Sono bastati cinque giorni per mostrare due versioni quasi opposte della Cremonese. Il 17 agosto, in Coppa Italia, la squadra di Marco Giampaolo aveva superato 2-0 la Sampdoria offrendo una prestazione convincente per qualità, equilibrio e capacità di colpire nei momenti decisivi. Il 22 agosto, alla prima giornata di Serie B, è arrivato invece l’1-0 subito sul campo dell’Empoli, accompagnato da una sensazione completamente diversa.

Contro i blucerchiati la Cremonese aveva saputo alternare possesso e verticalità, difendere nei momenti più delicati e sfruttare le occasioni costruite. Stückler aveva aperto il risultato al 23’, Berti lo aveva chiuso nel recupero, mentre Fulignati era stato determinante anche parando il rigore di Esposito. Giampaolo aveva sottolineato nel post partita di aver apprezzato la squadra sotto diversi aspetti. 

A Empoli, invece, il controllo del pallone non è bastato. La Cremonese ha raggiunto addirittura il 75% di possesso, ma ha faticato enormemente a trasformarlo in pericolosità, trovandosi davanti un avversario disposto a difendere basso e ripartire. Nemmeno la superiorità numerica dell’ultima mezz’ora è stata sufficiente per trovare il pareggio. 

La domanda diventa inevitabile: come può una squadra cambiare così tanto nel giro di meno di una settimana?

Contro la Samp c’erano ritmo e profondità, a Empoli il possesso è diventato sterile

La differenza principale non riguarda necessariamente la qualità generale della prestazione, ma il tipo di partita che la Cremonese è stata costretta ad affrontare.

La Sampdoria aveva accettato maggiormente il confronto a viso aperto. Questo aveva permesso ai grigiorossi di trovare spazi da attaccare e di utilizzare meglio i movimenti degli uomini offensivi. Stückler, in particolare, aveva dato profondità e imprevedibilità, diventando difficile da leggere per i centrali blucerchiati. Lo stesso Giampaolo lo aveva definito un attaccante capace di creare fastidio alle difese proprio per le sue caratteristiche poco convenzionali. 

Anche il centrocampo aveva funzionato con naturalezza.

La coppia Gerli-Pontisso aveva garantito ordine, tempi di gioco e qualità nell’uscita del pallone. La Cremonese riusciva a costruire senza perdere verticalità e, quando necessario, sapeva anche adattarsi alle fasi nelle quali la Sampdoria aumentava la pressione. La prestazione era stata giudicata positivamente proprio per possesso, personalità e capacità di attaccare in avanti. 

A Empoli lo scenario è completamente cambiato.

La squadra toscana ha scelto di concedere il pallone alla Cremonese, togliendole però soprattutto lo spazio. Una strategia semplice ma efficace: blocco compatto, zone centrali congestionate e ripartenze rapide.

A quel punto la qualità del palleggio grigiorosso si è trasformata progressivamente in una circolazione poco produttiva.

Sono mancati lo strappo individuale, il tiro dalla distanza e soprattutto movimenti continui alle spalle della difesa. La Cremonese arrivava facilmente nella metà campo avversaria, ma una volta raggiunti gli ultimi trenta metri diventava molto più prevedibile. 

È probabilmente questa la lezione tattica più importante delle prime due partite ufficiali: Giampaolo dispone già di una squadra capace di giocare bene quando trova spazi, ma deve costruirne una altrettanto efficace quando gli spazi non esistono.

Assenze e mercato pesano, ma Giampaolo deve trovare una Cremonese capace di vincere anche “male”

Naturalmente ci sono state anche differenze nell’organico.

Pontisso, protagonista contro la Sampdoria, ha saltato Empoli per squalifica. Stückler, autore del primo gol in Coppa Italia, si è fermato proprio durante quella partita e non ha potuto partecipare all’esordio in campionato. A queste assenze si è aggiunto durante il match del Castellani l’infortunio di Collocolo.

Sono elementi che hanno inevitabilmente ridotto le soluzioni a disposizione dell’allenatore.

Ma sarebbe troppo semplice spiegare tutto attraverso l’emergenza.

La Serie B costringerà la Cremonese ad affrontare spesso partite simili a quella di Empoli. Squadre tecnicamente inferiori potrebbero decidere di lasciare il pallone ai grigiorossi, chiudere gli spazi e trasformare la gara in una battaglia fatta di seconde palle, contrasti e situazioni da palla inattiva.

È proprio in quelle serate che una candidata alla promozione deve trovare un’altra dimensione.

Non sempre sarà possibile giocare come contro la Sampdoria. A volte sarà necessario vincere una partita sporca, sfruttare una punizione, una deviazione, un recupero alto o una giocata individuale.

La Cremonese deve quindi aggiungere cattiveria e imprevedibilità alla propria qualità tecnica.

Anche il mercato può aiutare. Botturi sta cercando un esterno offensivo mancino proprio per aumentare le alternative nell’uno contro uno e offrire a Giampaolo caratteristiche differenti sulle corsie. Il problema emerso a Empoli suggerisce quanto un elemento capace di saltare l’uomo e creare superiorità possa diventare importante contro difese molto chiuse.

Il confronto tra Sampdoria ed Empoli, quindi, non deve necessariamente generare preoccupazione. Può invece diventare un’indicazione preziosa.

La prima partita ha mostrato quanto può essere bella e verticale la Cremonese quando riesce a sviluppare il proprio calcio. La seconda ha evidenziato ciò che ancora manca quando l’avversario decide di impedirglielo.

Ora arriva il Modena allo Zini.

E sarà interessante capire quale delle due Cremonese vedremo: quella brillante e concreta della Coppa Italia o quella dominante nel possesso ma troppo innocua degli ultimi trenta metri vista a Empoli.

La vera crescita della squadra di Giampaolo passerà probabilmente proprio da qui: riuscire a vincere anche quando la partita non assomiglia a quella che aveva preparato.

Sezione: Primo Piano / Data: Gio 27 agosto 2026 alle 09:00
Autore: Redazione TuttoCremonese
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