Il momento della Cremonese è delicato, e il futuro di Davide Nicola torna inevitabilmente al centro del dibattito. La squadra grigiorossa, che nella prima parte di stagione aveva mostrato solidità e identità, sta vivendo una fase di evidente involuzione, culminata con l’ennesimo passo falso contro la Roma.

Nel calcio, quando i risultati non arrivano e la classifica inizia a diventare preoccupante, l’allenatore è il primo a finire sotto esame. E oggi la posizione di Nicola appare più fragile rispetto a qualche mese fa.

Un crollo progressivo nei numeri e nelle prestazioni

Il dato che preoccupa maggiormente è la continuità negativa. Dopo un avvio incoraggiante, la Cremonese ha infilato una sequenza di risultati deludenti che ha minato certezze tecniche e psicologiche. Le sconfitte sono aumentate, i pareggi non hanno portato ossigeno e la squadra ha progressivamente perso terreno.

Oltre ai numeri, ciò che allarma è la sensazione di smarrimento. La brillantezza iniziale ha lasciato spazio a una formazione meno incisiva, più fragile nei momenti chiave e incapace di reagire con lucidità quando va sotto nel punteggio. La fase offensiva fatica a concretizzare, mentre quella difensiva mostra disattenzioni che in Serie A si pagano a caro prezzo.

Quando il trend negativo si prolunga, il rischio è che il gruppo perda fiducia nel proprio percorso tecnico.

La classifica si accorcia e la pressione aumenta

Il margine sulla zona retrocessione si è assottigliato, trasformando ogni giornata in un potenziale crocevia. In queste situazioni, la pressione cresce esponenzialmente e la dirigenza è chiamata a valutare se proseguire nel solco della continuità o intervenire per dare una scossa.

Nel calcio italiano, il cambio in panchina viene spesso considerato come l’ultima leva per invertire l’inerzia. La Cremonese deve decidere se ritiene Nicola ancora l’uomo giusto per guidare la squadra fuori dalla tempesta o se serva un nuovo impulso motivazionale e tattico.

Il calendario imminente, con sfide decisive contro dirette concorrenti e big del campionato, può accelerare le riflessioni interne.

Perché la società potrebbe optare per il cambio

Le motivazioni che potrebbero spingere verso l’esonero sono essenzialmente tre: la necessità di interrompere la spirale negativa, il timore di un crollo psicologico definitivo e la volontà di preservare la categoria.

Nicola ha costruito la sua reputazione su salvezze complicate e rimonte insperate. Tuttavia, ogni stagione ha una storia diversa e non sempre il passato garantisce il futuro. Se la società percepisse segnali di scollamento o di difficoltà nel trasmettere nuove energie al gruppo, potrebbe ritenere inevitabile un cambio di guida tecnica.

Al momento non ci sono comunicazioni ufficiali, ma il clima resta in evoluzione. La Cremonese è davanti a una scelta cruciale: confermare la fiducia a Nicola e puntare sulla reazione del gruppo oppure cambiare per tentare un’inversione immediata.

Le prossime partite diranno molto. Nel frattempo, l’ipotesi esonero non è più un tabù, ma una possibilità concreta sul tavolo della dirigenza grigiorossa.

Sezione: News / Data: Lun 23 febbraio 2026 alle 21:30
Autore: Redazione TuttoCremonese
vedi letture
Print