Il ritorno in Serie A della Cremonese, conquistato al termine di un'emozionante stagione 2024-2025 culminata con la vittoria nei playoff contro lo Spezia, si sta rivelando come previsto un'autentica battaglia per la sopravvivenza. Dopo 22 giornate del campionato 2025-2026, i grigiorossi occupano la 14ª posizione con 23 punti, frutto di 5 vittorie, 8 pareggi e 9 sconfitte. Ma è soprattutto sul fronte realizzativo che emergono i dati più preoccupanti. 

Il problema dell'attacco: solo 20 gol in 22 partite

Con appena 20 reti segnate, la Cremonese presenta uno degli attacchi meno prolifici della Serie A. A fronte dei 20 gol realizzati, la squadra di Nicola ne ha subiti 29, con una differenza reti di -9 che pesa come un macigno sulla classifica. Per fare un confronto, le dirette concorrenti nella lotta salvezza mostrano numeri leggermente migliori: il Cagliari (12° con 25 punti) ha segnato 24 gol, mentre il Genoa (13° con 23 punti) ne ha realizzati 25.

La crisi realizzativa è certificata da un dato impietoso: dieci partite terminate a secco su 22 giornate disputate, quasi la metà del totale. L'ultima sconfitta contro il Sassuolo (1-0) ha rappresentato la terza partita consecutiva senza trovare la via del gol (settima nelle ultime dieci), evidenziando una sterilità offensiva che sta diventando strutturale e preoccupante.

L'analisi degli Expected Goals: occasioni create ma non concretizzate

Le statistiche avanzate raccontano una storia interessante. Guardando agli Expected Goals (xG), emerge che la Cremonese non crea un numero elevato di occasioni di alta qualità. I due attaccanti principali mostrano dati contrastanti:

Federico Bonazzoli: 5 gol segnati su 4,2 xG (+0,8 rispetto alle attese), con uno xGOT di 5,0 che indica buona precisione nei tiri.

Jamie Vardy: 5 gol realizzati su 3,6 xG (+1,4), ma con ben 5 grandi occasioni mancate, la cifra più alta della squadra.

Antonio Sanabria: 0 gol su 2,4 xG, un chiaro segnale di inefficienza sotto porta.

Guardando ai dati per 90 minuti, Bonazzoli guida con 0,36 gol ogni 90', seguito da Vardy con 0,31. Sono numeri che, in una squadra di alta classifica, sarebbero accettabili per esterni o centrocampisti, ma decisamente insufficienti per i riferimenti offensivi di una squadra che lotta per la salvezza.

L'aiuto dal centrocampo: luci e ombre

Jari Vandeputte si conferma il faro creativo della squadra con 4 assist (il migliore), 37 occasioni create (di cui 7 grandi occasioni) e 3,3 xA (assist previsti). Il belga dimostra qualità nella rifinitura ma spesso manca l'ultimo tassello: la concretizzazione.

Franco Vázquez, prima di lasciare la squadra per tornare in Argentina, aveva fornito un contributo importante con 2 assist, 10 occasioni create e un xG+xA per 90 minuti di 0,51, il migliore della rosa. La sua partenza rappresenta una perdita significativa per la fase di costruzione.

Alessio Zerbin ha creato 4 grandi occasioni e fornito 2 assist, dimostrando di essere un'arma importante sulle fasce, mentre Martín Payero, con solo 1 gol in 22 presenze, rappresenta uno dei punti interrogativi più grandi: per un trequartista, il bottino è troppo magro.

La fase difensiva: numeri incoraggianti

Se l'attacco preoccupa, la difesa mostra segnali più positivi. Emil Audero è stato il migliore della squadra con una valutazione FotMob di 7,18, completando 1620 minuti con 6 clean sheet (porte inviolate). Il portiere ex Inter ha mantenuto una percentuale di parate del 78,2% con 4,4 salvataggi ogni 90 minuti e ha evitato 2,1 gol rispetto agli Expected Goals avversari, confermandosi un baluardo fondamentale.

In difesa, il duo Federico Baschirotto-Filippo Terracciano ha giocato praticamente sempre: Baschirotto ha collezionato 1980 minuti (il più alto della squadra) con 6,8 spazzate ogni 90', mentre Terracciano ha disputato 1871 minuti con 3,8 spazzate e 1,7 intercetti per partita. Entrambi hanno anche contribuito in fase offensiva con 2 gol a testa, un segnale della difficoltà dell'attacco quando persino i difensori devono salire in cattedra.

Il problema delle grandi occasioni mancate

Un dato che fa riflettere riguarda le grandi occasioni sprecate. Jamie Vardy guida questa particolare classifica con 5 chance clamorose non sfruttate, seguito da Sanabria (3) e Terracciano (2). In una squadra che fatica a creare palle gol, sprecare quelle che capitano diventa un lusso che la Cremonese non può permettersi. 

Ciò non toglie che l'inglese per impegno e contributo concreto alla manovra offensiva rimane il faro imprescindibile della squadra, specie in questo momento di particolare difficoltà.

Disciplina e duelli: battaglieri ma non troppo

Sul piano disciplinare, i grigiorossi mostrano una certa aggressività che è ovviamente richiesta nella lotta salvezza. Giuseppe Pezzella e Martín Payero guidano la classifica delle ammonizioni con 6 cartellini gialli a testa, mentre Payero è anche il più falloso con 2,6 falli ogni 90 minuti. Solo Federico Ceccherini ha rimediato un'espulsione diretta con la Lazio per salvare una chiara occasione da rete.

Dato sul quale riflettere è il fatto che dopo 22 giornate non ci siano difensori centrali in diffida o squalificati per il raggiungimento del limite di ammonizione. Che serva forse fare qualche fallo in più?

Nei duelli individuali, Franco Vázquez dominava con 3,3 contrasti ogni 90' prima della partenza, seguito da Zerbin (2,9) e Barbieri (2,8). Payero si distingue nei dribbling riusciti con 1,4 per partita, un dato importante per una squadra che fatica a scardinare difese chiuse.

Il mercato risponde: l'arrivo di Djuric

Per correre ai ripari, la società ha deciso di puntare su Milan Djuric, attaccante bosniaco classe 1990 in arrivo dal Parma. Per il gigante di 196 cm si tratta di un ritorno a Cremona dopo tredici anni: nella stagione 2012-13 aveva già vestito la maglia grigiorossa, realizzando 3 gol in 20 presenze.

La speranza è che la sua fisicità e il gioco aereo possano dare un'alternativa tattica concreta. Con Bonazzoli che produce 0,9 tiri nello specchio ogni 90' e con Vandeputte che crea 7 grandi occasioni ma manca chi le trasformi in gol, l'arrivo di un attaccante di peso e esperienza può rappresentare la svolta. Djuric dovrà però integrarsi rapidamente in un meccanismo che al momento produce solo 0,91 gol a partita.

La lotta salvezza: margine ridotto ma non precluso

Con 23 punti dopo 22 giornate, la Cremonese si trova in una posizione delicata. Il margine sulla zona retrocessione è minimo: Lecce (18 punti), Fiorentina (17 punti), Verona e Pisa (entrambe a 14 punti) sono tutte a tiro. La striscia di otto partite consecutive senza vittorie rappresenta un campanello d'allarme che non può essere ignorato.

Il dato degli 8 pareggi su 22 partite (36% del totale) fotografa una squadra solida ma poco incisiva. I grigiorossi sanno difendersi - come dimostrano i 6 clean sheet di Audero - ma non riescono a tramutare la solidità difensiva in risultati pieni. Nelle 10 partite terminate a secco, ben 4 si sono concluse con un pareggio 0-0, dimostrando l'incapacità di sbloccare gare equilibrate.

Le prospettive future

La Cremonese ha dimostrato di avere una buona organizzazione difensiva e giocatori di qualità in mezzo al campo. Audero è il migliore della squadra (7,18 di rating), seguito da Vandeputte (6,92) e Terracciano (6,89). Il problema è chiaramente la fase conclusiva: con una media di 0,91 gol a partita, servono più cattiveria sotto porta, maggior qualità negli ultimi 20 metri e soprattutto un centravanti che garantisca una doppia cifra di gol a fine stagione.

Gli xG complessivi suggeriscono che la squadra non crea tantissimo ma che, quando lo fa, non concretizza abbastanza. Vardy con 5 grandi occasioni mancate e Sanabria con 0 gol su 2,4 xG sono i simboli di questa inefficienza. L'arrivo di Djuric potrebbe cambiare le dinamiche offensive, offrendo un punto di riferimento fisico che finora è mancato.

Il verdetto finale? Con 16 partite ancora da giocare e 48 punti in palio, la salvezza è ancora più che alla portata. Ma servirà una svolta immediata, soprattutto in zona gol. La strada si sta mettendo in salita, ma i numeri difensivi danno speranza: se la Cremonese riuscirà a portare la media realizzativa anche solo a 1,2 gol a partita, la permanenza in Serie A sarà possibile.

(Statistiche estrapolate dal sito FotMob)

Sezione: Primo Piano / Data: Mer 28 gennaio 2026 alle 09:52
Autore: Davide Furini
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