La Cremonese di Fabio Pecchia riparte nel modo migliore possibile. Alla prima partita del nuovo corso tecnico, i grigiorossi hanno superato il Padova per 3-1 allo Zini, conquistando i primi tre punti del loro campionato dopo le sconfitte nelle prime due giornate.
Un risultato importante soprattutto per il modo in cui è arrivato. La squadra è sembrata più aggressiva, più libera mentalmente e capace di sviluppare un calcio rapido e verticale. Un cambiamento evidente considerando che Pecchia aveva avuto soltanto pochi giorni per lavorare con il gruppo dopo essere tornato ufficialmente sulla panchina della Cremonese il 2 settembre.
Cremonese, Pecchia cambia subito l’atteggiamento
Il primo elemento emerso contro il Padova è stato l’approccio alla partita.
La Cremonese ha impiegato meno di un minuto per trovare il vantaggio: Vandeputte ha servito Licina, che ha apparecchiato il pallone per Federico Bonazzoli, bravo a realizzare l’1-0. Al 5’ è arrivato anche il raddoppio dello stesso Licina, prima della rete di Pompetti nel recupero del primo tempo e del definitivo 3-1 firmato ancora da Bonazzoli nella ripresa.
Più dei gol, però, ha impressionato la voglia della Cremonese di prendere immediatamente il controllo della gara.
Una squadra che nelle prime due giornate aveva raccolto zero punti si è presentata allo Zini senza paura, giocando con intensità e cercando continuamente la porta avversaria.
È probabilmente questo il primo effetto della cura Pecchia: ridare fiducia ad un gruppo che sembrava essersi bloccato mentalmente.
Il modulo resta, ma cambia l’interpretazione
Uno degli aspetti più interessanti riguarda il sistema di gioco. Pecchia non ha avuto bisogno di rivoluzionare completamente l’assetto tattico.
Contro il Padova la Cremonese si è schierata con il 4-2-3-1, con Agazzi in porta, Vogliacco, Bianchetti, Luperto e Rocchetti in difesa, Gerli e Pontisso davanti alla retroguardia e Licina, Berti e Vandeputte alle spalle di Bonazzoli.
Il cambiamento è stato soprattutto nell’interpretazione.
I tre giocatori offensivi hanno avuto grande libertà di movimento, Bonazzoli ha lavorato da riferimento centrale e i centrocampisti hanno cercato con maggiore rapidità le linee verticali.
Ne è nata una Cremonese meno prevedibile e soprattutto più difficile da leggere per gli avversari.
Bonazzoli centravanti può essere la grande intuizione
Tra le prime mosse di Pecchia spicca inevitabilmente quella riguardante Federico Bonazzoli.
Utilizzato come riferimento avanzato, l’attaccante ha risposto con una doppietta che ha indirizzato la partita. Lo stesso giocatore, nel post gara, ha sottolineato come l’obiettivo principale fosse dare immediatamente un’impronta alla sfida e conquistare una vittoria necessaria per il morale del gruppo.
Bonazzoli potrebbe quindi diventare uno degli uomini centrali del nuovo progetto tecnico.
La sua capacità di muoversi, dialogare con i trequartisti e attaccare la porta può sposarsi perfettamente con giocatori tecnici come Licina, Berti e Vandeputte.
Licina simbolo della nuova Cremonese
La partita contro il Padova ha inoltre confermato l’enorme potenziale di Adin Licina.
Il classe 2007 è stato schierato dal primo minuto sulla trequarti ed è risultato immediatamente decisivo con un assist e un gol. Una prestazione che ha contribuito a dare imprevedibilità alla fase offensiva grigiorossa.
Pecchia potrebbe aver trovato in lui uno dei giocatori ideali per sviluppare il proprio calcio.
Tecnica, rapidità nello stretto e capacità di attaccare gli spazi rendono Licina un elemento potenzialmente determinante in una categoria come la Serie B.
Pecchia: una squadra che torna a divertirsi
Le parole del tecnico dopo il successo fotografano perfettamente il cambiamento.
Pecchia ha evidenziato soprattutto come la squadra si sia divertita giocando e abbia mostrato intensità, qualità e grande disponibilità. Il tecnico ha anche sottolineato la necessità di coltivare questo atteggiamento per aumentare le possibilità di vincere le partite.
È forse questo il vero punto di partenza del nuovo corso.
Non soltanto tattica, quindi, ma soprattutto fiducia, entusiasmo e libertà mentale.
Dallo 0 in classifica alla possibile svolta
Il cambio in panchina era arrivato dopo appena due giornate di campionato. La società aveva deciso di sollevare Marco Giampaolo dall’incarico dopo le sconfitte contro Empoli e Modena, affidandosi ad un allenatore che conosce molto bene l’ambiente grigiorosso.
Pecchia aveva infatti già allenato la Cremonese tra il 2021 e il 2022, conquistando la promozione in Serie A al termine della sua precedente esperienza.
Il 3-1 contro il Padova non può naturalmente cancellare tutti i problemi nel giro di novanta minuti, ma rappresenta un segnale molto forte.
Cesena sarà la vera prova del nove
Adesso serviranno conferme.
La Cremonese tornerà in campo sabato 12 settembre contro il Cesena, nella quarta giornata di Serie B. Sarà un appuntamento importante per capire se quanto visto contro il Padova rappresenta soltanto la classica reazione al cambio di allenatore oppure l’inizio di una trasformazione più profonda.
Pecchia ha già dato una prima risposta.
La Cremonese sembra aver ritrovato entusiasmo, aggressività e soprattutto quella sensazione di poter fare male agli avversari ogni volta che accelera.
Una partita non basta per parlare definitivamente di svolta, ma l’effetto Pecchia è già evidente. E dopo un avvio così complicato, per i grigiorossi potrebbe essere proprio questo il punto da cui far ripartire la corsa verso le zone alte della Serie B.
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