Il finale del girone d’andata fotografa con chiarezza il momento più complicato della stagione della Cremonese Calcio in questa Serie A 2025-2026. La sconfitta maturata contro la Fiorentina non è soltanto un altro passo falso in classifica, ma rappresenta un segnale d’allarme profondo, perché inserito in una serie di prestazioni che stanno evidenziando limiti strutturali, soprattutto sul piano offensivo.

È la terza sconfitta nelle ultime quattro giornate, ma è quella che pesa di più. Arriva dopo il ko con il Napoli e dopo quello dell’Olimpico Grande Torino contro il Torino, creando una continuità negativa che va ben oltre il semplice risultato.

Un problema che va oltre la classifica

A preoccupare non è soltanto la graduatoria, ma il modo in cui la Cremonese sta affrontando le partite. Anche a Torino, a metà dicembre, la squadra aveva mostrato enormi difficoltà nel costruire occasioni credibili. Una fatica diventata ormai una costante, più che un episodio.

La sensazione è che la Cremo arrivi raramente negli ultimi sedici metri con pulizia, e quando ci riesce manchi di convinzione, tempi e soluzioni. Il possesso palla è spesso sterile, la manovra prevedibile, e gli avversari riescono a neutralizzare senza grandi affanni la fase offensiva grigiorossa.

L’ultimo gol come spartiacque

Il dato simbolo di questo periodo resta uno solo: l’ultimo gol segnato risale al 7 dicembre, nella vittoria interna contro il Lecce. A firmarlo fu Antonio Sanabria, nel secondo tempo di una gara che sembrava poter rappresentare una svolta positiva.

Da allora, però, la produzione offensiva si è progressivamente spenta. Sanabria resta l’ultimo nome sul tabellino marcatori, e questo racconta molto di una squadra che oggi fatica non solo a segnare, ma anche a creare le condizioni per farlo.

Una Cremonese prevedibile e in difficoltà

Il problema non sembra limitato ai singoli. È l’intero sistema offensivo a non funzionare come dovrebbe. Gli esterni incidono poco, il centrocampo fatica ad accompagnare l’azione e l’attacco resta spesso isolato, facilmente leggibile dalle difese avversarie.

Contro la Fiorentina, ultima in classifica, serviva una risposta forte. È arrivata invece una prestazione opaca, che ha accentuato la sensazione di una squadra in difficoltà anche sul piano mentale, oltre che tecnico.

Nicola chiamato a trovare nuove soluzioni

Per Davide Nicola, ora, la sfida è doppia. Da un lato serve ritrovare il gol, dall’altro è necessario introdurre nuove idee offensive per rendere la squadra meno prevedibile. Cambiare interpreti, moduli o principi: qualcosa dovrà mutare, perché l’attuale assetto non sta producendo risultati.

Il girone di ritorno non concede margini di attesa. Ogni partita diventa uno scontro diretto, e senza una svolta nella fase offensiva il rischio è quello di rimanere intrappolati nella parte bassa della classifica.

Il girone di ritorno come ultima chiamata

Il bilancio del girone d’andata lascia più ombre che luci. La Cremonese è chiamata a una reazione immediata, perché senza gol non si costruiscono salvezze. Ritrovare fiducia, soluzioni e coraggio sarà fondamentale per invertire una tendenza che, oggi, appare sempre più preoccupante.

Il tempo delle attenuanti è finito: ora servono risposte concrete, perché il girone di ritorno è già iniziato e la Serie A non aspetta.

Sezione: News / Data: Lun 05 gennaio 2026 alle 14:00
Autore: Redazione TuttoCremonese
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