Mattinata di presentazioni al Centro Arvedi: oggi, mercoledì 28 gennaio, la Cremonese ha accolto ufficialmente Milan Djuric, nuovo rinforzo per l’attacco grigiorosso. Il centravanti bosniaco, classe 1990, è tornato a parlare davanti ai media locali a distanza di tredici anni dalla sua prima esperienza in città, condividendo sensazioni e obiettivi in vista della seconda parte di stagione.

Ad aprire la conferenza è stato il direttore sportivo Simone Giacchetta, che ha spiegato le ragioni dell’operazione: «Presentiamo un nuovo giocatore, un volto conosciuto sia in Italia che a Cremona. Djuric non ha bisogno di grandi presentazioni per i nostri tifosi, abbiamo ponderato bene il suo arrivo, si è concretizzato nelle ultime battute, come avviene quasi sempre nel mercato di gennaio. L’acquisto è funzionale al nostro sistema di gioco, si confà agli altri attaccanti che abbiamo in rosa. Conosce bene i calciatori e gli obiettivi, abbiamo tanta fiducia in Djuric: uomo di valori e giocatore di esperienza, che ha già vissuto questi momenti».

Il ritorno dopo 13 anni

Interpellato su come sia maturata la possibilità di rientrare a Cremona e su cosa significhi rivedere questo ambiente dopo tanto tempo, Djuric ha raccontato il percorso che ha portato alla firma: «Ringrazio la società e il Cavaliere per la fiducia mostrata nei miei confronti. Come ha detto il direttore, si era palesato il trasferimento già nei primi giorni di mercato, poi sappiamo che va un po’ per le lunghe la finestra di gennaio. Io avevo palesato la volontà di tornare ed è successo, sono contento. È un ritorno, è passato tanto, sono cresciuto nel tempo come calciatore e come uomo. Sono emozionato, qui ero stato bene e torno con un bagaglio di esperienza maggiore, pronto per lottare coi miei compagni per raggiungere l’obiettivo».

Incastro in attacco e rapporto con Bonazzoli

Sul tema delle gerarchie e della convivenza con gli altri attaccanti, l’ex Parma ha chiarito la propria disponibilità e la voglia di incidere: «Da parte mia c’è tutta la disponibilità possibile, mi metto a disposizione del gruppo. I ragazzi davanti hanno caratteristiche diverse, sono pronto a ritagliarmi il mio spazio ma soprattutto a dare il mio contributo: è una stagione importante per la Cremonese e il suo futuro. Consolidare la categoria è il massimo che c’è. Le caratteristiche mie sono evidenti, potrei anche dare una mano a recuperare il risultato. Bonazzoli lo conosco bene, così come altri. Gli altri li conosco per averci giocato contro. Non è stato difficile inserirsi, sono tranquillo e concentrato per le prossime partite».

Il peso di Nicola nella scelta

Inevitabile un passaggio su mister Davide Nicola e sul suo ruolo nel trasferimento: «Ha pesato il giusto, sono molto affezionato a lui: so come lavora, so che persona sia. I tempi dell’accordo sono stati rapidi, il mister ha inciso e anche altri ragazzi che ho sentito in questi giorni. Mi hanno dato sensazioni ottime».

La Cremonese vista dall’esterno

Djuric ha poi descritto la squadra grigiorossa per come l’ha osservata da avversario, soffermandosi sul momento e sul lavoro quotidiano: «Da fuori ho visto una squadra molto ostica da affrontare, con tantissimo entusiasmo dovuto al ritorno in Serie A. Sarà sempre dura affrontare la Cremonese. I momenti di difficoltà ci sono in tutte le squadre, non dobbiamo farci prendere dall’ansia e dallo stress, ma rimanere uniti nel bene e nel male. Bisogna concentrarsi ancora di più nei dettagli, dobbiamo guardare 90 minuti alla volta».

Leader nello spogliatoio

Dal campo allo spogliatoio, l’attaccante ha commentato anche l’etichetta di “uomo gruppo” che si porta dietro: «Sono stato bene a Parma con lo spogliatoio, la società e i tifosi. Nel calcio sappiamo che se hai poco spazio e hai ancora voglia di giocare, poi si fanno certe scelte. Sono orgoglioso del percorso che ho fatto, ci sono tanti giocatori stranieri anche là e io ho dato una mano da “vecchio” del gruppo. Mi sono sempre messo a disposizione, mi fa piacere se da Parma è arrivato questo messaggio».

Convivenza con Vardy

Una battuta anche sul possibile tandem con Vardy, 39 anni: «L’età conta fino a un certo punto, ormai nel calcio si è arrivati talmente al dettaglio nel recupero che si può continuare a giocare fino a età avanzata. Con Vardy possiamo completarci, ma anche con gli altri ragazzi. Decide il mister, in base a quello che vede».

L’ambizione di Cremona, ieri e oggi

Infine, Djuric ha chiuso tornando con la memoria agli anni della Lega Pro e alle intenzioni della proprietà già allora chiarissime: «Ricordo bene la voglia del Cav. Arvedi anche ai tempi, per la voglia che aveva di portare in alto questa piazza. C’era un’ambizione pazzesca, eppure eravamo in Lega Pro. Si era capito cosa volesse fare il Cavalier Arvedi».

Sezione: News / Data: Mer 28 gennaio 2026 alle 11:41
Autore: Davide Furini
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