La Cremonese di Fabio Pecchia ha ritrovato entusiasmo dopo il 3-1 contro il Padova, ma il nuovo allenatore si trova già davanti a uno dei problemi più interessanti della stagione: come gestire una rosa estremamente profonda senza creare scontenti?

L’organico grigiorosso offre infatti alternative praticamente in ogni reparto. Baschirotto, Thorsby e Collocolo sono soltanto alcuni dei giocatori rimasti inizialmente fuori dall’undici contro il Padova, mentre in attacco Pecchia può scegliere tra Bonazzoli, De Luca, Djuric e Nasti, oltre ai giovani a disposizione.

Una situazione che rappresenta certamente un vantaggio.

Ma che può trasformarsi anche in una delle principali sfide gestionali della stagione.

Cremonese, Pecchia ha due squadre a disposizione?

Basta osservare la rosa ufficiale per comprendere la profondità dell’organico.

Tra i difensori figurano Luperto, Baschirotto, Bianchetti, Vogliacco, Fellipe Jack e Rocchetti, oltre alle alternative sulle corsie.

A centrocampo Pecchia può contare su Gerli, Pontisso, Thorsby, Collocolo, Berti, Grassi, Vandeputte, Elia, Lordkipanidze e Lottici Tessadri.

Davanti ci sono poi Bonazzoli, Djuric, De Luca, Nasti, Stückler e Licina.

È una rosa che permette all’allenatore di cambiare caratteristiche senza abbassare necessariamente il livello tecnico.

In Serie B può essere un vantaggio enorme.

Contro il Padova tanti nomi importanti fuori

Il primo vero segnale è arrivato proprio nella partita vinta contro il Padova.

Pecchia ha scelto inizialmente Agazzi; Vogliacco, Bianchetti, Luperto e Rocchetti; Gerli e Pontisso; Licina, Berti e Vandeputte; Bonazzoli.

Tra i convocati erano però presenti anche Baschirotto, Thorsby, Collocolo, Elia, De Luca, Djuric e Nasti.

Significa che diversi giocatori che in molte squadre di Serie B sarebbero potenziali titolari devono invece conquistarsi ogni settimana una maglia.

È questa la vera forza della Cremonese.

Ma anche il primo nodo che Pecchia dovrà gestire.

Baschirotto simbolo della concorrenza

Il caso più evidente riguarda Federico Baschirotto.

Il difensore è tornato disponibile dopo i problemi fisici, ma contro il Padova è partito dalla panchina.

Pecchia ha preferito confermare una linea diversa e il risultato gli ha dato ragione.

Quando Baschirotto raggiungerà il massimo della condizione, però, sarà difficile tenerlo costantemente fuori.

Ed è qui che inizieranno le vere scelte.

Luperto, Bianchetti e Vogliacco hanno esperienza e affidabilità. Fellipe Jack rappresenta un’ulteriore soluzione. La concorrenza sarà quindi elevatissima.

Thorsby e Collocolo devono conquistare spazio

Un discorso simile vale per il centrocampo.

Contro il Padova Pecchia ha scelto Gerli e Pontisso come doppio mediano, affidando invece a Berti un ruolo più avanzato.

In panchina c’erano però giocatori come Morten Thorsby e Michele Collocolo.

Thorsby offre fisicità, inserimenti e gioco aereo.

Collocolo garantisce dinamismo e capacità di attaccare gli spazi.

Due caratteristiche differenti che possono tornare utilissime durante la stagione.

Ma se Gerli e Pontisso continueranno a offrire equilibrio e qualità, riconquistare una maglia dall’inizio non sarà semplice.

In attacco la concorrenza è ancora maggiore

È probabilmente davanti che Pecchia dovrà compiere le scelte più difficili.

Bonazzoli ha segnato una doppietta contro il Padova, candidandosi con forza al ruolo di centravanti titolare.

Dietro di lui, però, ci sono giocatori come Milan Djuric, Manuel De Luca e Marco Nasti.

Tre attaccanti con caratteristiche differenti.

Djuric può offrire centimetri, sponde e presenza nell’area.

De Luca garantisce fisicità e profondità.

Nasti porta aggressività, mobilità e possibilità di attaccare lo spazio.

Se Bonazzoli continuerà a segnare, però, lo spazio iniziale per gli altri rischia inevitabilmente di diminuire.

Il 4-2-3-1 restringe ancora di più i posti

Il sistema utilizzato contro il Padova rende la competizione particolarmente feroce.

Nel 4-2-3-1 di Pecchia ci sono infatti soltanto due posti davanti alla difesa, tre sulla trequarti e uno da centravanti.

Il problema nasce dalla quantità di giocatori che possono occupare quelle posizioni.

Gerli, Pontisso, Thorsby, Collocolo e Grassi possono contendersi i posti in mezzo.

Berti, Vandeputte, Licina ed Elia possono giocare più avanti.

Bonazzoli, Djuric, De Luca e Nasti si contendono principalmente la posizione centrale.

Una vera abbondanza.

Pecchia può cambiare squadra in base all’avversario

La profondità della rosa offre però anche un’opportunità tattica straordinaria.

Contro una squadra chiusa, Pecchia può aumentare la qualità inserendo giocatori tecnici.

Contro avversari più fisici può affidarsi a Thorsby o Djuric.

Se serve profondità può utilizzare Nasti.

Se invece vuole maggiore palleggio può aumentare il numero dei centrocampisti tecnici.

La Cremonese può quindi diventare una squadra estremamente difficile da preparare.

Non esiste necessariamente un undici unico.

Ed è probabilmente questa la vera ricchezza a disposizione dell’allenatore.

Le cinque sostituzioni possono diventare decisive

Nel calcio moderno non contano soltanto i titolari.

Le cinque sostituzioni hanno modificato completamente il valore delle panchine.

Avere giocatori come Thorsby, Collocolo, Nasti, De Luca o Djuric pronti a entrare negli ultimi trenta minuti significa poter cambiare radicalmente una partita.

Una squadra può iniziare con qualità e successivamente aggiungere fisicità.

Oppure fare il contrario.

Per Pecchia diventa quindi fondamentale convincere tutti i giocatori che partire dalla panchina non significa essere marginali.

In Serie B molte partite si decidono proprio negli ultimi venti minuti.

Il vero rischio sono gli scontenti

Tanta abbondanza porta inevitabilmente con sé anche un pericolo.

Ogni giocatore vuole giocare.

Quando elementi importanti iniziano a collezionare panchine, la gestione dello spogliatoio diventa fondamentale.

Pecchia dovrà essere bravo a mantenere tutti coinvolti, distribuire minutaggio e soprattutto far percepire che le gerarchie possono cambiare rapidamente.

Tra campionato e Coppa Italia ci saranno opportunità.

Ma inevitabilmente qualcuno troverà meno spazio rispetto alle proprie aspettative.

È qui che entrerà in gioco la capacità gestionale dell’allenatore.

Cremonese troppo forte per la Serie B?

Guardando semplicemente ai nomi, è facile comprendere perché la Cremonese venga indicata tra le squadre con una delle rose più profonde del campionato.

La società dispone di calciatori con esperienza in Serie A, giocatori già protagonisti in Serie B e giovani di grande prospettiva.

L’organico ufficiale conferma la presenza di alternative importanti praticamente in ogni zona del campo.

Ma il campionato cadetto ha dimostrato molte volte che i nomi da soli non bastano.

Servono equilibrio, continuità e soprattutto capacità di trasformare la qualità individuale in una squadra.

La vera missione di Pecchia

La vittoria contro il Padova ha mostrato quanto potenziale abbia questa Cremonese.

Adesso Pecchia deve compiere il passaggio successivo: trasformare l’abbondanza in concorrenza positiva.

Se ci riuscirà, i grigiorossi potranno disporre di una risorsa enorme.

Chi parte titolare dovrà mantenere alto il rendimento perché dietro ci sarà sempre qualcuno pronto a prenderne il posto.

Chi entra dalla panchina potrà cambiare la partita.

E l’allenatore potrà modificare continuamente caratteristiche e interpreti senza stravolgere il sistema.

Il rischio degli scontenti esiste.

Ma per una squadra che punta alle zone alte della Serie B 2026-27, avere troppi giocatori forti resta comunque un problema che molti allenatori vorrebbero avere.

La Cremonese sembra aver costruito una rosa nella quale quasi nessuno può sentirsi indispensabile.

Ora spetta a Pecchia trasformare questa concorrenza in una delle armi principali della stagione.

Sezione: News / Data: Mer 09 settembre 2026 alle 16:30
Autore: Redazione TuttoCremonese
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