In una notte romana  di un gennaio insolitamente caldo, Roma e Cremonese tornano ad affrontarsi in Coppa Italia 11 mesi dopo l'impresa grigio rossa di “Ballardiniana memoria”. In una cornice di pubblico degna di un grande appuntamento e con 1000 Cremonesi al seguito, all'ingresso delle squadre, volti tesi in casa Roma e sguardo disteso e beffardo della Brigata Stroppa, desiderosa di dimostrare che la categoria non conta e che nessuno è venuto in gita premio. In campo, è la squadra grigio rossa ad approcciare meglio, decisa, aggressiva e penalizzata dal “cartellino facile” dell’arbitro Pairetto. La Roma, sorpresa da tanto ardore è macchinosa e prevedibile e si affida allo spunto dei singoli. Una partita in equilibrio, brivido con traversa di Pellegrini e poi ecco che Tsadjout, calciatore dimenticato, che qualcuno vede già con le valigie in mano, confeziona un cioccolatino amaro che gela l’Olimpico e manda in paradiso i 1000 cremonesi. Una fotografia che riporta la mente a 11 mesi prima, un flashback che rende l’atmosfera un mix di tensione e speranza poi, quando tutto lascia presagire al trionfo grigio rosso, Lukaku, pareggia il conto. La Cremo non abbassa la testa, lotta, resiste ma a girare la frittata ci pensa l’arbitro Pairetto e la Var punendo con il rigore a favore dei giallorossi un intervento di Sernicola su Spinazzola (dove non sembra esserci contatto). Dybala mette il sigillo e ringrazia per tanta generosità, passa la Roma. La Cremonese esce sconfitta da questa nottata romana, ma non ridimensionata, una squadra che ha dimostrato compattezza, grande qualità, intraprendenza e un Zanimacchia in grande serata…e (per quanto prodotto nei 90 minuti) la Cremo avrebbe meritato di giocarsela almeno ai tempi supplementari ma evidentemente la Var e Pairetto non erano d’accordo…

Sezione: Editoriale / Data: Gio 04 gennaio 2024 alle 08:21
Autore: Federico Bresciani
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