Si apre con una trasferta sul campo della Juventus il girone di ritorno della Cremonese, protagonista lunedì 12 gennaio nel posticipo della 20a giornata di Serie A Enilive. Per presentare la gara, mister Davide Nicola è intervenuto in conferenza stampa.
Nell’andata avete sfidato la prima Juventus di Spalletti. Come è cambiata da allora la formazione bianconera?
“Ha preso ancora più convinzione dei metodi di lavoro del suo allenatore, diversificando il modo di stare in campo. Senza girarci troppo intorno, sono una squadra molto qualitativa che ha iniziato un percorso di rientro nelle posizioni che le competono. Sicuramente vorranno fare del loro meglio davanti al proprio pubblico, ma come sempre noi lavoreremo per cercare di rompere le scatole”.
Nelle ultime due partite la Cremonese ha perso punti nel finale. Come avete metabolizzato questi risultati?
“Non sono così d’accordo quando si parla di punti lasciati per strada, ragionare così con 22 punti in classifica implicherebbe che la Cremonese ha altri obiettivi. Ci sono partite in cui riescono più cose, come quella vinta contro il Sassuolo, e altre in cui è andata male come contro il Cagliari. Ma la prestazione è stata convincente e nel computo della stagione le cose possono succedere sia in positivo che in negativo. L’importante è continuare su quello che stiamo facendo: l’ultima gara mi è piaciuta e spero che riusciremo a fare ancora meglio domani, soprattutto in fase di non possesso”.
Sarà la terza partita nel giro di una settimana. Ci saranno cambi di formazione?
“Difficilmente manteniamo sempre la stessa formazione, ma dall’altra parte non ci sono grandissime scelte in tutti i reparti. A centrocampo stiamo cercando di colmare qualche assenza provando situazioni che possono essere interessanti per il futuro, in difesa gli interpreti sono quelli che abbiamo sempre utilizzato. Forse questo potrebbe permetterci di fare una valutazione anche in sede di mercato, per capire chi potrebbe darci un’ulteriore mano. Questo lo vedremo più avanti, mi fido ciecamente dei ragazzi che ho a disposizione. Potrebbero esserci avvicendamenti di formazione, capiremo chi potrà esserci al 100%”.
La Cremonese ha ritrovato propositività e occasioni con il Cagliari. Questo le dà fiducia in vista di domani?
“Non è la partita in sé, ma tutte le prestazioni su quella falsariga a darmi fiducia. Siamo una squadra con un’idea e un’organizzazione precise che quando gioca con la giusta umiltà e intensità è bella da vedere e produce risultati. Lo abbiamo fatto per la stragrande maggioranza del girone di andata, ora inizia il ritorno e bisogna rimettersi in gioco. Il bello del calcio è questo, bisogna continuamente dimostrare il proprio lavoro. Mi piacerebbe vedere la squadra continuare a giocare con questo piglio, l’aspetto migliorativo sta nei dettagli perché la struttura c’è. Quando parlo di diventare più sporchi intendo essere determinati nella lettura dei momenti chiave: se vinco 2-0 e rientro devo trovare un modo di giocare che non trasferisca fiducia all’avversario, magari con più cinismo, pressione e attacco dello spazio. Dobbiamo diventare bravi nella conduzione di queste situazioni di gioco, e questo richiede tempo soprattutto perché siamo una squadra al primo anno in questa realtà”.
A che punto è la ricerca dell’identità di centrocampo?
“L’identità c’è, ma è il reparto in cui abbiamo avuto più defezioni e quindi abbiamo utilizzato giocatori con caratteristiche diverse. L’operato va verificato in campo: se metto Johnsen, Bondo o Grassi a fare la mezzala ognuno la farà in maniera diversa, dobbiamo trovare gli equilibri per essere sia qualitativi che quantitativi, portando avanti il nostro spartito nel tempo e in funzione dell’avversario”.
Come si spiega l’errore che ha portato al pareggio del Cagliari?
“C’è stata una rotazione e un attacco della profondità, noi abbiamo lavorato esclusivamente sull’intenzione ed è venuto meno il comportamento di reparto. Potevamo rompere la linea con un difensore più tardi, abbiamo anticipato l’idea dell’avversario e questo ha portato ad un uno contro uno con Floriani che doveva fare la diagonale leggermente prima. Ma come reparto non l’abbiamo aiutato, forse rompendo la linea l’avremmo letta meglio. Ripeto che però a volte bisogna essere coraggiosi, se ci si ritrova in un duello forzato serve il coraggio di accettarlo: non significa che Romano abbia sbagliato e non sia all’altezza, ma significa che se qualcuno sbaglia analizzo l’errore e continuo a dargli fiducia, perché è l’unico modo per crescere”.
Nel girone di ritorno cambierà qualcosa in base alle esperienze dell’andata? Sia in termini di approccio che di formazione?
“La prima parte serve a tutti per conoscere bene gli avversari, avendole sfidate tutte si possono capire le qualità altrui, la dimensione del proprio obiettivo e la qualità necessaria per raggiungerlo. Questo non significa che modificheremo alcuni valori: alcune squadre saranno sempre un gradino sopra di noi, ma la conoscenza obbliga a prepararsi sempre meglio e riconoscere che ci sono momenti in cui, attraverso organizzazione difensiva, si possono portare avanti le proprie idee di gioco. D’altro lato ci sono stadi e avversari contro i quali non si può giocare senza strafottenza e coraggio, perché sono quelli a permetterti di mostrare meglio le tue qualità. Lo spartito e alcune strategie non cambieranno, cambierà quello che è il nostro modo di giocare e il dettaglio, la qualità con cui si gioca”.
Qualche settimana fa chiese più coraggio nelle giocate individuali. Lo ha notato nelle ultime gare?
“Contro il Cagliari ho visto la preparazione al gioco che si vede in allenamento, la capacità di attaccare il più possibile gli attaccanti avversari e la responsabilità nel fare giocate individuali. Tutto questo deve essere abbinato all’espressione di una fase difensiva che ci faccia stare sul chi va là: nel passaggio da una fase all’altra possiamo migliorare, essere più efficaci e cinici”.
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