La prima Cremonese di Fabio Pecchia ha mandato un messaggio molto chiaro al campionato: davanti c’è qualità in abbondanza. Nel 3-1 contro il Padova del 6 settembre, il tecnico ha scelto un 4-2-3-1 con Adin Licina, Tommaso Berti e Jari Vandeputte alle spalle di Federico Bonazzoli. Una soluzione che ha funzionato immediatamente e che potrebbe diventare uno dei marchi di fabbrica della nuova gestione.

Tecnica, mobilità e capacità di cambiare posizione: i tre trequartisti hanno caratteristiche differenti ma complementari. Se Pecchia riuscirà a trovare il giusto equilibrio, la Cremonese potrebbe disporre di uno dei reparti offensivi più difficili da contenere dell’intera Serie B.

Licina, Berti e Vandeputte dietro Bonazzoli

La scelta iniziale contro il Padova è stata indicativa.

Davanti alla coppia di centrocampo formata da Gerli e Pontisso, Pecchia ha schierato Licina a destra, Berti in posizione centrale e Vandeputte sulla corsia opposta, lasciando Bonazzoli come riferimento più avanzato.

Sulla carta un 4-2-3-1. Nella pratica, però, la Cremonese ha mostrato molta più fluidità.

I tre giocatori alle spalle della punta hanno potuto muoversi, accentrarsi e accompagnare l’azione, creando continuamente nuove linee di passaggio.

È proprio questa imprevedibilità che potrebbe diventare uno dei punti di forza della squadra.

Vandeputte subito determinante

Tra i protagonisti del successo sul Padova c’è stato sicuramente Jari Vandeputte.

La sua qualità sulla fascia sinistra ha prodotto due azioni decisive. Dopo meno di un minuto, il suo traversone ha raggiunto Licina sul secondo palo: il tedesco ha poi servito Bonazzoli per il gol dell’1-0. Nella ripresa è stato ancora Vandeputte a confezionare l’assist per la seconda rete personale di Bonazzoli, quella del definitivo 3-1.

Due azioni che raccontano perfettamente quanto possa essere importante.

Vandeputte dispone di tecnica, visione e capacità di creare superiorità nell’ultimo terzo di campo. In una squadra che vuole mantenere un atteggiamento propositivo può diventare uno dei principali creatori di occasioni.

Licina porta imprevedibilità e gol

Se Vandeputte rappresenta una certezza, Adin Licina è probabilmente la grande sorpresa di questo inizio di stagione.

Contro il Padova il classe 2007 ha impiegato appena cinque minuti per mettere la propria firma sulla partita: prima l’assist per Bonazzoli, poi il gol del 2-0.

La sua presenza aggiunge qualcosa di diverso alla Cremonese.

Licina ama ricevere tra le linee, attaccare gli spazi e puntare direttamente la porta. La capacità di giocare rapidamente nello stretto può diventare fondamentale soprattutto contro squadre che tendono a difendersi con molti uomini dietro la linea del pallone.

La sensazione è che Pecchia abbia tra le mani un talento ancora tutto da scoprire.

Berti può essere l’uomo dell’equilibrio

Nel trio offensivo, Tommaso Berti ha un compito forse meno appariscente ma altrettanto importante.

La sua capacità di muoversi centralmente consente infatti agli altri trequartisti di trovare maggiore libertà. Può abbassarsi per partecipare alla costruzione, occupare gli spazi tra centrocampo e difesa avversaria oppure accompagnare Bonazzoli negli ultimi metri.

Non è quindi necessario che tutti e tre i trequartisti vadano costantemente alla ricerca della giocata individuale.

Berti può essere il giocatore in grado di dare collegamento e continuità alla manovra, permettendo a Licina e Vandeputte di concentrarsi maggiormente sull’ultimo passaggio.

Una Cremonese molto più difficile da leggere

La vera forza di questo sistema è la possibilità di cambiare continuamente disposizione senza effettuare sostituzioni.

Licina può accentrarsi. Vandeputte può partire largo e venire dentro al campo. Berti può abbassarsi oppure inserirsi alle spalle della punta.

Anche Bonazzoli può muoversi fuori dall’area per creare spazio ai compagni.

Per le difese avversarie significa perdere riferimenti precisi.

Il successo contro il Padova ha mostrato una Cremonese capace di sviluppare il gioco con grande intensità e qualità, due aspetti evidenziati anche dallo stesso Pecchia nel dopogara. Il tecnico ha sottolineato soprattutto la voglia della squadra di giocare e la necessità di mantenere questo atteggiamento.

Pecchia ha tante alternative

L’altro grande vantaggio riguarda la profondità della rosa.

Contro il Padova erano disponibili anche giocatori come Collocolo, Thorsby, Elia, Nasti, Djuric e De Luca, oltre ad altri elementi in grado di modificare le caratteristiche della squadra nel corso della partita.

Questo permette a Pecchia di cambiare volto alla Cremonese a seconda dell’avversario.

Se servirà maggiore fisicità potrà affidarsi ad altre soluzioni. Se invece vorrà mantenere qualità e mobilità tra le linee, il trio Berti-Licina-Vandeputte appare già come una delle opzioni più affascinanti.

Il nuovo tridente può diventare l’arma della Cremonese

Una partita non basta naturalmente per stabilire gerarchie definitive.

Il 3-1 contro il Padova, però, ha offerto un primo indizio molto interessante: Berti, Licina e Vandeputte possono convivere perfettamente alle spalle di Bonazzoli.

Il prossimo test arriverà il 12 settembre contro il Cesena, quando la Cremonese sarà chiamata a confermare lontano dallo Zini quanto mostrato nella prima partita della nuova gestione.

Se il trio continuerà a sviluppare intesa e automatismi, Pecchia potrebbe aver trovato molto più di una semplice soluzione tattica.

Potrebbe aver individuato il cuore della sua nuova Cremonese: tre giocatori tecnici, mobili e imprevedibili capaci di trasformare ogni accelerazione in un potenziale pericolo.

Sezione: News / Data: Mer 09 settembre 2026 alle 09:00
Autore: Redazione TuttoCremonese
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