Marco Giampaolo si è presentato ufficialmente alla stampa come nuovo allenatore della Cremonese, affiancato dal direttore sportivo Simone Giacchetta. Parole dirette, lucide, con un filo conduttore che attraversa tutta la conferenza: il coraggio, inteso non come slogan ma come atteggiamento mentale da ricostruire partita dopo partita.

Giacchetta apre: "La situazione ci ha imposto questa scelta"

Ad aprire la conferenza è stato il direttore sportivo Simone Giacchetta, che ha voluto rendere omaggio a chi lascia prima di annunciare chi arriva: «Inizio con un ringraziamento particolare a mister Nicola e al suo staff per il lavoro fatto. Dispiace, perché oltre a essere un allenatore di livello, si è dimostrato una persona con valori importanti. La situazione di classifica ha portato a fare questa scelta, perché l'obiettivo è troppo importante per questa società».

Poi l'affondo sul nuovo corso: «La carriera di mister Giampaolo parla per lui, ci affidiamo totalmente a lui che conosce già l'ambiente».

Il bentornato al Cavaliere Arvedi e la rinascita del 2014

Giampaolo ha esordito con un gesto di riconoscenza verso chi lo chiamò undici anni fa: «È doveroso porgere un saluto e ringraziare il Cavaliere per l'opportunità che mi diede 11 anni fa, che segnò anche la mia rinascita. Torno in un ambiente che conosco e lo ritrovo migliorato. Le condizioni per lavorare sono straordinarie. Vengo con tanto entusiasmo e passione, motore del nostro lavoro. L'unica cosa che non posso comprare è il tempo, ma faremo il possibile».

All'epoca della sua prima esperienza in grigiorosso, Cremona aveva rappresentato per Giampaolo un vero e proprio punto di ripartenza dopo la difficile parentesi di Brescia, da cui sarebbe poi decollata la sua carriera verso l'Empoli e la Serie A. 

"Ho chiesto coraggio: giocare le partite"

Il tema centrale della conferenza emerge con chiarezza quando gli viene chiesto come ha trovato il gruppo: «L'aspetto fisico è spesso subordinato all'aspetto tecnico. Quando la testa è pesante, le gambe sono pesanti. Dal punto di vista mentale, la squadra si è mostrata intraprendente con il paio di cose che ho proposto. Certo, viene da un periodo che toglie certezze. Come detto, ho chiesto coraggio: giocare le partite».

E ancora, a chi gli chiede se il primo obiettivo sia togliere la paura: «Se sbagliano è colpa mia, quindi sì. Ai calciatori ho ripetuto più spesso che a te stesso non menti: tu sai se ci hai messo il coraggio che serviva. È una battaglia contro se stessi, serve proporre qualcosa, giocare, divertirsi. Al fischio finale si fanno i conti con se stessi. Se non ti assumi delle responsabilità e giochi con il braccino, perdi due volte. Oggi è il giorno zero, dobbiamo resettare e ripartire».

"Voglio una squadra che non si lasci giocare dalle partite"

Sul piano tattico, Giampaolo è stato chiaro riguardo all'identità che intende dare alla squadra, pur senza bruciare le tappe: «Non abbiamo molti allenamenti a disposizione. Se dai troppe informazioni subito, rischi di perdere i fondamentali. I giocatori vanno messi a loro agio, rispettando le loro caratteristiche. Voglio una squadra che giochi e non si lasci giocare dalle partite».

Il cambio di sistema sarà netto: dalla difesa a tre di Nicola si passerà quasi certamente a una linea a quattro, con il 4-3-3 come modulo di riferimento e varianti come il 4-3-1-2 già sperimentate in carriera. Alla domanda su cosa significhi concretamente proporre calcio, la risposta è senza fronzoli: «Significa non stare alla mercé dell'avversario, creargli attivamente delle difficoltà».

"Niente è perduto, combatteremo"

Giampaolo non nasconde la difficoltà della situazione, ma rifiuta qualsiasi forma di rassegnazione. Invitato a fornire tre motivi per cui la Cremonese può salvarsi, risponde: «Voi vivete questo ambiente e sapete tutto. Io so che i problemi della Cremonese li hanno anche gli altri. Vincere in Serie A è difficilissimo. Credo che servirà un pizzico di fortuna subito, perché il tempo è tiranno. Ma se il calendario ti dà un'opportunità, va sfruttata. Capisco che si sia persa autostima, ma nessuno ti aiuta: la chiave va trovata dentro se stessi. Facciamo la corsa su di noi, niente è perduto e combatteremo».

Un approccio già rodato: lo scorso anno con il Lecce, anch'esso terzultimo al suo arrivo, riuscì a centrare la salvezza all'ultima giornata.

Sabato il debutto al Tardini

Giampaolo debutterà sulla panchina grigiorossa sabato alle 15 al Tardini contro il Parma, in uno scontro diretto che potrebbe già pesare molto sulla corsa salvezza.

Sul prossimo avversario, il tecnico è pragmatico: «Ha fatto risultati importanti. Sono più sereni, per la salvezza manca poco. Hanno trovato la quadra e anche contro squadre importanti hanno detto la loro. Non cambia minimamente la nostra partita: se hai un livello di attenzione alto, riesci a gestire i dettagli e anticipare i problemi».

La riscossa grigiorossa parte da lì, da Parma, con una squadra chiamata a ritrovarsi prima di tutto dentro se stessa.

Sezione: Primo Piano / Data: Gio 19 marzo 2026 alle 16:11
Autore: Davide Furini
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