Prima sfida del 2026 per i grigiorossi di Davide Nicola, impegnati domenica 4 gennaio sul campo della Fiorentina per la 18a giornata di Serie A Enilive (fischio d’inizio alle ore 15). Alla vigilia della gara, il mister è intervenuto in conferenza stampa per rispondere alle domande dei giornalisti presenti.
La Fiorentina sta affrontando un periodo complicato. Come si dovrà affrontare a livello mentale la partita di domani?
“Servirà essere concentrati al 100% su di noi, l’ho detto ai ragazzi. Ora arriva un momento nel quale noi dobbiamo spingere, cercare di fare il terzo salto di qualità: questo passa anche dalla partita appena fatta contro il Napoli dove la squadra ha mostrato coraggio, personalità tattica e ci ha anche detto che per competere contro certe realtà dobbiamo migliorare sotto determinati aspetti e questo richiede tempo e sforzi maggiori. Dobbiamo trovare di più il terzo uomo, smarcare meglio alcuni giocatori in fase offensiva e prenderci qualche responsabilità in più: il girone d’andata è quasi finito e serve mettere più coraggio e convinzione in partite in cui ci sono pochi spazi. Vogliamo migliorare per quanto riguarda la gestione della fase di non possesso, dobbiamo essere più puliti, pronti e precisi. Questo richiede un focus al 100% su di noi, ce lo siamo detti e abbiamo chiaro l’obiettivo che vogliamo raggiungere. Le qualità della Fiorentina, individuali e collettive, dicono che possono lottare per un obiettivo diverso dal nostro e la classifica è solo appannaggio e valutazione di chi allena quella squadra. Io alleno la Cremonese, so che possiamo fare un terzo step di qualità e su quello ci stiamo concentrando”.
Come sta Vandeputte? Quanto può contare il ritorno di un giocatore come lui per la Cremo?
“I ragazzi stanno ampiamente dimostrando che non viaggiamo con una singola struttura e un singolo interprete, sono tutti al centro del progetto e mettono a disposizione le proprie qualità. Vandeputte ha recuperato dall’influenza, da Firenze in poi giocheremo ogni 4 giorni e come ho detto ai ragazzi dobbiamo continuare a fare quello che stiamo facendo con un senso di auto efficacia in più. Va messo a disposizione della squadra il coraggio individuale, vogliamo tendere al miglioramento e la strada da percorrere è ancora lunga. L’unico modo che abbiamo per riuscirci è metterci a lavorare”.
Qual è il suo bilancio del 2025, dall’arrivo alla Cremonese in poi?
“Mi fa piacere ricevere questa domanda, sono soddisfatto dell’approccio che ho avuto nei confronti dell’ambiente e spero che viceversa sia lo stesso. Qui c’è unità d’intenti e una percezione simile, ciò che mi motiva e mi spinge è riuscire a raggiungere l’obiettivo che abbiamo in testa: questo ambiente ha potenzialità di crescita e serve farlo in maniera misurata, ponderata e raggiungendo l’obiettivo prefissato. Io vivo per questo e ho la fortuna di lavorare in un ambiente che mi fa sentire a mio agio”.
Ultimamente la Cremonese tira poco. Problema strutturale o semplice casualità?
“Non è un problema, ma nell’analisi delle partite studiamo anche lo sviluppo del gioco che è un aspetto che riusciamo a fare in maniera interessante. A volte possiamo migliorare in scelte, tempi e gesti tecnici, e ogni tanto all’interno di questo progetto tecnico tattico bisogna far emergere le qualità individuali che i giocatori hanno e bisogna risolvere situazioni collettive con un gesto come il dribbling, il tiro, un inserimento… Sono tutte cose che richiedono il tempo di analizzare le situazioni e gli aspetti da migliorare, oltre a mettersi in campo e provare. Questo richiede tempo e abilità di concentrazione nella ripetizione sul campo, dobbiamo aumentare nella qualità e non necessariamente nella quantità”.
A livello di numeri, sono tre le gare consecutive a secco rispetto a quelle contro Bologna e Lecce in cui i gol segnati erano stati cinque…
“Ci sono anche partite in cui abbiamo fatto gol raccogliendo meno rispetto ad altre gare. Non è facile dare una spiegazione netta, i numeri sono congrui e in linea con i nostri obiettivi, secondo me la cosa importante è la consapevolezza che un gesto tecnico può avere più valenza di un altro in determinati momenti. Dobbiamo fare sempre di più, con grandissima applicazione e serenità”.
Nel mese di gennaio sfiderete tante dirette concorrenti. Come ci si prepara a questo ciclo di partite?
“Fatico a proiettarmi in un lasso di tempo così lungo e non è questione di scaramanzia. Siamo una squadra che sta cercando di fare un percorso in cui non vogliamo sentirci inferiore agli altri, ma sulla carta chiunque potrebbe essere pari o superiore a noi. Non è una sensazione di impotenza, ma di realismo, perché in serie A ogni squadra può mettere in difficoltà chiunque e diventa fondamentale preparare le partite concentrando le energie necessarie di settimana in settimana sul singolo avversario. Ad oggi è il momento di spingere, quello votato alla ricerca di un ulteriore miglioramento”.
Domani potremmo rivedere Bonazzoli dal 1′?
“Federico è un giocatore che ha trovato spazio e dimostrato di poter essere importante. A fine campionato qualcuno avrà giocato più di altri, però in questo tipo di calcio è importante creare sempre la giusta collaborazione all’interno dei reparti perché serve sia a chi sta giocando con più continuità. Per dare una grande mano alla squadra serve determinare in campo, e che sia all’inizio o a gara in corso è sempre importante. Anzi, io dico sempre che chi incide a gara in corso è ancora più determinante”.
La Fiorentina ha mostrato di saper giocare anche a quattro in difesa. Cosa può implicare per voi questo cambio di strategia?
“In tanti progetti tecnici ciò che funziona viene portato avanti da diverse squadre, nel calcio di adesso la capacità di costruire a tre o a quattro con l’aiuto di centrocampisti ed esterni si vede spesso ed è qualcosa che facciamo anche noi. Questo impone delle letture, un aspetto sul quale vogliamo migliorare ulteriormente. Credo che i giocatori di adesso siano più preparati in termini di lettura rispetto al passato, ma non bisogna mai dimenticare che il calcio non perderà la sua anima: ci sono situazioni che non si possono prevedere, quindi allenare l’adattamento e il problem solving farà sempre la differenza e nel nostro piccolo stiamo cercando di andare in questa direzione. Ogni settimana ci aspettiamo che l’avversario possa cambiare qualcosa e l’unico modo per prepararci e sperimentarlo in campo”.
Quella di domani è una partita delicata per tanti fattori…
“Il nostro focus è al 100% su di noi, come ho detto ad inizio conferenza. Non c’è una partita nella quale non siamo svantaggiati, ma noi abbiamo l’ardore e il senso di realismo di sapere che chiunque può esserci superiore. Se i ragazzi hanno ottenuto quello che stanno ottenendo sin qui è per la strategia e applicazione che hanno dimostrato, mostrando le proprie qualità: sono le idee, l’applicazione e il coraggio che riesci a dimostrare a fare la differenza. Sappiamo perfettamente dove andremo a giocare, sfidiamo una squadra qualitativa e vogliamo dimostrare di essere competitivi su campi così difficili. Abbiamo un gruppo di ragazzi intelligente e applicato, essere perfetti è difficile ma noi dobbiamo ambire a quello, perché ci porta al miglioramento. Dobbiamo muoverci su questa strada e concentrarci su ciò che vogliamo dimostrare quotidianamente”.
Prima del fischio d’inizio si osserverà un minuto di silenzio per la tragedia di Crans-Montana…
“Ci sono situazioni che vanno oltre momenti come questo, nel quale abbiamo la fortuna di svolgere il nostro lavoro con il sorriso. Queste tragedie mi lasciano scosso, senza parole, come tutti. Il nostro mondo può servire in casi del genere e apprezzo il fatto che si terrà un minuto di raccoglimento, perché significa solidarizzare con le famiglie delle vittime e unirsi in silenzio per dare un grande abbraccio. Io sono in un ambiente, la Cremonese, che è avanti e capace di trasmettere empatia nelle tematiche sociali. Di questo sono orgoglioso”.
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