Ci sono sconfitte che si possono spiegare, che si inseriscono in un contesto di sfortuna o di avversità contingenti. Quella di Lecce non è una di quelle. È la fotografia fedele di una squadra che ha smesso di credere in quello che fa, guidata da un allenatore che continua ad applicare correttivi tattici senza che nulla cambi davvero nel profondo.
Davide Nicola è arrivato a Cremona con il peso di un curriculum luccicante. Crotone, Genoa, Torino, Salernitana, Empoli, Cagliari: una sfilza di salvezze che lo aveva trasformato in una sorta di specialista del miracolo. La Cremonese aveva creduto di aver trovato l'uomo giusto al momento giusto. Settanta giorni fa, la classifica sembrava ancora gestibile. Oggi non lo è più.
Il problema non è solo tattico, anche se di tattica ci sarebbe molto da dire. Una squadra che, nell'arco di ottantatré giorni, riesce a vincere una sola partita di campionato, e per di più lo fa a dicembre, ha un problema strutturale che va oltre il modulo e le sostituzioni. È una questione di mentalità, di intensità, di quelle due o tre scelte tecniche sbagliate durante la partita che Nicola continua a fare in ritardo o in maniera imprecisa.
A Lecce, per esempio, ha aspettato l'intervallo per cambiare tre giocatori e passare al 4-4-2 con Djuric. Il risultato era già compromesso. La ripresa ha mostrato una squadra diversa, più viva, ma il tempo era quello che era.
C'è poi un tema difensivo che stride con il profilo dell'allenatore. Nicola è noto per squadre ordinate, solide, difficili da battere. Eppure questa Cremonese subisce gol su calcio piazzato con una frequenza imbarazzante. Il primo gol del Lecce nasce da un corner con Audero che esce a vuoto. Prima ancora, la Roma aveva segnato su palla inattiva, il Milan pure. Sono errori che si ripetono, e questo dovrebbe far riflettere.
Non è il momento di chiedere la testa di Nicola, almeno, non ancora, ma è il momento di essere onesti con lui e con noi stessi. La strada percorsa fino a qui non ha portato dove si sperava. Serve una scossa vera, non un'altra conferenza stampa con le stesse parole d'ordine. La Cremonese ha ancora dieci giornate per salvarsi. Sono dieci finali. E le finali le vince chi ha più coraggio, non chi ha più alibi.
Il coraggio, già. Colpiscono le parole del mister dopo la partita "Chi non ha la mentalità per lottare per tempi duri non può avere la possibilità di salvarsi", e ancora "Se abbiamo voglia ce la facciamo, se no, no", per poi chiudere con "Sono 32 anni che la Cremonese non sta per due anni consecutivi in questa categoria".
Parole pesanti, e parole che fino ad oggi non avevamo mai sentito pronunciare da colui che invece predicava calma e pazienza, colui che si riteneva sempre soddisfatto delle prestazioni a fronte di avversari più quotati perchè poi sarebbero arrivati gli scontri alla pari e avremmo raccolto i frutti dell'ottimo lavoro.
Lo scontro diretto è arrivato, e la Cremonese ha offerto un primo tempo ai limiti dell'imbarazzo ed una ripresa giocata sull'onda della disperazione e del non aver nulla da perdere che a livello tattico non è nemmeno commentabile. Questa parole hanno un po' il vago sapore dello scaricabarile da parte di chi improvvisamente (per usare un eufemismo) si rende conto che ora che c'è da chiudere la stalla, i buoi sono già belli che scappati.
In una intervista di poco tempo fa Mister Nicola dichiarava che "il pubblico di Cremona è un pubblico intelligente", ecco, diciamo che è bene tenerlo a mente, ora più che mai.
Altre notizie - Editoriale
Altre notizie
- 16:30 Cremonese, il dettaglio di Luperto che conta: quella chiusura racconta come crescere
- 15:00 Cremonese, porta inviolata contro la Juventus: il segnale positivo nasconde una lezione
- 13:30 Cremonese, quell’azione contro la Juventus indica la svolta: come ritrovare la profondità
- 12:00 Cremonese, Elia accende la fascia: il dettaglio contro la Juventus che fa sperare Pecchia
- 10:30 Cremonese, Pecchia prova il 4-4-2: la svolta può partire da una punta meno sola
- 09:00 Cremonese, Licina operato dopo la Juventus: cosa sappiamo e quando arriveranno novità
- 20:00 Bonazzoli colpisce la Juventus: la Cremonese ha trovato la chiave per liberarlo?
- 19:00 Cremonese, il colpo alla Juventus accende la fiducia: cosa può cambiare davvero
- 18:30 Cremonese, ultimo allenamento. Squadra in campo il 6 ottobre
- 18:29 Cremonese, frattura del polso per Licina
- 21:00 Cremonese, il blu e oro racconta qualcosa di più: l’identità dietro la terza maglia
- 19:30 Cremonese, porte aperte al Soldi: il valore di ritrovarsi vicini alla squadra
- 18:00 Cremonese, ottobre parte in salita? Arezzo e Pisa possono svelare la crescita
- 16:30 Juventus-Cremonese, il test che può svelare i progressi di Pecchia: cosa guardare
- 15:00 Cremonese, Stuckler ha già dimostrato di saper segnare: il premio che accende l’attesa
- 13:30 Cremonese, lo stop di Pontisso cambia le scelte: la sfida di Pecchia a centrocampo
- 12:00 Cremonese, Elia accende la ripartenza: il segnale che può dare nuove idee a Pecchia
- 10:30 Cremonese, Luperto indica la svolta: perché tutto può partire dalla difesa
- 09:00 Cremonese, la svolta nasce durante la sosta? Cosa sta costruendo Pecchia
- 18:50 Cremonese, quella capacità di crederci che può essere un valore aggiunto
- 17:38 La Cremonese incontra i tifosi
- 17:37 Luperto: "Lavoriamo per migliorarci completamente"
- 13:30 TuttoCremonese.com cerca nuovi collaboratori! Invia la tua candidatura!
- 12:00 Cremonese, ad Arezzo si vedrà la svolta? Le tre risposte attese da Pecchia
- 10:30 Como-Cremonese, quanto vale la Coppa Italia? L’occasione da non sottovalutare
- 09:00 Cremonese, porte aperte ai tifosi: al Campo Soldi si gioca anche la fiducia
- 21:00 Cremonese, Bonazzoli e Djuric insieme: l’idea che può cambiare l’attacco
- 19:30 Cremonese, solo due punti in meno dell’anno della promozione: c’è davvero da sperare?
- 18:00 Cremonese, Baschirotto segna e Antov risponde: il dettaglio che può spostare i punti
- 16:30 Cremonese, Licina incide anche senza segnare: la giocata che spiega il suo valore
- 15:00 Juventus-Cremonese, il risultato non basta: i tre segnali che Pecchia deve cercare
- 13:30 Cremonese, due segnali attesi: Stuckler e Lottici Tessadri riaprono le scelte?
- 12:00 Cremonese, stop Pontisso: il problema che Pecchia deve risolvere
- 10:30 Cremonese, De Luca torna al gol: quanto può cambiare questa rete?
- 09:00 Cremonese, Elia accende la fascia: Pecchia ha trovato la soluzione?
- 22:35 Cremonese, il 3-2 al Monza è una svolta? I segnali che contano davvero
- 22:33 Cremonese, è iniziata una nuova settimana di lavoro
- 18:00 Coppa Italia Frecciarossa: mercoledì 2 dicembre Como-Cremonese
- 16:55 Bollettino medico: Simone Pontisso
- 16:53 La Cremo supera 3-2 il Monza in amichevole
- 15:00 Cremonese, festa con 500 bambini: il futuro del tifo parte dall’Arvedi
- 13:30 Cremonese, cinque punti in cinque partite: quanto pesa la falsa partenza?
- 12:00 Cremonese, Bonazzoli troppo solo: come dare più forza all’attacco
- 10:30 Cremonese, Bianchetti oltre le critiche: cinque dati rivalutano il capitano
- 09:00 Cremonese, il nodo degli esterni: la sfida di Pecchia per sbloccare l’attacco
- 21:22 Cremonese, Agazzi dal vivaio allo Zini: il sogno diventa realtà
- 19:30 Licina, premio Vialli e Cremonese: il talento grigiorosso cerca continuità
- 18:00 Cremonese-Monza, test per Pecchia: chi può guadagnare spazio durante la sosta?
- 16:30 Cremonese, Pecchia riparte: tre problemi da risolvere durante la sosta
- 15:00 Cremonese, chi gioca meno: quando il prestito può essere la scelta giusta


