C'è qualcosa di singolare nella sfida tattica che si consumerà domenica allo Zini. Da un lato una Cremonese che sta ancora assimilando le idee del proprio allenatore, dall'altro un Torino ormai tranquillo che cerca già di gettare le basi per il futuro. Due squadre in costruzione, per ragioni diverse, in un match che vale moltissimo per i padroni di casa.

Il nuovo volto della Cremonese

La scelta del 4-4-2 si è rivelata estremamente funzionale per i grigiorossi: Giampaolo ha ridistribuito i compiti in modo preciso, permettendo a ogni giocatore di esprimersi al meglio nelle proprie caratteristiche. Il marchio di fabbrica del tecnico abruzzese è la costruzione dal basso con ritmi alti, molto movimento da parte delle mezze ali e delle due punte, sempre pronte a liberarsi nello spazio per favorire gli inserimenti.

In fase difensiva la linea arretra mantenendo un'altezza elevata e applicando sistematicamente il fuorigioco, con un pressing ultra-offensivo che parte già dalle punte. Il cuore del gioco sarà però il centrocampo: Giampaolo ha sempre costruito le sue squadre attorno alla qualità nella zona nevralgica del campo, chiedendo ai suoi giocatori capacità di gestione del pallone e visione di gioco. 

Dopo un ottimo inizio a Parma dove tutto questo si è potuto toccare con mano, nelle sfide successive diciamo che lo spartito è stato rispettato a tempi alterni, ed il giudizio complessivo è fortemente condizionato dalla difficoltà nel finalizzare le, seppur poche, azioni costruite.

I limiti ancora da correggere

Il percorso è appena iniziato e i margini di crescita sono ancora ampi anche se il tempo però sembra ormai scaduto. La Cremonese di Giampaolo si conferma in alcuni frangenti prigioniera della propria estetica, con un possesso palla che convince ma che non sempre si traduce in pericoli concreti.

Il problema della difficoltà a rimontare, che ha caratterizzato tutta la stagione sotto Nicola, non è ancora stato del tutto risolto: la squadra funziona meglio quando riesce a imporre i propri ritmi piuttosto che quando è costretta a inseguire. Contro il Torino, partire bene sarà quindi fondamentale.

Come attaccare il Torino

D'Aversa si presenta a Cremona senza Zapata e senza Ismajli, due assenze pesanti che indeboliscono la squadra sia in fase offensiva sia difensiva. La soluzione granata prevede Simeone e Adams come coppia d'attacco con Vlasic tra le linee, un tandem meno fisico e più tecnico rispetto all'abituale coppia con il colombiano.

Per la Cremonese, le chiavi tattiche passano dalla capacità di Vandeputte e Floriani Mussolini di tenere le fasce alte, allargando la difesa ospite e creando spazi centrali per gli inserimenti di Bondo e Grassi. Bonazzoli dovrà essere bravo a fare da raccordo, abbassarsi a ricevere e poi attaccare la profondità nella maniera che meglio gli riesce.

Lo Zini aspetta una risposta concreta, il tempo delle chiacchiere è ormai finito.

Sezione: News / Data: Gio 16 aprile 2026 alle 17:00
Autore: Davide Furini
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