Nell'autunno del 2014, Marco Giampaolo arriva a Cremona in un momento della carriera in cui ha bisogno di ritrovarsi. La Lega Pro diventa per lui molto più di una tappa di passaggio: è la scena di una rinascita professionale che lo riporterà fino alla Serie A.

Un tecnico in cerca di riscatto

Prima di approdare allo Zini, Giampaolo aveva accumulato una serie di esperienze difficili. Dopo la stagione al Siena, dove si era fatto apprezzare per il buon gioco espresso, erano arrivati gli esoneri da Catania, Cesena e Brescia, tutti prematuri e dolorosi. L'ultimo, sulla panchina delle Rondinelle, era durato appena sette partite.

Quasi due anni lontano dal calcio che conta, poi la chiamata della Cremonese, che milita per il nono anno consecutivo nella terza serie nazionale. Per il tecnico nato a Bellinzona il 2 agosto 1967, è l'occasione di ripartire da zero con un progetto più umano, lontano dalle pressioni delle piazze importanti.

L'esonero di Montorfano e l'arrivo del Maestro

La stagione 2014-15 era iniziata sotto la guida di Mario Montorfano, ex calciatore grigiorosso e allenatore delle giovanili promosso in prima squadra. Il presidente Luigi Simoni, subentrato al cavalier Giovanni Arvedi, aveva puntato su una rosa profondamente rinnovata, con molti giovani provenienti dai settori giovanili di club di Serie A.

I risultati, però, tardavano ad arrivare. Il 17 novembre 2014, dopo una serie di prestazioni deludenti, Montorfano viene esonerato e la panchina viene affidata a Giampaolo. Il battesimo del fuoco per il nuovo tecnico è una sconfitta pesante: a Pavia, il giorno stesso del suo esordio, i grigiorossi incassano un 4-1 che non lascia spazio a illusioni immediate.

Il sistema di gioco e i protagonisti in campo

Giampaolo imposta la Cremonese con un 4-3-3 riconoscibile, che diventa presto il marchio di fabbrica della sua gestione. Il capitano Andrea Brighenti è il fulcro dell'attacco: a fine stagione chiuderà con 16 reti, confermandosi il punto di riferimento offensivo del gruppo. Al suo fianco agisce il marocchino Abderazzak Jadid, prolifico e tecnico, autore di 10 gol.

Completa il tridente il bulgaro Radoslav Kirilov, che contribuisce con 7 centri. A centrocampo spicca il lavoro di Alessandro Marchi, mentre in difesa la squadra acquista solidità con il passare delle settimane. Tra i giocatori più giovani si mette in luce anche Federico Di Francesco, figlio d'arte di Eusebio, in prestito dal Parma: a Como, nel recupero della tredicesima giornata, firma una doppietta di pregevole fattura che vale il 3-1 finale in trasferta.

La rimonta in classifica e il girone di ritorno

Con Giampaolo in panchina la Cremonese chiude il girone di andata con 24 punti, posizionandosi a metà classifica. Un risultato dignitoso, che diventa la base per un ritorno di stagione ancora più solido: nel girone di ritorno i grigiorossi raccolgono 26 punti, terminando il campionato in ottava posizione con 50 punti complessivi.

La promozione diretta va al Novara, mentre il Como conquista a sorpresa i play-off. La Cremonese non si avvicina alla zona calda, ma dimostra di avere un'identità di gioco riconoscibile e una crescita costante sotto la guida del Maestro.

Una tappa decisiva per il futuro

A fine stagione Giampaolo risolve consensualmente il contratto con la società grigiorossa, ma quella parentesi cremonese lascia un segno netto nella sua carriera. La media di 1,42 punti a partita registrata in quella stagione rimane la più alta di tutta la sua esperienza da allenatore.

Il buon calcio espresso allo Zini finisce sotto i riflettori giusti: il 15 giugno 2015 viene chiamato dall'Empoli per raccogliere l'eredità di Maurizio Sarri, passato al Napoli. La Serie A è di nuovo a portata di mano. L'avventura cremonese, nella sua semplicità di terza serie, si rivela il trampolino che nessuno si aspettava.

Sezione: News / Data: Mer 18 marzo 2026 alle 18:00
Autore: Davide Furini
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