Cambia l'allenatore, cambia la filosofia. L'arrivo di Marco Giampaolo alla Cremonese non è soltanto una sostituzione in panchina: è una svolta nel modello di gioco. Un credo calcistico preciso e riconoscibile, che dovrà però confrontarsi con una rosa costruita nei minimi dettagli per qualcun altro.

Il sistema di Giampaolo: il 4-3-1-2 a rombo

Il marchio di fabbrica di Giampaolo è il 4-3-1-2 a rombo, con ritmi alti, costruzione dal basso e molto movimento da parte delle mezze ali e delle due punte, sempre pronte a liberarsi nello spazio per favorire gli inserimenti. La sua è una filosofia senza compromessi: fare risultato imponendo il gioco.

In fase difensiva la linea arretra mantenendo un'altezza elevata e applicando sistematicamente il fuorigioco, mentre il pressing è ultra-offensivo: le punte indirizzano il giro palla e le mezzali diventano molto aggressive quando la palla arriva sulle corsie laterali.

Un calcio che esige qualità tecnica e lucidità in ogni zona del campo.

Il problema del modulo ereditato

La Cremonese di Nicola era strutturata sul 3-5-2: difesa a tre, cinque centrocampisti, due punte. Un sistema lontano dai quattro difensori e dal rombo di centrocampo che Giampaolo predilige.

Terracciano, Luperto, Baschirotto, Folino e Bianchetti sono tutti interpreti naturali di una linea a tre, non di una difesa a quattro. Chiedere loro di adattarsi in pochi giorni, nel mezzo di una lotta salvezza, è un'operazione ad alto rischio.

È verosimile dunque che Giampaolo, almeno inizialmente, mantenga il 3-5-2 adattandolo ai suoi principi: più verticalità, pressing più organizzato, mezzali più dinamiche.

Chi può trarre vantaggio dal cambio

Alcuni giocatori possono beneficiare del nuovo corso più di altri. Maleh è un trequartista di mestiere: finora relegato in una mediana a cinque, potrebbe trovare più spazio e libertà nel ruolo che gli è più congeniale.

Thorsby, con la sua capacità di recupero palla e di inserimento, si adatta bene al centrocampo alto e propositivo che Giampaolo richiede. Bonazzoli è il profilo offensivo ideale: tecnico, mobile, capace di giocare in spazi stretti e di associarsi col partner.

Il gioco di Giampaolo prevede passaggi verticali dalla difesa verso l'attacco, con immediato appoggio dell'attaccante al mediano, pronto a impostare fronte alla porta. Bonazzoli è esattamente il tipo di centravanti che serve in quel meccanismo.

Il tempo è tiranno

Giampaolo è considerato un integralista perché non cambia mai lo stile di gioco delle sue squadre: lui stesso ha dichiarato di andare avanti seguendo la propria idea di calcio.

Ma nove giornate sono poche per impiantare una filosofia da zero, e in una lotta salvezza le variabili cambiano di settimana in settimana. La scommessa del club è che bastino per restituire ai giocatori quella certezza di sé che nelle ultime settimane è andata perduta.

Se Giampaolo riuscirà a fare questo, il resto potrebbe seguire.

Sezione: News / Data: Gio 19 marzo 2026 alle 14:00
Autore: Davide Furini
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