Doveva essere l’uomo della rinascita, il tecnico capace di dare ordine, qualità e nuova linfa ad una Cremonese in difficoltà. Invece l’arrivo di Marco Giampaolo si è trasformato in un autentico incubo sportivo. La decisione della società di esonerare Davide Nicola per affidare la squadra all’ex allenatore di Sampdoria e Milan si sta rivelando una delle scelte più discutibili della stagione.

Il campo, come sempre, non concede attenuanti. Da quando Giampaolo si è seduto sulla panchina grigiorossa, la squadra ha avuto un crollo evidente sotto ogni aspetto: risultati, solidità mentale, organizzazione tattica e capacità di reagire nei momenti decisivi. Il girone di ritorno della Cremonese è stato un lento e continuo precipitare verso la zona retrocessione, fino ad arrivare ad una situazione oggi drammatica, con la Serie B ormai ad un passo.

Un cambio in panchina che ha peggiorato la crisi

La società aveva scelto di cambiare guida tecnica nella speranza di dare una sterzata ad una stagione complicata, ma l’effetto ottenuto è stato diametralmente opposto. Con Nicola, pur tra mille difficoltà, la squadra mostrava almeno spirito combattivo e una certa compattezza. Con Giampaolo, invece, la Cremonese ha progressivamente smarrito identità e certezze.

L’idea di imporre un calcio più ragionato e tecnico non ha mai realmente attecchito. La squadra è apparsa lenta, prevedibile e incapace di reggere l’urto emotivo delle partite decisive. I numeri parlano chiaro: una sola vittoria dal suo arrivo e una media punti insufficiente per sperare nella salvezza. Un rendimento che ha inevitabilmente trascinato il club nei bassifondi della classifica.

Ciò che preoccupa maggiormente è stata la totale assenza di segnali di crescita. Settimana dopo settimana, la Cremonese ha continuato a commettere gli stessi errori, mostrando enormi limiti nella fase difensiva e una sterilità offensiva diventata cronica. Nemmeno gli scontri diretti sono riusciti a cambiare l’inerzia di una stagione ormai compromessa.

Numeri impietosi e una squadra senza identità

Al di là dei risultati negativi, ciò che ha deluso maggiormente tifosi e ambiente è stata la sensazione di impotenza trasmessa dalla squadra. La Cremonese è sembrata spesso priva di carattere, incapace di reagire dopo uno svantaggio e soprattutto senza una chiara idea di gioco.

Giampaolo era stato scelto per valorizzare il palleggio e dare un’organizzazione moderna alla manovra, ma il progetto tecnico si è rapidamente sgretolato davanti alle difficoltà del campionato. Il possesso palla sterile, la mancanza di verticalità e una fase offensiva poco incisiva hanno reso la Cremonese una delle squadre meno pericolose del torneo.

Anche sul piano psicologico il gruppo ha accusato il colpo. Le sconfitte consecutive hanno alimentato sfiducia e tensione, mentre la classifica peggiorava giornata dopo giornata. In molti contestano alla società di aver scelto un allenatore poco adatto ad una lotta salvezza, puntando su principi tattici sofisticati quando sarebbe servito pragmatismo e concretezza.

Adesso il rischio retrocessione è diventato più reale che mai. La Serie B incombe e il fallimento tecnico appare evidente. Per una piazza che sperava di consolidarsi nella massima serie, l’epilogo rischia di essere amarissimo. E inevitabilmente, gran parte delle responsabilità finiranno sulla scelta di affidare la squadra a Giampaolo nel momento più delicato della stagione.

Sezione: Primo Piano / Data: Mer 06 maggio 2026 alle 12:00
Autore: Redazione TuttoCremonese
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