"Se sono io il problema, vorrei restare fino alla fine. Così divento il capro espiatorio." Lo ha detto Davide Nicola, e in quella frase c'è tutta la distanza che separa la percezione di sé dalla realtà dei fatti.

Perché il capro espiatorio, per definizione, è innocente. È la vittima a cui si scaricano colpe altrui. Ed è proprio qui che la ricostruzione del tecnico di Luserna San Giovanni inizia a vacillare, e a vacillare in modo piuttosto clamoroso.

Una squadra costruita su misura

Partiamo dall'estate. La Cremonese torna in Serie A dopo due anni di Serie B e sceglie Nicola come allenatore individuandolo come il profilo ideale per la salvezza: uno specialista della categoria, uno che conosce queste acque meglio di chiunque altro.

Da quel momento in poi, la costruzione della rosa segue in larga parte le indicazioni del tecnico. Arrivano giocatori con esperienza in massima serie, profili funzionali al suo calcio fatto di fisicità, intensità e organizzazione difensiva. Pezzella, Baschirotto, Audero, Grassi, Zerbin, Terracciano, Sanabria: uomini scelti seguendo una logica ben precisa, quella di Nicola.

L'impronta tecnica del mister è visibile già dalla lista degli acquisti, con uomini fidati, giocatori di spessore per la categoria e con una certa esperienza, giovani in rampa di lancio, e poi la ciliegina sulla torta di Vardy, tanto inaspettata quanto esaltante.

Gennaio: il mercato dei desideri esauditi

Se l'estate lasciava ancora qualche margine di discussione, il mercato di gennaio non ne lascia nessuno. La Cremonese, con la squadra in piena crisi di risultati, decide di intervenire in modo deciso e lo fa ascoltando le richieste esplicite del proprio allenatore.

Arrivano Luperto, il braccetto mancino che mancava per completare il terzetto difensivo del 3-5-2; Thorsby, il centrocampista fisico con sei anni di Serie A alle spalle; Maleh, per dare qualità e dinamismo in mezzo; Djuric, la torre offensiva per un attacco che faticava nel gioco aereo. Quattro rinforzi mirati, pensati esattamente per rispondere alle esigenze che lo stesso Nicola aveva indicato.

La dirigenza non solo ha difeso il tecnico pubblicamente, ma gli ha consegnato i giocatori che chiedeva, reparto per reparto.

I risultati che smentiscono la narrazione

Eppure anche dopo il mercato di gennaio la Cremonese non ha vinto una partita. Nemmeno una. La serie nera è proseguita con i nuovi innesti in campo, con la difesa rinforzata da Luperto che ha continuato a prendere gol, con il centrocampo irrobustito da Thorsby che non ha trovato gli equilibri necessari, con Djuric che di testa ha fatto poco e nulla nelle partite che contavano.

Il 4-1 della Fiorentina, non è un incidente di percorso: è la fotografia di un progetto tecnico che non funziona, a prescindere dagli interpreti. Sempre a proposito di protagonisti, si potrebbe definire grottesca anche la gestione di Okereke, a dire il vero unico a salvarsi dal naufragio contro i viola.

La responsabilità non si delega

Nicola ha avuto in dono un abito scelto su misura per lui, la rosa costruita secondo le sue indicazioni, due sessioni di mercato che hanno risposto puntualmente alle sue richieste. Ha avuto il tempo, la fiducia della società e il sostegno dei tifosi, almeno fino a quando i fischi di ieri sera non hanno certificato qualcosa di difficilmente ignorabile.

Sezione: Primo Piano / Data: Mar 17 marzo 2026 alle 09:41
Autore: Davide Furini
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