta, quando tutto sembra difficile.

La Cremonese ha già dimostrato, domenica scorsa, di avere la testa giusta nel momento più delicato. Adesso serve ripeterlo in un contesto ancora più complicato. Ma a conti fatti, la Cremonese non ha più nulla da perdere, è con le spalle al muro e non ci sono alternative.

Il tempo passa, l'attesa aumenta. Dai Cremo.

Sezione: Editoriale / Data: Mar 12 maggio 2026 alle 13:15
Autore: Davide Furini
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