Davide Nicola è intervenuto in conferenza stampa per presentare Roma-Cremonese in programma domani all'Olimpico:
Come ha reagito la squadra alla vittoria sfiorata contro il Genoa grazie all’occasione avuta negli ultimi secondi di gara?
“Secondo me nelle ultime tre partite stiamo dimostrando una crescita importante, abbiamo sfidato Atalanta e Inter, poi avremo Roma e Milan, in queste cinque partite abbiamo incontrato squadre di altissimo livello e una diretta concorrente. Se con il Genoa avessimo trovato il gol nel finale saremmo ancora più contenti, ma da quando è finito il mercato la squadra ha ritrovato una certa fisionomia e l’agonismo giusto. Inizia una fase del campionato in cui c’è da lottare con la giusta lucidità e farlo insieme”.
Quali sono gli accorgimenti difensivi necessari per arginare la Roma?
“Sicuramente è una squadra importante a livello qualitativo e di interpretazione della partita. Si parla sempre di intensità e aggressività, che significa arrivare al posto giusto nel momento giusto, scegliere i tempi dei contrasti e sopportare i duelli. Contro squadre del genere è necessario farsi trovare pronti, questa è la fase sulla quale possiamo crescere. Mi è piaciuta la voglia mostrata dai ragazzi in settimana, ci sono situazioni da valutare: Bianchetti e Ceccherini si sono aggregati nei giorni scorsi, Faye è rientrato dal problema al volto e Bondo è tornato con noi. Tutti giocatori che hanno 20-25 minuti a testa, questa squadra ha i giocatori di cui ha bisogno ma è giusto recuperarli facendo riposare chi ha speso tanto sin qui. Perderemo Baschirotto per un problemino muscolare, mentre Pezzella domani potrebbe esserci. In tutte queste dinamiche si possono fare due cose: notare le assenze o creare un altro spirito, quello che piace a me, permettendo ai giocatori di cogliere le occasioni. Questo non significa essere perfetti, ma che interpretino la partita credendo nelle loro qualità e dimostrando di essere di questa categoria. Io li guardo e voglio che si divertano a fare ciò che stanno facendo, aumentando la convinzione in sé stessi”.
Come si affronta una squadra di Gasperini, allenatore che in questi anni ha fatto scuola per il calcio italiano e non solo?
“Senza perdere la propria identità. Noi abbiamo altre caratteristiche ma in questo momento storico del calcio italiano la capacità di passare dal duello uomo su uomo a quello a zona è fondamentale. Per questo dico che questi confronti sono fondamentali per migliorarsi e costruire le basi per il futuro, da qui alla sosta ci aspettano cinque partite contro squadre di livello e altre che lottano per il nostro obiettivo. Dobbiamo essere in grado di pensarci sempre più efficaci nel fare le cose, questa settimana la squadra mi è piaciuta per l’energia che ha mostrato”.
Le diverse partite senza vittorie stanno incidendo sul morale della squadra?
“Se incidessero non potremmo fare questo lavoro, poi è chiaro che ognuno di noi convive con la sana tensione che ci ha permesso di diventare quello che siamo. La tensione sana serve per attivare l’attenzione, quella che porta a fare gli interventi al momento giusto e attaccare gli spazi nel momento giusto. Ogni squadra affronta varie fasi, ciò che bisogna pensare è di mantenere lo spirito e l’entusiasmo elevati, perché i giochi si decideranno da marzo in poi come ho sempre detto dall’inizio dell’anno”.
Come si gestisce questo genere di pressione all’interno del gruppo?
“La nostra è la classifica di una squadra che lotta per mantenere la categoria e anzi, rispetto all’anno scorso la quota sin qui si è alzata ma non è detto che rimarrà così fino alla fine. Ci sono tredici partite, per salvarsi serve fare punti e non ha senso né guardarsi indietro né guardare troppo in là: ha senso valutare che siamo nella posizione in cui ci si doveva aspettare di essere ad inizio campionato. Nella prima parte ci sono state dinamiche che ci hanno permesso di concentrare più risultati fino alla fine del girone di andata, ma è chiaro che ci sono aspetti sui quali dobbiamo migliorare. Noi lavoriamo con la fiducia e la consapevolezza che per rimanere in questa categoria questo è il campionato che dobbiamo fare. Ora arriva la Roma: una partita da interpretare per crescere nella quale bisogna alzare il livello di convinzione, organizzazione e aggressività”.
Come si spiega i diversi problemi muscolari con cui sta convivendo la Cremonese e che, più in generale, sono sempre più frequenti nel mondo del calcio?
“Ci sono tanti studi a riguardo, servirebbe avere ancora più strumenti per capire quando è più opportuno rallentare o meno. Credo che gli infortuni facciano parte di questo calcio sempre più ad alta intensità, il carico cognitivo è elevatissimo e si sta andando in questa direzione. Ciò che conta è arrivare nel momento clou con il massimo dei giocatori a disposizione, suddividere il minutaggio a gara in corso permette di mantenere alta l’intensità. I giocatori sanno che questo è il campionato che ci aspettavamo e sanno cosa serve fare”.
Analizzando le sue esperienze passate, con le sue squadre ha sempre raggiunto la salvezza in modi diversi…
“Sì, l’unico denominatore è che abbiamo sempre cercato di raggiungere lo stesso obiettivo. Per chi lotta per la salvezza è difficile avere continuità di risultati prolungata nel tempo, forse il paradosso è che per noi ci sia stata una continuità quasi sorprendente, ma in quel caso non pensavamo affatto che fosse già finita. Ne parlavo già ai tempi in conferenza stampa, perché l’esperienza insegna che lottare per mantenere la categoria non rende scontato né quel periodo positivo né il fatto che abbiamo sfidato sette squadre di altissimo livello nelle ultime dieci giornate, consapevoli che si potrebbe fare punti così come non farne. Ogni squadra è diversa, a non cambiare è il fatto che per raggiungere l’obiettivo serve lottare”.
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