La sconfitta contro la Roma ha riacceso le voci sul futuro di Davide Nicola alla guida della Cremonese. Non tanto per il valore assoluto dell’avversario – una delle squadre più attrezzate del campionato – quanto per il modo in cui è maturato il ko e per la situazione complessiva della squadra grigiorossa.

Quando una squadra fatica a trovare continuità di risultati, ogni battuta d’arresto diventa un potenziale spartiacque. E nel calcio italiano, si sa, l’allenatore è spesso il primo a finire sotto esame.

Una sconfitta che pesa più del risultato

Perdere contro la Roma può rientrare nella logica delle cose, soprattutto se il divario tecnico è evidente. Tuttavia, ciò che preoccupa maggiormente l’ambiente è l’andamento generale della stagione. La Cremonese sta attraversando un momento complicato, fatto di difficoltà offensive, fragilità difensive e una classifica che non offre margini di tranquillità. Sono 12 le partite senza vittorie dei grigiorossi e alcune scelte di Nicola stanno lasciando un po' tutti perplessi

La sensazione è che la squadra fatichi a trovare un’identità precisa. Nicola, allenatore noto per le sue imprese salvezza e per la capacità di compattare gruppi in difficoltà, non è ancora riuscito a imprimere quella svolta caratteriale che in passato aveva rappresentato il suo marchio di fabbrica.

Il malcontento cresce quando le prestazioni non convincono, indipendentemente dall’avversario. E in un campionato dove la lotta per non retrocedere è serrata, ogni punto perso pesa doppio.

La posizione della società e lo scenario esonero

Al momento non ci sono comunicazioni ufficiali che facciano pensare a un esonero imminente. Tuttavia, nel calcio le valutazioni sono quotidiane. La dirigenza della Cremonese sta monitorando attentamente la situazione, consapevole che un cambio in panchina rappresenta sempre una scelta delicata e non priva di rischi.

Nicola gode ancora della stima per il suo percorso professionale e per la capacità di lavorare in contesti difficili. Ma la pazienza non è infinita, soprattutto se i risultati non dovessero arrivare nelle prossime giornate.

Molto dipenderà dalle prossime partite: un’inversione di tendenza potrebbe rafforzare la sua posizione, mentre un’ulteriore serie negativa potrebbe accelerare decisioni drastiche.

Cosa può salvare Nicola

Per allontanare le ombre dell’esonero, serviranno segnali concreti: maggiore solidità difensiva, più incisività negli ultimi metri e, soprattutto, risultati. Nel breve periodo conta poco la qualità del gioco se non è accompagnata dai punti.

Nicola ha costruito la propria carriera sulle missioni impossibili e sulle rimonte insperate. Se riuscirà a trasmettere alla squadra compattezza e spirito di sacrificio, potrà ribaltare la narrativa attuale e trasformare la pressione in carburante motivazionale.

La sfida, ora, è tutta nelle sue mani. La sconfitta con la Roma ha acceso il dibattito, ma il futuro dell’allenatore della Cremonese dipenderà dalle risposte che arriveranno sul campo nelle prossime settimane.

Sezione: Primo Piano / Data: Lun 23 febbraio 2026 alle 09:30
Autore: Redazione TuttoCremonese
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