Chissà se, quando giocava con il Gent nel natio Belgio oppure calcava per la prima volta i rettangoli verdi italiani in Lega Pro con i colori della Viterbese Castense, avrebbe immaginato di trovarsi un giorno nel pianeta più luminoso del calcio tricolore ovvero la serie A. Un fatto è certo: Jari Vandeputte ha atteso a lungo quest'occasione e, ora che è salito sulla giostra, ci vuole ballare nel modo migliore. Il tecnico grigiorosso Davide Nicola ne ha tessuto le lodi sin dall'inizio e ha affermato apertis verbis che, pur essendo nuovo della massima serie, il ragazzo ci si è già saputo calare benone e ha tutte le carte in regola per alzare ancora maggiormente l'asticella. Dopo una buona prestazione con il Milan e una discreta con il Sassuolo, anche contro l'Hellas Verona il ragazzo venuto dal Belgio ha dimostrato di poter ben figurare e di meritarsi la stima e la fiducia dell'ambiente.
Una storia che parte da lontano
Jari capisce che il calcio può diventare la sua vita sin da quando le giovanili del Gent ne intuiscono l'enorme potenziale. La voglia di darsi da fare con l'umiltà ben attaccata alla casacca per cercare di ritagliarsi un posto nell'universo dei grandi non gli fa difetto e l'occasione gli si offre sul piatto d'argento nel 2013 quando il Gent lo fa debuttare in prima squadra impiegandolo in 14 partite. Di lui cominciano ad accorgersi anche al di fuori della città belga che in francese si chiama Gand ed era la capitale dell'antica contea delle Fiandre. Il Roeselare lo mette sotto contratto e gli garantisce ventuno gettoni di presenza nei quali comincia anche a far capire che gli è connaturato anche il "vizio" del gol realizzandone due. Nel tempo i confini delle sue ambizioni si allargano non soltanto caratterialmente ma anche in senso geografico. Vandeputte prende un aereo che lo porta sino a Eindhoven, patria di una nota marca di televisori ma anche, calcisticamente parlando, del Psv Eindhoven e dell'Eindhoven, Si accasa a quest'ultima che milita nel campionato cadetto della terra dei tulipani e si sa ritagliare un biglietto da visita di cinquantotto presenze e sei reti. Gli echi delle sue prestazioni si diffondono ulteriormente e anche il calcio italiano si accorge di lui. A intuirne le potenzialità è un club laziale che milita in Lega Pro, la Viterbese Castrense dove giunge nel 2017 e, al suo debutto il 17 agosto contro il Prato, ringrazia subito della fiducia che gli è stata accordata andando a bersaglio. Al club tusciano giunge peraltro proprio la stagione successiva a quella in cui la Cremonese, inserita nello stesso girone, spiccava il volo per la cadetteria dopo un emozionante testa a testa con l'Alessandria con cui condivise lo stesso numero di punti, 78, ma su cui prevalse in termini di scontri diretti. Nella squadra laziale Vandeputte lascia un'impronta robusta di 64 presenze condite da otto reti. Ben lungi dall'avere fine a questo punto, la sua esperienza italiana si irrobustisce grazie all'opportunità che gli è offerta dal Vicenza, squadra giunta clamorosamente seconda nella stagione 1977-78 alle spalle della scudettata Juventus ma finita poi in Lega Pro con qualche sporadico ritorno in B e alla ricerca di antichi fasti. Con i berici Vandeputte non delude le attese e lascia un patrimonio di cinquantatrè partite e tre centri.
Lo sbarco in serie B con Catanzaro e Cremonese sino all'Olimpo della serie A
Nel 2021 finisce al Catanzaro in prestito. Dovrebbe trattarsi di un'esperienza transitoria ma i giallorossi capiscono come quel ragazzo di 174 centimetri per 69 chilogrammi in grado di avere un impiego poliedrico di centrocampista, mezzala e attaccante puro possa giovare molto alla causa e se lo prendono in famiglia a titolo definitivo. Ci resta sino al 2024 e fa segnare quella che, a oggi, è la sua esperienza più corposa grazie a 104 discese in campo condite da ventisette reti. Con il Catanzaro dell'ex Latina Vincenzo Vivarini raggiunge la zona playoff e si trova di fronte proprio quella Cremonese che sarebbe poi diventata di lì a poco la sua nuova dimora calcistica. Ambedue le sfide, allo Zini prima e al Ceravolo poi terminano a reti bianche ma, al di là delle statistiche, la dirigenza grigiorossa finisce per invaghirsi di lui e lo mette sotto contratto nel 2024. Vandeputte rinforza ulteriormente il suo bagaglio professionale e il suo minutaggio in cadetteria e, in trentasei presenze, va a segno quatrto volte. Le sue prestazioni bastano al sodalizio della città del Torrazzo per regalargli il passaporto per varcare la porta che conduce verso la serie A.
Le sue caratteristiche tecniche
Quando si parla di manovra offensiva, Jari il belga ha dimostrato di saperci fare con disinvoltura non soltanto in una pluralità di ruoli, ma anche su entrambe le fasce e di avere anche una buona sicurezza quando si tratta di lasciare sul posto gli avversari a colpi di dribbling. Come mezzala ha sicuramente catturato l'attenzione per la sua capacità di essere efficace metronomo nella manovra. Caratteristiche che intende portare in fotocopia anche in serie A, forte della bellezza di un sogno raggiunto ma anche della voglia di continuare ad assecondarlo per non risvegliarsi. "Era da otto anni che aspettavo di cominciare a calcare i campi della serie A- sono le sue parole rilasciate tempo fa in un'intervista - e credo di avere le caratteristiche giuste per poterci stare bene, ho dalla mia l'umiltà e il desiderio di ritagliarmi più minuti possibili".
Gli elogi di Giovanni Stroppa e Davide Nicola
Giovanni Stroppa ebbe a elogiarlo in più occasioni: "deve fare ciò che è indubbiamente capace di fare- disse in un'intervista - sa segnare reti tutt'altro che banali". La stessa fiducia gli è stata accordata sin dall'inizio da Nicola che ha sostenuto come, con Collocolo anch'egli nuovo della massima serie, Vandeputte possa sfruttare una formidabile opportunità per diventare un calciatore al punto ottimale di maturazione. "La loro - ha spiegato - non è una fame isterica ma ragionata". Jari è insomma intenzionato a salire di ulteriori gradini nella sua appetibilità di calciatore. Con la voglia di guardare al futuro con l'entusiasmo a mille ma anche tenendosi stretto il passato. Anche nel cuore. Come quando, congedandosi dal Catanzaro, affermò: "sono orgoglioso di avere lottato per una maglia così importante e questa società avrà sempre un posto nel mio cuore". Come nel suo cuore, naturalmente, ci si è accomodata anche la Cremonese
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