Alla 14ª giornata, dopo il convincente 2-0 contro il Lecce, il margine sul terzultimo posto era rassicurante: dieci punti. Un vantaggio consistente, costruito con personalità, spirito battagliero e capacità di sfruttare gli episodi. Oggi, a distanza di due mesi e mezzo, quel cuscinetto si è assottigliato fino a diventare un fragile +3. E senza più squadre “cuscinetto” in mezzo.

Dal 2-0 al Lecce al margine quasi azzerato

Quel successo contro il Lecce sembrava certificare una squadra consapevole dei propri mezzi. La Cremonese, nella prima parte di stagione, non si limitava ad attendere gli eventi: li cercava, li provocava. Lottava su ogni pallone, aggrediva le seconde palle, interpretava le partite con l’atteggiamento di chi sa che la salvezza si costruisce con ferocia agonistica.

Oggi il quadro è diverso. I risultati non arrivano con la stessa continuità e, soprattutto, non si percepisce quella stessa determinazione feroce che aveva permesso di mettere distanza tra sé e la zona rossa.

Non è solo sfortuna: questione di atteggiamento

Ridurre tutto a episodi sfavorevoli o a un pizzico di sfortuna sarebbe troppo semplice. Gli episodi, nel calcio, spesso premiano chi li cerca con insistenza. Nella prima fase del campionato, la Cremonese era una squadra che forzava le situazioni, che costringeva l’avversario all’errore.

Negli ultimi mesi, invece, si è vista una formazione più attendista, meno aggressiva, meno capace di alzare il livello emotivo delle partite. E nella lotta salvezza l’aspetto mentale pesa quanto – se non più – di quello tecnico.

I numeri del crollo negli ultimi due mesi

Il dato più evidente è il margine ridotto: da +10 a +3 in due mesi e mezzo. Un’erosione lenta ma costante, frutto di una serie di risultati negativi e di una produzione offensiva calata drasticamente.

La classifica oggi è più corta, più compressa, più pericolosa. Non ci sono più squadre a fare da filtro tra la Cremonese e il baratro. La zona retrocessione è lì, a un passo.

Fiorentina in rimonta e pressione crescente

In questo scenario si inserisce anche la risalita della Fiorentina, ferma a 21 punti ma protagonista di un percorso che, numeri alla mano, lascia intravedere una possibile uscita dalle sabbie mobili nel breve periodo.

Se i viola dovessero dare continuità ai segnali di ripresa, la pressione sulla Cremonese aumenterebbe ulteriormente. E quando la zona retrocessione si avvicina, la gestione emotiva diventa decisiva.

Ritrovare identità per non scivolare

La vera sfida, ora, non è soltanto tecnica o tattica. È identitaria. La Cremonese deve ritrovare quella fame che l’aveva caratterizzata nella prima parte di stagione: la capacità di giocare ogni partita come fosse l’ultima, di sporcare le gare, di accettare duelli e contrasti senza arretrare.

Il tempo per invertire la rotta c’è ancora. Ma il margine si assottiglia e la classifica non concede più illusioni.

Perché nella lotta salvezza non basta sperare di non perdere: bisogna tornare a prendersi i punti. Con grinta, con coraggio, con quello spirito combattivo che oggi i tifosi chiedono di rivedere.

Sezione: News / Data: Mar 17 febbraio 2026 alle 14:00
Autore: Redazione TuttoCremonese
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