C'è qualcosa di tremendamente familiare nell'ennesimo 0-0 della Cremonese. La partita di domenica contro il Torino, andata in scena allo Zini davanti ai propri tifosi, non ha prodotto reti né punti preziosi, ma ha restituito con precisione quasi chirurgica l'immagine di un'intera stagione.

Una stagione fatta di impegno, applicazione tattica, qualche buona intuizione offensiva e poi niente. Il gol che non arriva, l'occasione che sfuma, l'episodio che gira storto.

La buona volontà non basta

Sarebbe ingeneroso dire che la Cremonese non ci ha provato. I grigiorossi hanno spinto, hanno alzato il baricentro nella ripresa, hanno cercato la porta con Bonazzoli, Okereke, Djuric. La squadra di Giampaolo ha mostrato organizzazione e densità, impedendo al Torino, una formazione di livello superiore sulla carta, di fare la partita.

Il problema, però, resta sempre lo stesso: l'ultima giocata manca, la lucidità sottoporta è scarsa, e quando un'occasione si trasforma in rete, arriva puntuale qualcosa a toglierla.

Il gol di Baschirotto e il solito epilogo

Il momento simbolo della partita è arrivato al 61': Baschirotto si avventa su un corner e infila il pallone in rete, lo Zini esplode, e dura pochi secondi. Il VAR richiama l'arbitro Fabbri al monitor, e dopo la consueta attesa il gol viene annullato per un presunto fallo sul portiere Paleari.

Un episodio che può essere letto in tanti modi, ma che in un contesto già fragile come quello grigiorosso assume un peso specifico enorme. La Cremonese avrebbe potuto avvicinarsi alla salvezza con un colpo di testa del proprio capitano; invece ha dovuto ricominciare daccapo, con le energie che calano e la tensione che sale.

I limiti tecnici di una rosa epurata della fantasia

Al di là degli episodi, la partita con il Torino ha confermato un limite strutturale che accompagna la squadra da mesi. La Cremonese fatica a costruire occasioni pulite, dipende troppo dalle iniziative individuali e non ha nei propri ranghi un finalizzatore capace di risolvere le situazioni di stallo.

La rosa, che nel mercato di gennaio ha visto partire tutti i giocatori di fantasia, sostituiti da giocatori di gamba e fisico, paga il conto ogni settimana. Questo non significa che le colpe siano solo del mercato, la gestione del campo e delle risorse disponibili ha avuto le sue criticità , ma il dato è difficile da ignorare: in 33 giornate la Cremonese ha segnato appena 26 gol, meno di chiunque altro nelle zone calde della classifica.

Un pareggio inutile in un momento cruciale

Con la Cremonese ferma a 28 punti, ogni punto perso assume il peso di una sconfitta.

Il pareggio con il Torino non è un disastro, ma non è nemmeno ciò di cui la squadra aveva bisogno. Le partite che restano sono poche e quasi tutte difficili, a partire dalla trasferta di Napoli di venerdì 24 aprile.

Serve qualcosa in più rispetto a quanto visto domenica. Serve, soprattutto, quel gol che questa stagione ha concesso col contagocce.

Sezione: Primo Piano / Data: Lun 20 aprile 2026 alle 13:00
Autore: Davide Furini
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