C'è un nome che, più di ogni altro, racconta il fallimento sportivo della Cremonese in questo campionato. Un giocatore arrivato con grandi aspettative a gennaio, presentato come il colpo che avrebbe potuto cambiare le sorti della stagione, e che invece si è trasformato in uno dei simboli più nitidi di una retrocessione ormai quasi inevitabile. Quel nome è Youssef Maleh.

Un colpo di mercato accolto con entusiasmo

Il 31 gennaio 2026 la Cremonese ufficializza l'acquisizione in prestito dal Lecce del centrocampista marocchino, con obbligo di riscatto condizionato alla salvezza. Maleh ritrova a Cremona Davide Nicola, con cui aveva già lavorato all'Empoli nel 2023-24, ed è di fatto una precisa richiesta del tecnico.

Il curriculum parla chiaro: 117 presenze in Serie A tra Fiorentina, Empoli e Lecce, un giocatore di categoria che avrebbe dovuto dare qualità e muscoli al centrocampo grigiorosso.

Il gol di Parma apice prima del tracollo

Le prime settimane sembrano confermare le attese. Con quasi 700 minuti giocati nelle prime otto presenze, Maleh risulta l'innesto invernale che trova più spazio. Il momento di grazia coincide con il debutto di Giampaolo in panchina: al Tardini, il 21 marzo, è lui ad aprire le marcature con un siluro da trenta metri che si infila all'incrocio, lasciando Suzuki immobile. Un gol da manuale, quello che fa sperare a tutti che il centrocampista marocchino possa essere l'uomo della provvidenza nel finale di stagione. L'entusiasmo, però, dura poco.

Il 5 aprile, allo Zini, va in scena uno degli episodi più emblematici della stagione. La Cremonese perde 1-2 contro il Bologna, ma il risultato è quasi secondario rispetto a ciò che accade nel finale. Al 94', con il rigore di Bonazzoli che aveva appena riacceso una piccola speranza, Maleh rifila una gomitata a Zortea: il Var richiama Abisso al monitor e il rosso è inevitabile. Il Giudice Sportivo ferma il centrocampista per due giornate con ammenda da 5.000 euro. Due turni saltati in un momento in cui ogni punto vale doppio, frutto di un gesto gratuito e incomprensibile.

Napoli, il pasticcio che costa caro

Il 24 aprile, al Maradona, arriva un'altra serata da dimenticare. Il Napoli dilaga 4-0 e anche in questa occasione Maleh lascia un'impronta, ma non nel verso giusto. Nei minuti di recupero del primo tempo, dopo aver intercettato un cross di McTominay, si fa soffiare il pallone da De Bruyne in area: il belga non deve fare altro che appoggiarlo in rete per il 3-0. Un errore grottesco, in un contesto già difficilissimo.

Lazio, l'ultimo atto di una storia sbagliata

Ieri poi, nella sconfitta interna contro la Lazio per 2-1, arriva l'ennesima macchia. La Cremonese era in vantaggio e sembrava poter strappare un risultato vitale. Poi crolla nel finale, e ancora una volta il copione porta il nome di Maleh. Giampaolo è categorico a fine partita: a Maleh scappa la palla e la squadra subisce il gol. In conferenza stampa aggiunge che c'era stato un recupero netto del centrocampista, ma che il pallone gli è poi scivolato via, spalancando la porta ai laziali. Parole che fotografano la situazione in modo chirurgico.

Il paradosso del prestito che si ritorce contro

La storia di Maleh alla Cremonese ha un retrogusto amaro che va oltre il campo. L'obbligo di riscatto è condizionato alla salvezza: se i grigiorossi retrocedono, il giocatore torna semplicemente al Lecce, concorrente diretta nella lotta per non scendere in Serie B. Il centrocampista ceduto dai salentini a gennaio è diventato, nei momenti più delicati, uno degli artefici involontari della rovina della squadra che lo ha accolto.

Espulsione stupida contro il Bologna, pasticcio con il Napoli, responsabilità sul gol subito dalla Lazio: una collezione di errori che disegna il profilo di un acquisto completamente mancato. Quello che doveva essere il rinforzo salvavita si è rivelato, nei fatti, qualcosa di ben diverso.

Sezione: News / Data: Mar 05 maggio 2026 alle 13:00
Autore: Davide Furini
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