Domani al via  la 38esima edizione della Supercoppa Italiana. La prima edizione si svolse nel 1988 e fu vinta dal Milan di Arrigo Sacchi, che batté la Sampdoria con un punteggio di 3-1.

Nella formula originaria, la competizione si disputava tra la vincitrice del campionato e quella della Coppa Italia e così è stato per anni.  Nel  2009,  si tenne la prima edizione all’estero, a Pechino. Si affrontarono Lazio e Inter e furono i biancocelesti a vincere 2-1.

Dal 2023,  l’idea di trasformare la Supercoppa in un mini torneo a quattro squadre: la prima classificata, la seconda, la vincitrice della Coppa Italia e la finalista della Coppa Italia, da disputare a Riad in Arabia Saudita, al fine di rendere il “baraccone” ancora più ricco e appetitoso.

Milan, Inter, Napoli e Bologna, impegnate nella Supercoppa, non scenderanno in campo nella  prossima giornata di campionato, alterando così il regolare svolgimento della stagione. È l’ennesimo schiaffo al calcio italiano in nome dello show business.

Una competizione di per sé poco appetibile, istituita 38 anni fa e che è stata svilita nel tempo, con trasferte transoceaniche nel Sol Levante, in Qatar e ora in Arabia Saudita.

Mi chiedo se tutto questo abbia un senso e quanto possa interessare al tifoso medio una carnevalata simile, che di calcistico ha ben poco e conferma che l’unico interesse dei vertici del calcio italiano è fare “cassa”.

Le squadre impegnate nella kermesse recupereranno le gare della 16esima giornata a metà gennaio e nel frattempo le altre giocheranno, con il risultato che potrebbero essere avvantaggiate sia dalla situazione di classifica che dal mercato di riparazione.

Ma ai nostri cari ‘amici’ della Lega Calcio non interessa; l’importante è fare la gioia degli sceicchi.

I tifosi possono aspettare.

Sezione: Copertina / Data: Mer 17 dicembre 2025 alle 19:00
Autore: Federico Bresciani
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