C’è un numero che più di ogni altro fotografa il momento complicato della Cremonese: due gol segnati nelle ultime otto giornate di campionato. Un dato allarmante, reso ancora più significativo dal fatto che entrambe le reti siano arrivate nella stessa partita, contro il Cagliari. Per il resto, il tabellino racconta un lungo silenzio offensivo che sta pesando in modo evidente sul rendimento dei grigiorossi.

Non si tratta soltanto di una questione di concretezza sotto porta. A preoccupare è anche la difficoltà cronica nel creare occasioni realmente pericolose. La produzione offensiva si è assottigliata settimana dopo settimana, trasformando molte gare in esercizi di possesso palla fine a sé stesso, senza la capacità di incidere negli ultimi trenta metri.

Lo spartito si è ripetuto anche nella recente sfida contro il Sassuolo. La partita si è messa subito in salita, complice un avvio disastroso: palla persa in modo sanguinoso da Alberto Grassi, contropiede immediato degli emiliani e conclusione centrale mal gestita da Emil Audero, che ha spianato la strada al gol subito in avvio.

La reazione della squadra di Davide Nicola non è mancata sul piano dell’atteggiamento. La Cremonese ha provato a prendere in mano il pallino del gioco, aumentando il possesso e cercando di schiacciare il Sassuolo nella propria metà campo. Tuttavia, quella pressione si è rivelata sterile: tanto giro palla, poche accelerazioni, quasi nessuna imbucata capace di spezzare le linee avversarie.

L’unica vera, grande occasione costruita dai grigiorossi è arrivata sui piedi di Jamie Vardy, servito con precisione da Jari Vandeputte. Un’opportunità limpida, però non sfruttata, che avrebbe potuto cambiare l’inerzia del match. E invece è rimasta un episodio isolato, insufficiente per ribaltare una gara nata male e mai davvero raddrizzata.

Il problema, dunque, è duplice: pochi gol e poche occasioni. Una combinazione che rende ogni partita una salita ripidissima. Per uscire da questo tunnel, la Cremonese dovrà ritrovare non solo fiducia, ma anche soluzioni offensive più efficaci, magari attraverso il mercato o un diverso assetto tattico. Perché il possesso, senza pericolosità, rischia di diventare solo un’illusione di controllo.

Sezione: News / Data: Mar 27 gennaio 2026 alle 10:00
Autore: Redazione TuttoCremonese
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