La nuova identità offensiva della Cremonese porta un nome preciso: Milan Djuric. Alla prima da titolare, la punta bosniaca ha modificato in maniera evidente il modo di attaccare dei grigiorossi, offrendo soluzioni che fino a poche settimane fa mancavano nel repertorio della squadra.

Non si tratta soltanto di presenza fisica, ma di una diversa struttura tattica che consente alla Cremonese di gestire meglio le fasi di pressione avversaria e di risalire il campo con maggiore immediatezza.

Una prima da titolare che cambia gli equilibri

Djuric ha portato peso specifico nell’area di rigore e lungo tutto il fronte offensivo. La sua stazza e la capacità di proteggere il pallone hanno consentito alla squadra di alzare il baricentro anche nei momenti più complicati, quando gli avversari cercavano di soffocare la manovra con una pressione alta.

Il semplice fatto di poter contare su un riferimento stabile in avanti ha cambiato le dinamiche collettive: meno fraseggio forzato nella propria metà campo, più verticalità e maggiore fiducia nel ricorso al gioco diretto.

Più gioco diretto e gestione delle seconde palle

Con Djuric in campo, la Cremonese ha potuto ricorrere con frequenza al lancio lungo, superando la prima linea di pressione e cercando di costruire l’azione attraverso le seconde palle. Una scelta non casuale, ma funzionale alle caratteristiche del centravanti bosniaco.

La capacità di vincere duelli aerei o di sporcare il pallone crea situazioni imprevedibili per le difese avversarie, costrette a rincorrere e a riorganizzarsi rapidamente. In un campionato dove molte squadre difendono in maniera aggressiva, avere un’alternativa alla costruzione dal basso può rappresentare un’arma decisiva.

Djuric al servizio della squadra

A fine partita, lo stesso Djuric ha ammesso di non avere ancora i novanta minuti nelle gambe. La condizione atletica è in crescita, ma il contributo offerto è già tangibile.

Il suo lavoro spalle alla porta e la capacità di attirare su di sé i difensori hanno facilitato l’inserimento dei compagni, rendendo l’attacco meno prevedibile e più vario. Non solo finalizzatore, dunque, ma vero e proprio perno attorno al quale costruire le azioni offensive.

Spazi per Vardy e Bonazzoli: attacco più fluido

La presenza di Djuric ha giovato in maniera evidente anche ai partner di reparto. Prima Vardy e poi Federico Bonazzolihanno potuto sfruttare maggiori spazi tra le linee, muovendosi con più libertà e meno pressione diretta da parte dei difensori centrali.

Proprio Bonazzoli, nel finale, ha sfiorato il gol che avrebbe spezzato il lungo digiuno di vittorie colpendo una clamorosa traversa allo scadere. Un episodio che racconta quanto la nuova configurazione offensiva abbia già prodotto occasioni concrete.

Una base su cui costruire la volata salvezza

La Cremonese non ha ancora raccolto il bottino pieno, ma il cambio di marcia è evidente. L’inserimento di Djuric amplia le soluzioni tattiche a disposizione del tecnico e offre alla squadra un’identità più definita nei momenti di difficoltà.

In una corsa salvezza dove ogni dettaglio può fare la differenza, avere un attaccante capace di cambiare l’inerzia delle partite rappresenta un valore aggiunto significativo. Se la condizione fisica crescerà e l’intesa con i compagni si consoliderà, Djuric potrà diventare uno dei protagonisti della volata finale grigiorossa.

Sezione: News / Data: Mar 17 febbraio 2026 alle 11:00
Autore: Redazione TuttoCremonese
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