La condizione fisica conta, eccome. Ma per compiere il definitivo salto di qualità, la Cremonese ha bisogno di qualcosa che va oltre le gambe: ritrovare spensieratezza, coraggio e identità, quelle qualità che avevano accompagnato l’inizio di stagione e che, con il passare delle settimane, sembrano essersi un po’ affievolite.

È questo il compito principale che attende Davide Nicola, chiamato non solo a sistemare assetti e distanze, ma anche a riaccendere la fiducia di un gruppo che ha dimostrato di poter competere, ma che ora appare più prudente, talvolta fin troppo.

Ripartire dalle certezze: la difesa come base

Il punto fermo da cui ricominciare è chiaro: la solidità difensiva. Quando la Cremonese riesce a non subire gol, o quantomeno a limitare i danni, l’intera squadra guadagna sicurezza. Le linee restano compatte, la gestione dei momenti migliora e anche il peso psicologico della partita cambia volto.

Trovare continuità dietro significa costruire una base stabile su cui poggiare tutto il resto. Ma non può bastare.

Quel pizzico di audacia che fa la differenza

Accanto all’equilibrio, serve un po’ di sana spregiudicatezza. Non incoscienza, ma il coraggio di osare una giocata in più, di alzare il baricentro quando serve, di non rinunciare a proporre calcio anche contro avversari più quotati. È spesso proprio quel passo oltre il limite apparente che permette alle squadre di crescere e sorprendere.

All’inizio della stagione la Cremonese aveva mostrato questa attitudine: meno paura, più leggerezza mentale. Ritrovarla potrebbe fare la differenza in una classifica corta, dove ogni dettaglio pesa.

Il ruolo di Nicola: testa prima che tattica

Nicola, da sempre, è un allenatore che lavora molto sull’aspetto emotivo. Le sue squadre vivono di convinzione, di spirito di sacrificio e di fiducia collettiva. In questo momento, più che un cambio di modulo, serve un cambio di atteggiamento, una scintilla capace di restituire entusiasmo e intraprendenza.

Uno sguardo al mercato

E poi c’è il mercato. Senza stravolgere, un innesto mirato potrebbe aiutare a dare nuove soluzioni e a riaccendere la competizione interna. Un’alternativa in più, un profilo capace di portare personalità o qualità negli ultimi metri, può rivelarsi decisivo non solo sul campo, ma anche nello spogliatoio.

Il momento della verità

La Cremonese ha dimostrato di essere viva e in corsa. Ora serve ritrovare il gusto di giocare, unendo solidità e coraggio. Perché in un campionato così equilibrato, chi osa un po’ di più spesso riesce a superare i propri limiti.

E questa squadra, se torna a crederci davvero, può ancora farlo.

Sezione: Primo Piano / Data: Mer 21 gennaio 2026 alle 10:00
Autore: Redazione TuttoCremonese
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