Un colpo di tacco al sesto minuto, istintivo e imprevedibile, che ha fatto sobbalzare lo Zini facendo già pregustare il gol. E poi il nulla. Ieri contro il Genoa, quel lampo ha rappresentato il momento più vivido di una prestazione di Jamie Vardy sempre più avara di sussulti. Nicola lo ha sostituito al 57', inserendo Bonazzoli, e la scelta del tecnico ha parlato più di qualsiasi dichiarazione post partita.

I numeri raccontano un calo preoccupante

Le statistiche sono impietose. L'ultimo gol di Vardy in grigiorosso risale all'8 gennaio, nel 2-2 contro il Cagliari, quando con la rete del 2-0 aveva raggiunto quota 150 gol complessivi tra Premier League e Serie A, un traguardo straordinario, celebrato meritatamente. Da quella serata, però, è calato il silenzio. Sette partite senza segnare, con una presenza sempre più evanescente in zona gol. La Gazzetta dello Sport ha assegnato ieri un 5,5 all'attaccante inglese, con una sintesi lapidaria: «senza guizzo». Difficile dare torto.

39 anni e i ritmi della Serie A: il peso dell'età

Jamie Vardy compirà 39 anni il prossimo gennaio 2027, ma già oggi i segnali del tempo che passa si fanno sentire. Lo stesso Nicola aveva messo in guardia nelle scorse settimane, ammettendo che i giocatori come lui, e come Bonazzoli, hanno bisogno di gestire i minuti con attenzione. «Vardy e Bonazzoli hanno giocato quasi sempre e ora possono rifiatare un attimo», ha detto il mister ieri a fine gara, con una frase che suona come una presa di coscienza. La Serie A, con i suoi ritmi e le sue intensità fisiche, pone esigenze diverse dalla Premier League, e per un attaccante che si avvicina alla soglia dei quarant'anni il peso delle partite ravvicinate si fa sentire.

L'arrivo di Djuric cambia le gerarchie

L'ingresso nel mercato di gennaio di Milan Djuric ha rivoluzionato, almeno parzialmente, la gerarchia offensiva. Il centravanti bosniaco porta fisicità, sponde e copertura del campo che permettono alla Cremonese di alzare il baricentro in modo diverso rispetto a Vardy. Ieri Djuric è apparso più incisivo del suo compagno di reparto, pur senza timbrare il cartellino. La convivenza tra i due è possibile, ma è evidente che il rendimento di Vardy determinerà quanto spazio continuerà ad avere nell'undici titolare.

Un campione che non si discute, un momento che non si ignora

Nessuno mette in discussione la carriera leggendaria di Vardy né il contributo che ha dato alla Cremonese nella prima parte di stagione, quando i suoi 5 gol, condivisi in testa alla classifica marcatori del club con Bonazzoli, sono stati fondamentali per costruire il tesoretto di punti con cui i grigiorossi si trovano a navigare questa difficile fase.

Ma il calcio vive di presente, e il presente di Vardy desta preoccupazione. Con tredici giornate ancora da disputare e una salvezza tutta da conquistare, Nicola ha bisogno di ritrovare il suo numero 10 nella versione migliore. Oppure, con lucidità, dovrà ridisegnare il peso specifico dell'inglese nel suo undici.

GO JAMIE GO!

Sezione: News / Data: Lun 16 febbraio 2026 alle 17:00
Autore: Davide Furini
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