Luciano Spalletti allenatore della Juventus ha parlato in conferenza stampa alla vigilia del match con la Cremonese:
"Siamo cresciuti in molte cose, però dobbiamo andarne ad acchiappare altre cose che fanno parte del calcio attuale. Per esempio la riconquista veloce dà sicurezza e ti permette di ricominciare l'azione dal posto dove l'avresti finita oppure dentro le continue pressioni e aggressioni capitano più duelli e seconde palle e avere il calciatore che mette in condizione la squadra di gestirle è come vincere un dribbling o un'azione dove viene fuori un tiro in porta. Molte di queste cose che non riteniamo importanti perchè abbiamo una visione ancora da approfondire".
Ha le stesse sensazioni del suo primo anno a Napoli?
"Non è abbinabile a quella sensazione, ma ad un modo di lavorare e di essere che attraverso del sentimento, io voglio bene a questo sport e mi emoziona, sono le sensazioni che ho avuto tutte le volte che ho fatto questo lavoro dentro un club. Quelle sensazioni che mi danno i calciatori a partecipare e essere a disposizione. Secondo me siamo sulla buona strada m c'è da rifarlo tutte le volte. C'è il problema di riportare la squadra nella metà campo avversaria a fare la partita e dobbiamo vedere se saremo capaci di rifarlo con la Cremonese. Quando vedo le squadre di Nicola si riconosce il mestiere, lui sa sfruttare i momenti della partita che per altri sono normali e lui ci trova la cosa eccezionale da far fare alla squadra".
Questo è un mese decisivo?
"Giocare il lunedì ci permette di vedere le altre partite e per nessuno è facile vincere. Questo è un concetto che ti frega pensare che puoi vincere delle partite più facile. Le insidie ci saranno sempre e ora arriveranno le Coppe Europee e la Coppa Italia. E' un concetto che ti frega pensare che ci siano partite che puoi vincere più facilmente, ti frega che se fai bene pensi di avere la strada spianata. Noi dobbiamo andare ad acchiappare sempre il massimo perchè quando abbassi il livello trovi sempre squadre che lottano come ad esempio il Pisa. Rientrano in mezzo le competizioni europee, si accavallano le fatiche, ci sono le insidie. Il problema è ripetersi, siamo sempre noi a dover andare verso la vittoria, la vittoria non viene verso di noi se non siamo noi a fare la prima mossa. Meglio prendere in considerazione una partita alla volta.
Si sente nel posto giusto al momento giusto?
"È un po' il piacere di fare questo lavoro qui quando ottieni i risultati. Però dipendi sempre dalla disponibilità dei giocatori perchè fanno sempre loro la differenza. Quando mi avete chiesto che sembrava non ci fosse fiducia ho sempre detto la stessa cosa e mi sembrava di essere l'unico a crederci ma è in quella maniera che si ha a che fare con dei calciatori forti, con dei ragazzi umili che sanno stare dentro una squadra. L'individualità viene fuori dentro la squadra, poi si vedrà se siamo bravi a mantenere questo livello. Bisognerebbe fare come la Ferrari in Formula 1, usare il campo fino ai cordoli perchè ogni tanto non sappiamo usarlo tutto il campo. Bisognerebbe farlo sempre, questa continua rotazione in tutta l'ampiezza del campo".
Come ha visto David?
"Può essere un'iniezione di fiducia perchè ha giocato una grande partita. Io mi aspetto che possa continuare a crescere, perchè lega benissimo con la squadra. Lui viene a creare superiorità in altre zone di campo. Poi ha una buona intesa con la squadra e domani gli diamo fiducia".
Si aspettava delle reazioni sulla frase dei "videini"?
"Mi è sembrato eccessivo quello che è venuto fuori. Manca una gestione di chi deve fare cosa e allor si deve andare avanti perchè certe situazioni di campo per capire fino in fondo bisognerebbe averle vissute. Si ha impressione che si voglia non solo commentare ma anche andare un po' oltre. Io per le conferenze ho 4 professionisti di alto livello che mi fanno la sintesi di tutto quello che avviene ed è una cosa che viene fuori da un lavoro fatto, non è che mi alzo e vado contro qualcuno. Vengono dette per 3-4 volte delle cose non bellissime da ricevere e una volta gli si dice qualcosa. Poi c'è la chiamata alle armi di tutti per difendere le categorie ma io non volevo questo. Mio fratello mi diceva: solo dicendo quello che pensi puoi creare i presupposti per un chiarimento".
La Juve può fare 50 punti nel girone di ritorno?
"Non lo so, perchè la strada è ancora molta da percorrere. Intanto pensiamo che per dare una pedata al pallone dobbiamo guadagnarcela. Poi andremo a vedere dove si andrà a cascare. Meglio correre non correre troppo e prendere in visione partita per partita. Ci sono tante partite, ci si mettono di mezzo situazioni, meglio non correre troppo. Poi ne parleremo tanto abbiamo tempo".
Considera ancora Chiesa come il Sinner del calcio italiano?
"In quel momento avevo Chiesa in squadra e volevo fare un complimento ad un mio giocatore. Sinner è tra i più forti ad avere quella perseveranza forse in quel momento era per i colpi perchè è calciatore che saltava l'uomo e creava scompiglio. Questa è una cosa fondamentale nel calcio e penso gli contestino questo per non farlo giocare, perché ha una qualità altissima. Poi finisce qui perchè gioca in un'altra squadra".
Su Miretti?
"Il papà di Miretti se ha un figlio così professionista e perbene.... ora si farà anche il ricevimento con i genitori perchè dicono delle cose giuste come h detto suo papà. Miretti è un calciatore che ci fa comodo, ha possibilità di crescita, ha un bel motore, gli mncherebbe un po' di scocc ma è uno che i contrasti li fa. Io non ho chiesto niente soprattutto a centrocampo, mi stanno bene i centrocampisti che ho. Il mercato genera possibilità di calciatori anche forti, genera calciatori distratti, però poi se si rimane così per me va benissimo".
È soddisfatto della fase difensiva?
"Mi sta piacendo perchè la nostra miglior fase difensiva è il nostro possesso palla. Una chiave di lettura che è l'opposto, ma sono contento di questa cosa, di andare a fare possesso palla finalizzato a creare più occasioni possibili. La cosa fondamentale è il possesso del campo".
Autore: Redazione TuttoCremonese
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